Borderline e istrionico: le personalità drammatiche

Il disturbo borderline di personalità
La caratteristica principale del disturbo borderline è un'instabilità pervasiva delle relazioni, dell'immagine di sé e dell'umore, unita a una marcata impulsività. Al centro c'è una paura intensa dell'abbandono, reale o immaginario. Queste persone sono molto sensibili ai cambiamenti: un ritardo, un appuntamento spostato possono essere vissuti come un segnale di rifiuto e scatenare rabbia intensa e comportamenti impulsivi verso sé o gli altri.
Il DSM elenca nove criteri, di cui ne devono essere presenti almeno cinque:
sforzi disperati di evitare un abbandono reale o immaginario;
relazioni instabili e intense, che oscillano tra idealizzazione e svalutazione;
un'identità instabile, con un'immagine di sé che cambia di continuo;
impulsività in almeno due aree potenzialmente dannose, come spese, sesso, sostanze, guida spericolata, abbuffate;
comportamenti, gesti o minacce suicidarie ricorrenti, o comportamenti autolesivi;
instabilità affettiva, con stati intensi di disforia, irritabilità o ansia che durano in genere poche ore;
sentimenti cronici di vuoto;
rabbia intensa e inappropriata o difficoltà a controllarla;
ideazione paranoide o sintomi dissociativi transitori legati allo stress.
Nelle relazioni le persone con questo disturbo possono idealizzare rapidamente un nuovo partner, aprirsi molto presto, chiedere molta vicinanza e mostrarsi a loro volta molto accudenti, nella speranza di essere ricambiate. Hanno spesso una grande capacità di sintonizzarsi con l'altro. Ma quando sentono che l'altro non è abbastanza presente, passano bruscamente all'idea che sia crudele e indifferente: la disillusione si trasforma in rabbia e protesta. Cambiamenti improvvisi riguardano anche l'immagine di sé: obiettivi, valori, progetti, amicizie, a volte l'identità sessuale vengono rimessi in discussione. Possono passare dal ruolo di chi chiede aiuto a quello di chi cerca vendetta.
Il disturbo riguarda tra l'1,6 e il 5,9% della popolazione. Nei contesti clinici la diagnosi è molto più frequente nelle donne, con un rapporto di circa tre a uno, ma nella popolazione generale la differenza tra i sessi sembra molto più ridotta. I sintomi compaiono nell'adolescenza o nella prima età adulta e, nella maggior parte dei casi, l'instabilità e il rischio di comportamenti impulsivi tendono ad attenuarsi tra i trenta e i quarant'anni. È un dato importante: il disturbo borderline non è una condanna a vita.
Le cause sono multifattoriali: predisposizione genetica e temperamentale a un'intensa reattività emotiva, ed esperienze precoci di invalidazione, trascuratezza, abuso o maltrattamento, che aumentano molto il rischio. Molte persone chiedono aiuto solo quando il disturbo ha già un forte impatto sulla vita relazionale o lavorativa. Oggi esistono psicoterapie specifiche di provata efficacia, come la terapia dialettico-comportamentale di Marsha Linehan, la terapia basata sulla mentalizzazione di Anthony Bateman e Peter Fonagy, la schema therapy e la psicoterapia focalizzata sul transfert. I farmaci possono aiutare a contenere alcuni sintomi, ma non sono il trattamento principale.
Il disturbo istrionico di personalità
La persona con disturbo istrionico ha bisogno di stare al centro dell'attenzione e si sente a disagio quando non lo è. Domina le conversazioni, drammatizza ciò che racconta con gesti teatrali, può vestirsi in modo vistoso o provocante e assumere atteggiamenti seduttivi anche quando sono fuori luogo. Le sue emozioni appaiono intense ma superficiali e cambiano rapidamente, tanto da sembrare poco sincere. La sua autostima dipende molto dall'approvazione degli altri.
Altri segnali tipici sono la ricerca continua di rassicurazioni, la sensibilità estrema alle critiche, l'attenzione eccessiva all'aspetto fisico, la scarsa tolleranza alla frustrazione e alla noia, la difficoltà a portare a termine i progetti, la tendenza a considerare le relazioni più intime di quanto siano davvero, una certa suggestionabilità. Spesso ha buone capacità sociali, che però usa per attirare l'attenzione su di sé.
In passato si parlava di isteria, un termine che oggi non si usa più e che mescolava quadri diversi, compresi quelli che oggi rientrano nei disturbi da sintomi somatici. Sono condizioni distinte dalla personalità istrionica.
Le cause non sono note con precisione. Si ipotizza un intreccio di fattori genetici e di apprendimento: per esempio l'aver imparato da bambini che la drammatizzazione era il modo più efficace per ottenere attenzione da genitori disponibili in modo imprevedibile, o la mancanza di limiti e di riscontri costruttivi. Le persone con questo disturbo arrivano spesso in terapia per altri motivi, come una depressione dopo la fine di una relazione. La psicoterapia aiuta a regolare emozioni e pensieri, a riconoscere i bisogni che stanno sotto la ricerca di attenzione e a costruire un'autostima meno dipendente dallo sguardo degli altri. Con l'età e l'esperienza i sintomi tendono spesso ad attenuarsi.
