La rabbia del narcisista
La rabbia è un'emozione naturale e spesso sana. Serve a difendersi dai pericoli, a ristabilire i confini, a farsi rispettare. Anche quando è intensa conserva una quota di razionalità e rientra una volta espressa. La rabbia narcisistica è diversa: esplosiva, sproporzionata, scatenata da una ferita all'immagine di sé.
Il narcisista ha bisogno di adulazione, attenzione, complimenti, e di vedere gli altri sottomessi. Vive in un mondo in cui è un re amato e perfetto, che i suoi successi abbiano o no riscontro nella realtà. Non tollera che questa immagine venga messa in discussione. Ogni disaccordo, osservazione o critica, reale o solo percepita, diventa un affronto, un rifiuto, uno scherno, mai un'occasione di confronto. E la rabbia diventa lo strumento per riprendersi il potere, ristabilire l'equilibrio "io sopra, tu sotto", sottomettere e manipolare.
Spesso questa rabbia si vede già nei primi anni di scuola, quando il bambino non viene assecondato. Da adulto può esprimersi in modo esplosivo, verbalmente e a volte fisicamente, o in modo passivo-aggressivo: promette qualcosa e trova il modo di non farla, punisce con il silenzio. Più raramente si rivolge contro sé stesso, con comportamenti autolesivi. Può scaricarsi anche su persone che non c'entrano nulla, ed è spesso alimentata dall'invidia per i successi altrui.
Dietro l'arroganza c'è un ego fragile. La mente del narcisista è spesso occupata da sentimenti di umiliazione, rifiuto, abbandono, e per questo vede minacce anche dove non ci sono. Più l'ego è fragile, più ha bisogno della rabbia per vendicarsi e riprendere il controllo.
Una terapia è possibile solo se la persona riconosce di avere almeno un problema nella gestione delle emozioni, cosa piuttosto rara per chi si percepisce perfetto. Più spesso sono le vittime a chiedere aiuto, per capire che le mancanze di rispetto subite sono serie e ritrovare la fiducia in sé dopo anni di messaggi svilenti.
