Narcisismo al maschile e al femminile

Il narcisismo ha gli stessi ingredienti negli uomini e nelle donne: un'idea grandiosa di sé, il bisogno continuo di essere ammirati, poca empatia, la tendenza a manipolare per ottenere ciò che si vuole. Dietro la superiorità e il disprezzo c'è un'immagine di sé fragile da proteggere. Questo vale sia per la forma manifesta, quella del narcisista sicuro e arrogante che attribuisce agli altri le proprie responsabilità, sia per quella nascosta, il narcisista fragile che si sente inferiore e teme critiche e confronti.
Cambia, almeno in parte, il modo in cui il narcisismo si esprime. La ricerca dice che gli uomini ottengono in media punteggi un po' più alti nei test di narcisismo. Una grande meta-analisi pubblicata nel 2015 da Emily Grijalva e colleghi, su oltre 350 studi, ha trovato la differenza più marcata nel senso di avere diritto a tutto e nella tendenza a sfruttare gli altri, poi nel bisogno di comando. Sul narcisismo vulnerabile, invece, uomini e donne si somigliano. Quello che segue va letto così: tendenze osservate, spesso modellate dai ruoli che la cultura assegna ai due sessi, non regole valide per ogni persona.
Lui: la forza e l'evitamento del fallimento
Il narcisista uomo afferma la propria superiorità attraverso la forza, che può essere esibita apertamente o solo fatta intuire. Appare sicuro di sé, ma questa sicurezza regge finché non rischia di sbagliare. Quando sente che potrebbe fallire, evita la situazione prima ancora di provarci, per non sembrare incompetente e soprattutto per non sentirsi un fallito.
Secondo alcune letture cliniche questa difesa nasce presto, nel rapporto con una figura di accudimento che non sapeva accogliere i limiti e gli insuccessi del bambino. Senza quell'accoglienza il bambino non impara a tenere insieme un'immagine di sé stabile quando prova vergogna o imbarazzo. Da adulto ripiega sul dominio, un atteggiamento che molte società occidentali tollerano, e a volte premiano, negli uomini.
Con gli altri uomini fatica a rapportarsi senza vederli come rivali. Nella coppia è più spesso lui a tradire in modo seriale. L'arrivo di un figlio può essere vissuto come una minaccia, perché porta via attenzione: quella della compagna e, prima ancora, quella che riceveva dalla madre.
Lei: la seduzione e il controllo indiretto
Una donna che mostrasse la stessa superiorità aperta verrebbe giudicata con più durezza. Per questo la narcisista impara spesso una manipolazione più sottile e indiretta, in linea con ciò che l'ambiente si aspetta da lei. Usa la seduzione, la sensualità, a volte il sesso, come strumenti per ottenere ciò che vuole. Seduce, affascina, e una volta raggiunto lo scopo si allontana con indifferenza: raramente cerca un'intimità vera.
Può apparire più sicura di un uomo narcisista. Lui fonda la sua forza sull'immagine mentale che ha di sé, che è fragile; lei verifica il proprio potere in modo concreto, osservando l'effetto che produce sugli altri. Il corpo diventa così il centro del suo valore, e questo, secondo diversi clinici, la espone di più a un rapporto difficile con il cibo e con l'immagine corporea.
In famiglia tende a intervenire nelle dinamiche per orientarle a proprio favore, usando spesso il senso di colpa come strumento di controllo. I figli possono diventare un'estensione di sé. Quando il bambino si comporta bene, il merito è della madre. Quando sbaglia, lei lo vive come un affronto personale e non come una normale espressione dell'infanzia. Con le altre donne entra in relazione con facilità, ma l'amicizia può nascondere rivalità e secondi fini.
Perché conoscere queste differenze
I quadri descritti non esauriscono la varietà delle persone. Servono a uno scopo pratico: riconoscere il narcisismo anche quando non ha la faccia che ci aspettiamo. Nell'immaginario comune il narcisista è un uomo arrogante e prepotente, e una donna seduttiva e manipolatoria passa più facilmente inosservata. Vale anche il contrario: un uomo che sfugge ogni sfida può sembrare solo timido, mentre sta proteggendo un'immagine di sé che non tollera il minimo graffio.
