DOMANDE FREQUENTI
Prima di prendere appuntamento è normale avere domande su come funziona, cosa accade nei primi incontri e quali possibilità ci sono davvero per te.
Questa sezione raccoglie alcune risposte sintetiche pensate per aiutarti a orientarti mentre valuti se iniziare un percorso.
1. Come funziona l'inizio del percorso
Il primo incontro serve a conoscerci e a capire cosa stai vivendo. Di norma seguono un paio di colloqui per valutare meglio la difficoltà, formulare una prima diagnosi, chiarire le aspettative e definire le possibilità di lavoro.
Un punto centrale è l'alleanza terapeutica: al di là di qualsiasi modello teorico o tecnica, è la qualità della relazione a determinare l'efficacia del percorso.
In questa fase preliminare puoi proseguire oppure fermarti. Se ci sono le condizioni, definiamo un obiettivo realistico per dare una direzione chiara al lavoro psicologico: cosa vuoi cambiare, cosa vuoi migliorare di te.
2. Modalità e incontri online
Frequenza:
Le sedute si svolgono con frequenza quindicinale; settimanalmente solo in situazioni di particolare disagio.
Modalità:
La presenza è la forma più completa: permette di lavorare su aspetti verbali, non verbali, relazionali e su tecniche espressive o corporee.
Gli incontri online sono possibili, occasionalmente, solo per chi è già in carico. Non svolgo percorsi interamente online.
Cancellazioni:
Se devi annullare, ti chiedo almeno 48 ore di anticipo: quello spazio può servire a qualcun altro.
3. Cosa succede durante la psicoterapia?
Puoi arrivare con parole chiare, confuse o con silenzi: ogni punto di partenza è valido.
Lavoriamo su ciò che vivi ora, osservando le dinamiche emotive, cognitive e comportamentali che si ripetono come schemi appresi. Il passato entra solo quando aiuta a comprendere meglio il presente.
La psicoterapia richiede motivazione, continuità e disponibilità a osservarsi e a uscire dalla zona di comfort. Non dà risultati immediati: procede per chiarificazioni e piccoli cambiamenti che si consolidano nel tempo.
Il mio ruolo non è dare consigli né decidere per te: ti aiuto a vedere con più profondità ciò che vivi, riconoscere le dinamiche che orientano le scelte e sostenerti nel prendere decisioni più consapevoli, in autonomia.
La durata dipende da difficoltà, obiettivi, frequenza e motivazione. Monitoriamo l'andamento e valutiamo se lavorare su un tratto breve o su un percorso più articolato.
4. Approccio, tecniche e uso dei farmaci
Il mio approccio principale è l'Analisi Transazionale. Quando serve, integriamo tecniche espressive, immaginative e ipnotiche per lavorare anche sul piano emotivo. Non prescrivo farmaci poiché non sono un medico.
Il lavoro psicologico riguarda l'osservazione, la comprensione di sé e il cambiamento graduale nei modi di pensare, sentire e agire. È orientato a riconoscere le dinamiche che generano il disagio, non a eliminare direttamente il sintomo.
Il lavoro sul sintomo appartiene invece all'ambito medico. Quando un sintomo è forte, persistente o causa una sofferenza acuta, può essere necessario un supporto farmacologico. In questi casi ti inviterò a una valutazione medica per rendere più efficace il lavoro psicologico.
5. Riservatezza, efficacia e fine del percorso
Ogni colloquio è protetto dal segreto professionale.
Sono onesto: non esistono garanzie di efficacia o tempistiche certe poiché i risultati dipendono da diversi fattori tra cui problema, motivazione, relazione e continuità.
La terapia termina quando raggiungi l'obiettivo concordato. Puoi interrompere in qualsiasi momento e tornare se ne senti il bisogno.
