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Che cos'è il narcisismo: dal narcisismo sano al disturbo

La parola narcisismo è diventata di uso comune, e spesso la si usa per indicare qualunque comportamento egoista. Ma il narcisismo non è solo una patologia. Esiste un narcisismo sano, una componente evolutiva della personalità che ha a che fare con l'autostima, la fiducia in sé e la capacità di affermarsi nel mondo. È la forza che ci permette di dire "io ci sono", "io valgo", "ho diritto di esistere e di essere visto". È la base su cui costruiamo l'identità, perseguiamo obiettivi, esprimiamo i nostri talenti e difendiamo i nostri confini.

Tutti i bambini, all'inizio, sono "narcisisti". Sono governati dai propri bisogni, fame, sete, sonno, e pretendono che vengano soddisfatti subito. Dipendono totalmente da chi si prende cura di loro. Crescendo la maggior parte delle persone impara a percepire gli altri non più come strumenti di gratificazione, ma come esseri distinti con le loro necessità. Così il narcisismo primario viene superato. Per alcune persone questo passaggio non avviene, o avviene solo in parte.


Narcisismo sano e narcisismo patologico

Il narcisismo sano convive con l'empatia. Non ha bisogno di schiacciare l'altro per sentirsi forte né di stare al centro dell'attenzione per esistere. Proprio perché si sente abbastanza sicura di sé, la persona riesce a riconoscere l'altro come soggetto, ad ascoltarlo, a entrare in relazione senza paura di perdersi. Le sue caratteristiche sono un'autostima stabile, che non dipende da conferme continue; la capacità di affermarsi senza aggressività; la consapevolezza dei propri limiti senza vergogna; un'empatia reale; la flessibilità nelle relazioni; la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni senza proiettarle sugli altri.

Chi ha un narcisismo sano non ha bisogno di idealizzare né di svalutare il partner, non vive l'intimità come una minaccia, sa chiedere, dare, negoziare. Il narcisismo sano non è innato: si costruisce con esperienze di riconoscimento, di fallimento e di riparazione, in relazioni in cui ci si sente visti e anche liberi di essere imperfetti. Significa stare al centro della propria vita senza bisogno di essere al centro del mondo.

Il narcisismo patologico, al contrario, si nutre di grandiosità e negazione della vulnerabilità. Tra i due c'è un continuum, non un confine netto.


Un grande ego non è un disturbo

Molte persone hanno un ego ingombrante: sono molto sicure di sé, amano primeggiare, ostentano i propri successi. Possono essere fastidiose, ma sono sane. La loro fiducia si basa su capacità reali e su un'autostima solida. Davanti a un fallimento o a un rifiuto usano le proprie risorse per rimettersi in carreggiata, non incolpano gli altri, non si lasciano travolgere dalla rabbia. Il narcisista, invece, ha una fiducia esasperata e spesso slegata dalle capacità reali, aspettative di successo irrealistiche, nessun rispetto per partner, amici, colleghi e figli. Non regge le critiche, le respinge perché contrastano con l'immagine perfetta che ha di sé, attribuisce i fallimenti agli altri e reagisce alle avversità con scatti d'ira.

Va distinta anche la persona semplicemente egocentrica. Chi è autocentrato ha la capacità di entrare in contatto con il vissuto altrui: semplicemente non lo fa perché è assorbito da sé e dai propri impegni. Il narcisista fatica davvero a cogliere il mondo interno degli altri.


Quando si parla di disturbo

Il DSM-5 descrive il disturbo narcisistico di personalità come un modello pervasivo di grandiosità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia. Per la diagnosi devono essere presenti almeno cinque dei seguenti nove criteri:


  • un senso grandioso della propria importanza: esagera risultati e talenti e si aspetta di essere considerato superiore senza motivo;

  • fantasie di successo, potere, fascino, bellezza o amore ideale illimitati;

  • la convinzione di essere speciale e unico, di poter essere capito solo da persone o istituzioni speciali o di alto livello, o di doverle frequentare;

  • il bisogno di ammirazione eccessiva;

  • un senso di diritto: l'aspettativa irragionevole di trattamenti di favore o di soddisfazione automatica delle proprie aspettative;

  • lo sfruttamento degli altri per i propri scopi;

  • la mancanza di empatia;

  • l'invidia verso gli altri o la convinzione di essere invidiato;

  • comportamenti e atteggiamenti arroganti e presuntuosi.


Le stime sulla diffusione variano molto da uno studio all'altro, da meno dell'1% fino a circa il 6% della popolazione, e il disturbo viene diagnosticato più spesso negli uomini. Molte persone, poi, hanno tratti narcisistici marcati senza soddisfare i criteri. I tratti narcisistici sono anche abbastanza comuni in adolescenza, ma questo non significa che ogni ragazzo svilupperà un disturbo: la maggior parte impara a tollerare la frustrazione di non essere al centro del mondo.

Viviamo in un'epoca che premia la visibilità. Postiamo selfie, cerchiamo like, tanti giovani sognano di diventare famosi. Mostrarsi sembra diventato più importante che vivere le esperienze. Tutti abbiamo un ego da nutrire, ma non tutti siamo narcisisti in senso clinico.