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I volti del narcisismo: grandioso, vulnerabile e altre varianti

Il narcisista grandioso e il narcisista vulnerabile

Negli ultimi decenni la ricerca ha distinto due forme principali di narcisismo, che differiscono più per l'esperienza interna che per il comportamento visibile: il narcisista grandioso, detto anche overt, e quello vulnerabile, detto covert. Da fuori non è facile distinguerli. Entrambi possono sembrare sicuri di sé, faticano a entrare in empatia e hanno bisogno di essere ammirati. Ma vivono in modo diverso le relazioni e hanno margini di cambiamento diversi in terapia.

Il narcisista grandioso è quello classico. Appare molto sicuro di sé, sprezzante, arrogante, svalutante. Instaura relazioni superficiali in cui assume una posizione dominante. Proietta all'esterno le emozioni negative e gli aspetti scomodi di sé, per non intaccare la propria immagine. Sembra non curarsi di cosa pensano gli altri: critica, ferisce, umilia senza scrupoli e senza rimorso. In realtà anche lui ha bisogno degli altri, del loro sguardo ammirato, per mantenere in piedi l'immagine di sé, ma lo nasconde dietro una corazza.

Il narcisista vulnerabile ha invece un'autostima fragile ed è molto sensibile alle critiche. Nelle relazioni si sente ansioso, evita il confronto per paura del rifiuto, teme le situazioni imbarazzanti. Si confronta continuamente con gli altri in cerca di conferme, fatica a gioire dei successi altrui perché li vive come una minaccia, e cova invidia e risentimento verso chi riceve l'attenzione che lui vorrebbe. Quando non trova conferme del proprio essere speciale si sente andare in mille pezzi. La grandiosità, in lui, è una maschera che nasconde timidezza e depressione. L'atteggiamento ipercritico verso gli altri è una difesa che gli impedisce di costruire relazioni profonde, perché in fondo non si sente all'altezza.

Lo psicoanalista Herbert Rosenfeld parlava di narcisisti "a pelle spessa" e "a pelle sottile". I primi si difendono con una corazza impenetrabile e sembrano non aver bisogno di nessuno. I secondi si feriscono facilmente e reagiscono ai fallimenti e ai rifiuti con crisi di rabbia, vergogna o tristezza. Il narcisista a pelle sottile si pone spesso standard così alti da essere irraggiungibili e, quando fallisce, la vergogna cresce. Teme che la sua vulnerabilità venga scoperta, così desidera essere visto e insieme tiene le distanze, oscillando tra bisogno di connessione e paura dell'intimità. Può apparire affettuoso e premuroso, ma sotto c'è il bisogno continuo di conferme, e per non essere ferito ricorre al controllo o alla manipolazione.

In entrambe le forme troviamo fantasie di grandezza, manipolazione, sfruttamento degli altri, mancanza di empatia, arroganza. La differenza riguarda il modo di difendersi. Il grandioso porta fuori, sugli altri, ciò che non vuole vedere di sé. Il vulnerabile lo trattiene dentro e lo vive come insicurezza e paura.

Questa differenza conta anche in terapia. Il narcisista grandioso di solito pensa di non avere problemi, e se va da uno psicologo è per parlare di un'altra persona, il partner, un figlio. Il narcisista vulnerabile è più disponibile, perché riconosce il proprio malessere.


I sottotipi descritti dalla ricerca

Uno studio di Eric Russ, Jonathan Shedler e colleghi del 2008 ha individuato tre sottotipi. Il narcisista grandioso o maligno è caratterizzato da rabbia, manipolazione, sete di potere e un senso di importanza esagerato. Il narcisista fragile usa la grandiosità come difesa da sentimenti di inadeguatezza, ansia e solitudine. Il narcisista ad alto funzionamento o esibizionista è energico, carismatico, spesso in posizioni di rilievo. Usa i propri tratti per motivarsi e avere successo, si adatta bene, e viene spesso scambiato per una persona con un "grande ego". Proprio perché la nostra società premia il successo, la prestazione e i risultati sportivi, questa forma è più difficile da riconoscere e tende a essere sottovalutata: la si nota solo quando compromette in modo evidente le relazioni.


Classificazioni divulgative

In rete si trovano molte altre classificazioni, che non hanno una base scientifica solida ma possono aiutare a riconoscere alcuni comportamenti.

Si parla per esempio di narcisista cerebrale e somatico, una distinzione proposta dallo scrittore Sam Vaknin. Il narcisista cerebrale cerca ammirazione per la propria intelligenza, la cultura, i titoli, le posizioni di potere. Tende a vedere il corpo come un inconveniente, ha spesso poco interesse per la sessualità, appare rispettoso delle regole e controllato, ma può covare rancore e pianificare a lungo le sue rivalse. Il narcisista somatico, invece, punta tutto sul corpo: l'aspetto, l'abbigliamento, l'allenamento, a volte la chirurgia estetica, le conquiste sessuali. Trae soddisfazione più dalla caccia che dal rapporto, colleziona partner come trofei, e può suscitare la gelosia del partner raccontando di essere corteggiato o flirtando davanti a lui. Molti, probabilmente, usano l'una o l'altra modalità a seconda delle circostanze.

C'è poi chi parla di narcisista tossico, sempre al centro dei drammi altrui, capace di farti litigare con amici e familiari; di narcisista "comune", premuroso e cordiale per conquistare la tua fiducia e sentirsi indispensabile; di narcisista perverso, il più pericoloso, violento e abusante, soprattutto quando si sente rifiutato.

Infine c'è il narcisismo sessuale, un costrutto studiato anche dalla ricerca. Riguarda chi usa il partner per il proprio piacere: egoismo sessuale, mancanza di empatia per i bisogni fisici ed emotivi dell'altro, bisogno di controllo, preferenza per rapporti senza coinvolgimento, senso di superiorità anche nelle prestazioni. All'inizio sembra tutto perfetto, poi la relazione si svuota e resta solo il sesso, a volte usato anche come punizione: negato, o concesso solo alle proprie condizioni. Se gli si fa presente un disagio, la risposta tipica è: "sei troppo esigente", "non è mai stato un problema prima", "se non provi piacere è un problema tuo".


Uomini e donne

Si discute spesso di differenze di genere. Le ricerche indicano che gli uomini, in media, ottengono punteggi più alti nella dimensione grandiosa ed esibizionista e nel senso di diritto, mentre nel narcisismo vulnerabile le differenze sono minime. È probabile che il narcisismo si esprima anche secondo i ruoli che la cultura assegna ai due sessi: più dominanza e competizione aperta negli uomini, più controllo indiretto, seduzione e senso di colpa usato come leva nelle donne. Bisogna però fare attenzione agli stereotipi: le modalità con cui un narcisista manipola dipendono dalla persona più che dal genere.