Lun - Ven ore 9.00 - 19.30
DOMANDE FREQUENTI

Prima di prendere appuntamento è normale avere qualche dubbio. Qui trovi risposte brevi alle domande che mi fanno più spesso.

1. Come si comincia?

Il primo incontro serve a conoscerci e a capire cosa stai vivendo. Di solito seguono un paio di colloqui per inquadrare la difficoltà, chiarire le aspettative e capire come lavorare.

Conta molto la relazione tra noi. Più di qualsiasi tecnica, è questa a rendere efficace il percorso.

Dopo questi primi incontri puoi decidere se proseguire o fermarti. Se andiamo avanti, fissiamo insieme un obiettivo realistico: cosa vuoi cambiare, cosa vuoi migliorare di te.

2. Ogni quanto ci vediamo? Si può fare online?

Ci vediamo ogni due settimane. Le sedute diventano settimanali solo nei momenti più difficili.

Preferisco lavorare in presenza, perché posso cogliere anche quello che passa dai gesti e dalla relazione e usare tecniche espressive o corporee. Gli incontri online sono possibili ogni tanto, solo per chi ha già iniziato un percorso con me. Non seguo percorsi interamente online.

Se devi disdire, avvisami almeno 48 ore prima: quell'ora può servire a qualcun altro.

3. Come si svolge la psicoterapia?

Puoi arrivare con le idee chiare, confuse, o senza sapere da dove partire. Va bene comunque.

Lavoriamo soprattutto sul presente, su emozioni, pensieri e comportamenti che tendono a ripetersi. Il passato entra quando aiuta a capire l'oggi.

Servono motivazione, continuità e voglia di guardarsi dentro, anche quando costa fatica. I risultati non arrivano subito: si costruiscono a piccoli passi.

Non ti do consigli e non decido al posto tuo. Ti aiuto a vedere meglio cosa accade e a fare scelte più consapevoli, in autonomia.

Quanto dura? Dipende dalla difficoltà, dagli obiettivi, dalla frequenza e dalla motivazione. Lo verifichiamo strada facendo.

4. Che approccio usi? Prescrivi farmaci?

Il mio riferimento principale è l'Analisi Transazionale. Quando serve, integro tecniche espressive, immaginative e ipnotiche.

Non prescrivo farmaci perché non sono un medico. Il lavoro psicologico punta a capire cosa genera il disagio e a cambiare gradualmente il modo di pensare, sentire e agire, non a eliminare direttamente il sintomo.

Se un sintomo è molto forte o dura a lungo, può servire anche un supporto farmacologico: in quel caso ti consiglierò una valutazione medica, che spesso rende la terapia più efficace.

5. Meglio l'Analisi Transazionale o l'ipnosi?

L'Analisi Transazionale lavora sul qui e ora, con obiettivi concreti decisi insieme. Aiuta a capire le dinamiche emotive e relazionali che pesano sul tuo benessere e da dove nascono, restando orientata al cambiamento nella vita di tutti i giorni.


L'ipnosi usa la trance, uno stato naturale che chiunque può sperimentare. Funziona bene su problemi circoscritti come insonnia, ansia, stress o paure specifiche, spesso in 3-5 sedute. Non è però adatta a ogni persona e a ogni situazione, quindi va sempre valutata prima.


La scelta la facciamo insieme nei primi colloqui, guardando il problema, i tuoi obiettivi e le tue preferenze. A volte usiamo entrambi gli approcci.

6. Riservatezza, risultati e conclusione

Tutto ciò che dici è protetto dal segreto professionale.

Non posso garantirti risultati o tempi certi: dipendono dal problema, dalla motivazione, dalla relazione e dalla continuità.

Il percorso finisce quando raggiungi l'obiettivo concordato. Puoi interrompere quando vuoi e tornare se ne senti il bisogno.