Fare coppia per la vita: solo l' amore non basta

I rapporti di coppia, ma più in generale le relazioni interpersonali, sono difficili da gestire poiché richiedono tempo, impegno e dedizione senza che vi sia alcuna garanzia che, a fronte di tanta fatica, funzionino in eterno. Tuttavia, ci sono alcuni principi di base che aiutano ad aumentare le probabilità che un rapporto si mantenga a lungo sano e soddisfacente per i soggetti coinvolti. Alla base di un rapporto ci deve essere un sentimento d’amore forte che però non è sufficiente; sono necessari alcuni accorgimenti perché una relazione possa tenere nel tempo. Alcuni di questi possono apparire scontati ma nel loro complesso, quando alla base ci sono sentimenti solidi e la volontà di entrambi i partner di tenerne conto, senza svalutarne la rilevanza, funzionano stante la loro apparente "ovvietà"; vediamoli qui di seguito:

 

Dialogare col partner: una relazione è tanto più salda e longeva quanto più i partner sono in grado di raccontarsi intimamente, condividere sogni, bisogni, problematiche, insoddisfazioni, paure, speranze ed aspettative sulla vita e sul rapporto di coppia. Possiamo comprendere l’altro e far crescere la sintonia di coppia solo attraverso la comunicazione. In caso contrario, il rapporto è in balia di interpretazioni, spesso erronee, circa i bisogni che ci sembra il partner abbia ma che non è in grado di esplicitare. Alcune persone hanno l’aspettativa magica, la falsa infantile idea, che un buon partner è in grado di intuire le necessità altrui senza che gli venga fatta alcuna richiesta diretta ed esplicita. Nessuno è in grado di “leggere” la mente altrui ed anticiparne le necessità. Ciascuno proviene da esperienze diverse e ha modi di vedere le cose in modo differente: non riuscire a cogliere i bisogni dell’altro tra le “righe” ed i silenzi non è indice di mancanza di attenzione, interesse o amore. Per capirsi è necessario prendersi la responsabilità di essere schietti e aperti all’altro viceversa si rischia di non essere compresi e rimanere coi dei bisogni insoddisfatti.

 

Essere onesti e aperti: le menzogne sono dannose. Non è una buona idea nascondere deliberatamente questioni importanti al partner. Un rapporto si basa innanzitutto sulla fiducia e non sull’inganno. Seppur ci sono aspetti della nostra vita trascurabili e che non sono determinanti a tal punto da essere condivisi vi sono eventi significativi che invece è bene condividere. Per agevolare l’apertura del nostro partner è necessario sapersi porre in modo accogliente nei suoi confronti e non critico. Nessun si apre e si rivela se sa che quando lo fa c’è il forte rischio di sentirsi giudicato o dire fa sempre la cosa sbagliata. 

 

Esternare i propri sentimenti: per alcune persone non è facile esprimere apertamente i sentimenti anche a causa dell’educazione ricevuta. L’amore si può però dimostrare in molte forme più o meno dirette: a parole, fornendo aiuto concreto, supporto economico, con bigliettini, regali,  nomignoli… 

 

Ricercare momenti di contratto fisico: il contratto fisico, con o senza sesso, promuove il legame tra i partner; permette di sperimentare sensazioni piacevoli e rassicuranti. Ciò può avvenire in varie forme: tenendosi per mano, abbracciandosi, facendosi le coccole, addormentandosi l’uno tra le braccia dell’altro.

 

Essere disponibili emotivamente: ogni persona che vive un rapporto coinvolgente e d’amore desidera sentirsi sostenuto, amato. Per molte persone è difficile mostrare la propria emotività e vulnerabilità. Essere emotivamente disponibili significa impegnarsi per poter parlare in modo aperto e col “cuore in mano” delle proprie emozioni senza temere di essere deriso o sminuito.

