Essere un buon padre

Sempre più papà sentono di voler avere un ruolo attivo nell'educazione dei figli, che in passato era quasi del tutto delegata alla madre. È attraverso l'esempio di entrambi i genitori che si formano la personalità e le competenze relazionali degli adulti di domani. Ecco alcuni atteggiamenti che, nella mia esperienza con le famiglie, fanno la differenza.
Ascoltare prima di parlare
Troppo spesso un padre parla ai figli soprattutto quando sono nei guai, tanto che molti bambini si preoccupano quando la mamma dice "papà deve parlarti". Il compito di un genitore non è tanto dare consigli o decidere al posto del figlio, quanto ascoltarlo, capirlo e aiutarlo a trovare la propria strada. Un ascolto senza giudizio, senza interrompere e senza cercare di convincerlo a fare "come i grandi". Lasciare che faccia a modo suo non significa essere sempre d'accordo, ma dargli l'occasione di sperimentarsi sentendosi accolto, qualunque sia l'esito. Gli errori dovuti all'inesperienza ci saranno, ma finché la comunicazione resta aperta si può vegliare sulla sua sicurezza.
Educare con amore
I bambini hanno bisogno di regole e di disciplina, non di punizioni. Servono limiti ragionevoli, spiegati in modo adatto all'età, e riconoscimenti quando il comportamento è buono. Quando il figlio sbaglia, si critica il comportamento e non la persona: "ti voglio bene, ma questo che hai fatto non mi è piaciuto, perché...". Un padre che condivide le regole e si prende il tempo di spiegarle gode di più rispetto di uno che impone la propria volontà con le minacce o con la forza.
Rispettare la madre dei propri figli
Fare scelte educative condivise con la partner e sostenerla nel metterle in pratica permette di educare con coerenza e protegge l'armonia della coppia. Anche se il matrimonio entra in crisi o finisce, si resta una coppia di genitori. I figli che vedono i genitori rispettarsi, anche da separati, si sentono più accettati e imparano a loro volta a essere partner rispettosi. Al contrario, un figlio tirato in mezzo ai litigi, conteso, invitato a schierarsi, si ritrova in un caos di richieste opposte.
Trovare tempo esclusivo
Un padre può amare moltissimo il proprio bambino, ma deve trovare il tempo per dimostrarlo, altrimenti il figlio rischia di sentirsi trascurato e di pensare di non essere abbastanza interessante. Significa sacrificare tempo ad altro per giocare insieme, accompagnarlo alle sue attività, essere presente quando riesce e consolarlo quando fallisce. Sono preziosi i momenti a tu per tu con ciascun figlio, in cui raccontare aneddoti e tramandare la storia della famiglia. I figli crescono in fretta e le occasioni perse non tornano.
Essere un modello e un insegnante
Per un figlio maschio il padre è un modello di identificazione: può imparare da lui a essere un uomo solido, autorevole, onesto, responsabile. Una figlia che passa del tempo con un padre che la ascolta e la rispetta impara a cercare da adulta relazioni basate sul rispetto. Con la propria esperienza un padre può aiutare il figlio a distinguere ciò che è giusto, a scegliere i propri valori, a dare un senso alle cose.
Mangiare insieme e leggere insieme
Condividere i pasti dà struttura alla giornata e offre ai figli l'occasione di raccontare ciò che fanno e desiderano. È anche un buon momento per ascoltare e, soprattutto, per sentirsi una famiglia. Leggere ai figli fin da piccoli stimola la loro fantasia e li abitua a leggere, informarsi e studiare in autonomia. Anche seguirli nei compiti è importante, purché li si renda via via autonomi.
Mostrare l'affetto
I bambini hanno bisogno di sentirsi desiderati e importanti. Abbracci, coccole e carezze contano, e così le carezze verbali: "ti voglio bene", "sei speciale", "ti penso quando sono al lavoro". Mostrare l'affetto ogni giorno è il modo migliore per far sapere a un figlio che è amato anche quando non dà il meglio di sé.
Il lavoro di un padre non finisce quando i figli lasciano casa. Un padre che è stato saggio, affettuoso e presente resta una figura a cui appoggiarsi e a cui ispirarsi, invece di un uomo burbero e assente da cui prendere le distanze.
