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PSICOTERAPIA CON L'ANALISI TRANSAZIONALE

L'Analisi Transazionale è un modo di fare terapia che mette davvero al centro la persona. Non come concetto astratto, ma come essere umano con la sua storia, le sue emozioni, i suoi significati. È un modello che guarda alla dignità e alla libertà di ciascuno, e che costruisce il cambiamento insieme, passo dopo passo. All'inizio del percorso si definisce un obiettivo chiaro, concreto, qualcosa che abbia senso nella vita reale: non un ideale irraggiungibile, ma una direzione possibile.

La relazione terapeutica è un incontro tra due persone. Non c'è chi "sale in cattedra" e chi ascolta in silenzio: c'è un'alleanza, un patto condiviso. Il linguaggio è semplice, diretto, rispettoso. Non servono parole complicate per capirsi; serve presenza, ascolto, e uno spazio in cui nessuno si sente giudicato.

Dal punto di vista teorico, l'Analisi Transazionale descrive la nostra personalità come composta da tre parti: il Genitore, l'Adulto e il Bambino. Dentro il Genitore e il Bambino vivono messaggi, emozioni, regole, paure e desideri che abbiamo interiorizzato crescendo. Alcuni ci sostengono, altri ci limitano: nel Bambino restano i divieti impliciti che ci hanno accompagnato, nel Genitore le spinte e i "devi" che ci fanno sentire sotto pressione.

Il disagio nasce quando, senza accorgercene, rispondiamo alle situazioni di oggi con modalità che appartengono al passato. È come se un elastico invisibile ci riportasse indietro: nel presente riemergono emozioni, pensieri e comportamenti dell'allora. Sono modi di reagire che un tempo ci hanno protetto, ma che oggi diventano rigidi, ripetitivi, poco utili.

La terapia aiuta proprio a sciogliere questo elastico. A riconoscere da dove arrivano certe reazioni, a dare loro un nome, a capire cosa ci stanno raccontando. E soprattutto a rafforzare l'Adulto: quella parte che vive nel qui e ora, che osserva la realtà per quella che è, che può scegliere come rispondere invece di reagire automaticamente. È un percorso che restituisce libertà, respiro e possibilità. Un cammino condiviso, fatto di consapevolezza e di cura.

La teoria dell'Analisi Transazionale parte da un'idea semplice e potente: durante l'infanzia ciascuno di noi prende delle decisioni profonde su come stare al mondo. Sono scelte che riguardano il rapporto con sé stessi, ciò che in AT chiamiamo copione, e il modo di relazionarsi con gli altri, che si esprime anche attraverso i cosiddetti giochi psicologici.

Sono decisioni prese in un momento della vita in cui la capacità di comprendere la realtà è ancora limitata e in cui l'influenza dei genitori e dell'ambiente è fortissima. Per questo il bambino sceglie ciò che gli sembra più utile per sopravvivere, fisicamente ed emotivamente. E lo fa con l'intelligenza che ha a disposizione in quel momento.

Il punto è che queste decisioni, nate per proteggerci, spesso ci accompagnano fino all'età adulta senza essere più aggiornate. Continuano a guidare i nostri comportamenti anche quando diventano rigide, dolorose o controproducenti. È come se una parte di noi continuasse a credere che quelle vecchie strategie funzioneranno ancora, nonostante l'esperienza dica il contrario.

La terapia basata sull'AT aiuta proprio a vedere questi meccanismi: permette di riconoscere quali processi interni oggi impediscono di agire in modo spontaneo, libero e adeguato alla realtà attuale.

Il lavoro terapeutico consiste nel rimettere mano a quelle antiche decisioni, comprenderle, e poi aggiornarle con scelte più adatte al presente e alle reali capacità della persona. È ciò che in AT chiamiamo ri-decisione del copione.

In questo percorso il terapeuta non "guarisce" nessuno. Il suo ruolo è un altro: aiutare la persona a riattivare il proprio potenziale di auto-cura, quello che ognuno possiede ma che a volte si blocca lungo la strada. La terapia diventa così un modo per riprendere il proprio movimento naturale, proprio dal punto in cui si era interrotto.