 

Condividere il potere: i rapporti migliori sono quelli in cui entrambi i partner sentono di  avere potere. Uno spazio dover poter fare richieste ed essere presi in considerazione, decidere per il bene e nell’interesse della coppia. La coppia è paragonabile ad una squadra in cui gli elementi sono affiatati e lavorano assieme per uno scopo comune in cui non vi sono dinamiche competitive, di controllo o di manipolazione dell’uno a scapito dell’altro. La coppia non è basata su un braccio di ferro in cui vi è un vincitore ed un vinto, un’idea buona dell’uno ed una sbagliata dell’altro ma vi è lo spazio per il libero scambio dove ciascuno si può esprimere liberamente e portare le proprie ragioni e considerazione, trovare ascolto attento. La coppia-squadra vince se entrambi sono felici. Perché ciò si realizzi ambedue i poli della coppia hanno diritto ad avere voce in capitolo. Se un partner domina sull’altro, la vittoria è solo temporanea perché alla lunga emergeranno problemi di incomprensione ed incompatibilità.

 

Fare esperienze condivise: molto spesso i rapporti affettivi naufragano sotto il pressante ritmo del lavoro, delle faccende domestiche, del tempo da dedicare ai figli. Le reazioni prosperano se la coppia è in grado di ritagliarsi del tempo a due esclusivo al di la degli impegni quotidiani, Il tempo di coppia è necessario per condividere esperienze positive e piacevoli che fungano da collante, per rinnovare la sintonia e l’intesa erotica. Condividere una passione, una cena, qualche ora assieme senza assilli e pressioni dell’esterno permette ai partner di ridere e scherzare assieme e di collezionare momenti da rievocare quando gli eventi della vita si fanno duri e difficili. Durante il tempo di coppia è funzionale non solo a riconnettere i due partner ma anche per discutere, litigare e trovare il modo ed il tempo per riavvicinarsi e risolvere alcuni sospesi che alla lunga potrebbero diventare macigni insormontabili se lasciati ad incancrenirsi.

 

Rispettare le reciproche differenze: durante la fase dell’innamoramento o dell’amore “pazzo” ci si innamora dell’altra persona e si enfatizzano gli aspetti di somiglianza. Mano a mano che il rapporto procede ci si accorge che vi sono anche delle sostanziali differenze nel partner che vanno accettate. E’ qui che comincia il duro lavoro di costruzione della coppia “vera e propria”. Si fa i conti con il reale dell’altro, si scende a patti con l’idea del partner ideale (principe o principessa). Scopriamo che l’altro è molto differente dall’idea che ci si era fatti all’inizio ed è necessario accettare tale differenze. Un partner agisce e pensa in modo diverso da noi ma, in quanto persona, deve essere considerato ok da noi. L’amore implica piena accettazione dell’altro per cosi com’è. Molte persone accettano il partner con l’opzione “riserva” ovvero la fantasia di poter cambiarlo appena possibile, arrivando ad infierire con rabbia qualora questo cambiamento auspicato non avvenga. L’amore è basato sul rispetto, non su di un ipotetico cambiamento che, se non avviene, non è per mancanza di sentimenti ma perché la persona non lo sente necessario per se stessa.

 

Mantenere sani confini: anche in coppia ciascun membro rimane individuo. Non è mai sana una fusione (simbiosi) completa dell’uno con l’altro. Nessuno in coppia si dovrebbe annullare o plasmare a modello dell’altro. Ognuno è tenuto a mantenere i propri interessi, passioni ed amicizie. C’è un tempo di coppia ed un tempo personale che va tutelato. E’ necessario fare coppia mantenendo alcuni confini personali che permettano ad ambedue i soggetti di potersi rigenerare, nutrire al di fuori degli spazi comuni. Le relazioni invischianti oltre a non essere sane sono basate sulla dipendenza, sul bisogno del partner per dare senso alla propria esistenza più che sulla volontà e sul desiderio di stare con il partner.

 

Mettere il partner in primo piano: il partner deve essere per noi la figura di attaccamento principale nella vostra vita, fatta eccezione per i figli. A volte amici di vecchia data e familiari  (suoceri, genitori, ex) possono interferire nella vita a due; bisogna saper dare al partner un ruolo privilegiato poiché rappresenta la nostra scelta, un progetto per il nostro futuro. La nostra coppia rappresenta la famiglia attuale; è ad essa che va data la priorità rispetto alla famiglia di origine. Ciò non significa dimenticare i legami del passato e chiudersi a riccio ma dare un ordine di priorità senza troncare i rapporti creati in precedenza.

