La trappola delle aspettative: quando ci si condiziona a vicenda
Esiste una forma di influenza più quotidiana e meno visibile, che non è violenza ma può togliere libertà. Le nostre azioni influenzano ciò che gli altri si aspettano da noi, e le loro aspettative, a loro volta, influenzano le nostre azioni. Si crea un circolo in cui ci si condiziona a vicenda.
Immagina di andare a una festa e decidere di non bere. Se i tuoi amici si aspettano che tu beva, ti spingeranno, e se cedi la prossima volta se lo aspetteranno ancora di più. Se invece sostengono la tua scelta, si rafforza l'aspettativa opposta. Fin da piccoli impariamo a prestare attenzione alle aspettative degli altri e spesso le facciamo nostre anche quando non le condividiamo: la carriera che i genitori immaginavano per noi, lo stile di vita che il nostro ambiente considera giusto.
Quando ci sentiamo costantemente spinti a soddisfare le aspettative altrui, possiamo provare colpa, vergogna, inadeguatezza. E possiamo perdere la sensazione di avere il controllo della nostra vita. Gli psicologi parlano di locus of control: chi lo sente interno pensa che ciò che accade dipenda anche dalle sue scelte, chi lo sente esterno lo attribuisce alla fortuna, al destino, agli altri. Un locus of control esterno si associa più facilmente all'impotenza appresa, la convinzione che qualunque cosa si faccia non cambierà nulla.
Queste dinamiche diventano più pesanti nelle relazioni con un forte squilibrio di potere: genitori e figli, capi e dipendenti, partner violenti. Chi ha meno potere si sente intrappolato tra le aspettative dell'altro e il bisogno di non perdere la relazione. E alcuni gruppi, religiosi, politici, lavorativi, usano le aspettative come strumento di controllo, punendo o escludendo chi non si conforma.
Uscirne non significa ignorare gli altri. Significa accorgersi di quanto le loro aspettative pesano sulle nostre scelte, essere chiari e onesti sulle nostre, negoziare quando è possibile, trovare compromessi in cui si dà qualcosa ma si tiene qualcosa per sé. E, quando le aspettative sono ingiuste o dannose, saper dire di no in modo fermo e rispettoso. Più abbiamo chiaro chi siamo e cosa vogliamo, meno le aspettative degli altri ci governano.
