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Intimità e fiducia: il collante della coppia

Che cos'è l'intimità

Possiamo dividere le relazioni in due grandi gruppi. Ci sono quelle quotidiane, con colleghi, compagni di sport, conoscenti, in cui non si condivide il mondo interiore. E ci sono i legami intimi: amicizie profonde, rapporti tra fratelli, la coppia. L'intimità non ha a che fare con la privacy né solo con il sesso. È una vicinanza fisica ed emotiva che permette di stare a stretto contatto senza disagio, di condividere sogni, speranze, paure, sapendo di poter contare sull'altro e di potersi mostrare senza essere rifiutati.

L'intimità non nasce subito. Si costruisce a poco a poco, cominciando a svelare segreti, opinioni, emozioni man mano che si sente accoglienza. Si fonda sul rispetto dell'individualità dell'altro: le somiglianze ci fanno incontrare, le differenze ci permettono di stare insieme. Tre elementi la sostengono: l'amore, cioè l'interesse genuino per il bene dell'altro; l'attrazione, che non è solo fisica ma riguarda anche il modo di essere, e che vive nel presente, non nel ricordo di com'era all'inizio; la fiducia, che non significa dire tutto, ma dire il vero. Si può decidere di non raccontare qualcosa, è un diritto, ma non mentire. Se uno di questi elementi viene meno, l'intimità si sgretola, e la relazione può restare piacevole ma perde la sua profondità.


Coltivare l'intimità emotiva

L'intimità emotiva è quella sintonia che ci fa cogliere ciò che l'altro sente, teme, desidera. Si può coltivare.

Sognate insieme. Ritagliatevi momenti, magari la sera prima di dormire, per immaginare a voce alta il futuro della coppia, tenendovi per mano.

Dite "ti amo" con tutto il cuore, non in modo frettoloso. Prendetevi tempo per stare vicini, sentire il calore della pelle, il battito del cuore. Ditegli cosa significa per voi, senza paura di sembrare sciocchi.

Osservate il corpo dell'altro: il respiro, i sospiri, il modo in cui tiene le mani. Col tempo imparerete a cogliere quando è a disagio.

Guardatevi negli occhi, soprattutto quando è difficile.

Impegnatevi in conversazioni di qualità. Fate domande che aiutino l'altro ad aprirsi, poi lasciatelo parlare. Ascoltate anche il tono, le esitazioni, i silenzi. Alla fine chiedetegli come si sente e se è rimasto qualcosa in sospeso.

Condividete le emozioni, sia quelle spiacevoli sia quelle piacevoli. Non usatele per ferire: comunicatele, invece di trattenerle e poi farle esplodere.


La fiducia

L'amore è la base di una relazione, ma è la fiducia a tenerla insieme. La fiducia si fonda su un accordo, spesso implicito, su ciò che ciascuno si aspetta dall'altro, soprattutto nei rapporti con chi sta fuori dalla coppia. Ci sono coppie chiuse e coppie aperte, ma ciò che le accomuna è l'accordo su quali siano i confini e cosa significhi tradire. Finché entrambi rispettano il patto, la coppia è stabile. Se le circostanze cambiano e uno dei due sente il bisogno di modificare l'accordo, deve rinegoziarlo apertamente. Altrimenti, per paura di non essere capito, rischia di prendere la strada apparentemente più facile: il tradimento.

Per costruire fiducia serve essere chiari sulle proprie aspettative, fin dall'inizio, invece di dare per scontato di avere gli stessi bisogni. Serve parlare delle proprie riserve e dei propri dubbi, anche facendo riferimento a ciò che non ha funzionato in passato. Serve mostrarsi vulnerabili: chi è stato ferito tende a chiudersi, ma un partner non può leggere nel pensiero, e davanti alla chiusura risponde con altrettanta chiusura. Serve rispettare la privacy reciproca: la fiducia non richiede di raccontare ogni dettaglio delle storie passate. Serve essere affidabili, mantenere le promesse, avvisare se non si può rispettare un impegno. E serve comunicare: l'amore è spontaneo, la fiducia richiede lavoro.

Non tenere segreti su ciò che conta. Esplicitare i propri bisogni senza aggredire, perché altrimenti l'altro sentirà solo l'accusa. Valorizzare la persona amata: se non ci si fida di lei, se la si considera immatura o inaffidabile, viene da chiedersi perché ci si stia insieme.