 

Essere realisti rispetto alle responsabilità familiari e chiedere supporto: la vita a due, e ancor più il fare famiglia, implica lavorare, pulire, tenere in ordine la casa, occuparsi dei figli, fare la spesa, tenere i conti di casa; non è possibile che una sola persona faccia tutto ciò da sola esentando l’altro da qualche responsabilità. Accollarsi l’onere di tutto può portarci a provare rabbia nei confronti del partner che per vari motivi non se ne occupa (es. iperlavoro). Accettate i vostri limiti personali, chiedete e date aiuto all’altro. Tenete presente che a volte seppur in due non è possibile fare tutto; ciò implica rinunciare alla propria vita personale, di coppia e familiare per svolgere tutte le mansioni. A volte è più saggio lasciar andare o rimandare ciò che non è prioritario per dare più spazio ai rapporti familiari. 

 

Negoziare per giungere a compromessi: a volte due persone possono desiderare cose diverse e si rende necessario rispettare le esigenze di entrambi. Non è buona una relazione dove vi è uno dei due si trova sempre nella condizione di dover rinunciare per concedere all’altro la possibilità di realizzarsi. Entrambi i partner hanno bisogno di poter soddisfare le proprie necessità. Affinché questo avvenga è necessario lavorare sui compromessi: entrambi devono essere disposti a guadagnare e perdere qualcosa per preservare la relazione.

 

Accettare le discussioni: screzi e discussioni sono utili per fare emergere disguidi e incomprensioni: una coppia che non litiga è abbastanza improbabile. Se ciò non accade può essere indice di un rapporto in cui si evita il conflitto per quieto vivere ma in cui non vi è alcuna possibilità che la coppia possa evolvere a causa di una comunicazione deficitaria. Attraverso il litigio, a patto che sia una eccezione e non una costante del rapporto, è possibile conoscersi, esternare uno stadio di malessere ed insoddisfazione. Non è sano tenere tutto dentro per poi sbottare in occasioni inappropriate ed ancor meno covare rancore per mesi ed anni. 

 

Evitare attacchi personali: durante i litigi sono banditi gli attacchi alla persona, le offese, le minacce, il far sentite l’altro inutile o patologico, l’usare confidenze per denigrare o schernire. Anche quando la rabbia che si prova al momento è forte bisogna saper rispettare sempre il partner che è una persona con una dignità e una sensibilità.

 

Chiedere scusa: bisogna riflettere sui propri atteggiamenti, saper chiedere scusa all’occorrenza ma anche impegnarsi ed assicurarsi di non ripetere nuovamente quegli atteggiamenti che causano dolore all’altro. Le scuse debbono essere sostenute da azioni concrete atti a dimostrare che si è davvero compreso quanto un cambio di atteggiamento sia funzionale al benessere dell’altra persona.

 

Assumersi la responsabilità per le proprie reazioni ed emozioni: tutti hanno un passato e degli aspetti irrisolti. Ciò non giustifica il fatto si possa usare la propria storia per incolpare il partner per le nostre azioni aggressive o per quello che sentiamo emotivamente in risposta ad un suo atteggiamento o una sua parola usata con leggerezza o in modo maldestro. Ogni persona ha sempre la possibilità di reagire in modo sano di fronte ad un comportamento sgradevole o percepito come tale. Qualunque sia stata la nostra esperienza durante l’infanzia è la nostra responsabilità di sanare ciò che è rimasto irrisolto. Non è compito del partner farci da psicologo, rassicurarci o comare vuoti emotivi del passato tanto meno essere preso di mira per ciò che ci è accaduto di sgradevole. E’ necessario saper riconoscere ciò che è nostro da ciò che è del partner. Di fronte a situazioni che ci impediscono di vivere serenamente una relazione una scelta saggia è quella di richiedere un aiuto professionale. 

 

 

Dr. Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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