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La relazione con un narcisista: idealizzazione, svalutazione, abbandono

Una relazione con una persona narcisista è segnata da instabilità e cambiamenti bruschi: può passare in poco tempo dal paradiso all'inferno. Il narcisista sta in coppia per motivi diversi da quelli della maggior parte delle persone. Ha un bisogno enorme degli altri, perché la sua autostima dipende dall'ammirazione che riceve. Attraverso il partner mantiene integra l'immagine di sé. Ha un vuoto interiore che si riempie solo per un po', quando si sente amato e ammirato. È centrato sui propri bisogni e ignora quelli altrui. Nella relazione cerca ciò che gli serve: ammirazione, sesso, accudimento. E oscilla tra il bisogno dell'altro e il bisogno di essere lasciato in pace.

La relazione segue spesso tre fasi.


L'idealizzazione

Il narcisista sceglie con cura il partner. Spesso è attratto da persone che possano dargli lustro: attraenti, stimate, di successo. Una volta scelta la persona, impiega tutte le sue energie nella conquista. Diventa attentissimo, premuroso, affettuoso. Indossa i panni del partner ideale, esattamente quello che l'altro desiderava. Mette la persona su un piedistallo, la idolatra, condivide sogni e progetti. Oggi si parla di love bombing: un bombardamento di attenzioni, complimenti, messaggi. Finge di amare le stesse cose dell'altro per far nascere la sensazione di un'intesa speciale.

Per un certo tempo il narcisista funziona come uno specchio: rimanda all'altro esattamente ciò che cerca. Il partner, travolto da tanta euforia, si convince di aver trovato l'anima gemella, e si stupisce che una persona così perfetta fosse ancora libera. Non sa cosa lo aspetta.


La svalutazione

L'idealizzazione dura qualche settimana, qualche mese, il tempo che il narcisista si senta sicuro dei sentimenti dell'altro. Poi la maschera comincia a cadere, a volte gradualmente, a volte all'improvviso. Le attenzioni vengono sostituite da indifferenza e silenzio. Non risponde al telefono, non mantiene le promesse, sparisce, si nega. Il partner si sente confuso e si chiede cosa abbia fatto di sbagliato.

Il narcisista si annoia facilmente. Finita l'euforia, torna a fare i conti con il proprio vuoto e lo attribuisce all'altro, che ora gli sembra inadeguato. Diventa irritabile, volubile, critico su tutto. Più il partner cerca vicinanza e spiegazioni, più lui si allontana, e più lo usa come bersaglio. È come se prima proiettasse sull'altro la parte migliore di sé, l'ideale, e poi tutte le parti negative che non riesce a tollerare.

A volte sembra di avere a che fare con due persone diverse. Giura amore eterno, ma non si presenta in ospedale il giorno di un intervento. È romantico in un momento e glaciale davanti a un lutto. Fa grandi discorsi sulla vicinanza ai familiari in difficoltà, ma non telefona all'amico che ha perso il lavoro. Torna a casa nel cuore della notte e riesce a far sentire in colpa il partner preoccupato. Non sa negoziare: o si fa come dice lui, o niente. Si sente al di sopra delle regole: parcheggia nei posti per disabili, guida in modo spericolato.

Il partner, intanto, cerca di ritrovare l'amore dei primi tempi e lavora sempre di più per compiacerlo. Arriva a elemosinare briciole di attenzione.


La fine

Gli esiti possibili sono due. Il narcisista può spostare le sue attenzioni su una nuova persona e cominciare con lei una nuova idealizzazione, a volte scartando il partner in modo brusco e crudele, senza spiegazioni. Oppure è il partner, sfinito, a mettere fine alla relazione.

Molte persone, dopo, si chiedono se siano mai state amate davvero. È una domanda dolorosa. Il narcisista ha una capacità molto limitata di vedere l'altro come persona distinta da sé, e ciò che il partner ha vissuto all'inizio era in gran parte una facciata. Chi esce da queste relazioni è spesso esausto, con l'autostima a pezzi dopo mesi o anni di umiliazioni e svalutazioni. È importante sapere che non è colpa sua. Il narcisista è spesso molto abile a sedurre e tende a ripetere lo stesso schema con partner diversi.


Chi resta

Perché è così difficile lasciare? Da un lato c'è il ricordo dell'amore idilliaco degli inizi e la speranza che possa tornare. Dall'altro il narcisista tende ad attrarre persone con tratti dipendenti, che faticano a separarsi anche dalle relazioni sane, figuriamoci da una in cui vengono manipolate.

Lo psicologo Craig Malkin, nel libro Rethinking Narcissism del 2015, ha descritto anche la personalità "ecoista", il contrario del narcisista. Il nome viene dalla ninfa Eco del mito, innamorata di Narciso senza essere corrisposta e condannata a ripetere solo le ultime parole degli altri. L'ecoismo non è un disturbo e non è diagnosticabile, ma descrive persone che hanno paura di distinguersi e preferiscono stare nell'ombra lasciando agli altri il centro della scena. Mettono i bisogni altrui prima dei propri, rinunciano alla propria voce perché la persona amata possa esprimersi, non chiedono aiuto perché danno per scontato di non riceverlo. Non amano i complimenti, non esprimono opinioni né preferenze, temono di essere un peso. Si sentono in colpa per ogni incomprensione e tendono a mettersi in discussione, mentre il narcisista dà la colpa all'altro. Non si sentono in diritto di provare piacere, nemmeno sessuale.

Spesso queste persone da bambine hanno dovuto sintonizzarsi sui bisogni di genitori distratti o in difficoltà, rinunciando ai propri. Sono cresciute convinte di non poter essere viste né ascoltate. In una relazione con un narcisista sopportano a lungo di essere trascurate, perché sono allenate a non aspettarsi nulla. La terapia può aiutarle a ritrovare la propria voce, a lavorare sull'assertività e sul diritto di esistere e di ricevere affetto senza doverlo guadagnare.