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Crescere con un genitore narcisista.

Per riuscire a vivere bene la vita adulta a volte è necessario fare i conti con esperienze dolorose vissute nell’infanzia. Ogni bambino ha necessità di ricevere amore, sostegno ed incoraggiamento dai propri genitori. Non solo quindi cure fisiche ma anche nutrimento affettivo e psicologico. Ma quando l’affetto viene negato i bambini sviluppano una serie di credenze negative se stessi e sugli altri, comportamenti e strategie relazionali che sono necessari affinché possano sopravvivere a loro contesto ostile. Divenuti adulti, useranno inconsapevolmente quei meccanismi appresi in tenera età limitando la gamma di comportamenti disponibili e la propria spontaneità una volta cresciuti.

Quando un bimbo si trova a crescere con una madre o un padre narcisista potrebbe diventare da grande incapace di contattare le proprie emozioni e bisogni a causa delle ferite, dei traumi e delle paure irrisolte accumulate nel corso dei primi anni del suo sviluppo.

Il primo passo per la guarigione implica essere disposti a esplorare la propria storia ed i vissuti del passato. Questo lavoro sulla consapevolezza non ha lo scopo di condannare il genitore problematico, il suo modo di educare, e neppure vittimizzare i figli che loro malgrado sono cresciuti in quell’ambiente psicologicamente malsano. L’obiettivo è aiutare la persona a comprendere le cause del dolore che avverte da adulto e dell’origine di alcuni dei suoi comportamenti per poi proseguire quel percorso di sviluppo interrotto al fine di recuperare autenticità e spontaneità.

Ciò che un genitore narcisista insegna al proprio figlio è sentisi sbagliato. Il narcisista proietta sul figlio aspetti negativi propri e che non vuole riconoscersi. Ecco che critiche e svalutazioni portano il figlio a dubitare costantemente di te stesso e dei sentimenti che prova verso quel genitore. Quando un bambino si rende conto di non provare amore per un genitore, per come viene trattato, sperimenta un conflitto interiore: dovrebbe amarlo ma non ci riesce. Questo conflitto è fatto di sensi di colpa e vergogna per quell’amore che dovrebbe provare ma non sente verso l’adulto di riferimento.

E’ necessario specificare che esistono due principali tipi di genitori narcisisti: 

 

  • Controllante: incapace di mettere un confine tra se e il figlio. Il figlio non è percepito come una persona separata, con desideri e necessità proprie, ma come un’estensione del genitore che quindi è ossessivamente coinvolto nella vita del figlio. Si tratta un genitore che “inghiotte” il figlio e lo modella a sua immagine; 
  • Disinteressato: nutre scarso interesse per il figlio, non si prende cura di lui, lo ignora e non partecipa attivamente alla sua vita.

 

Il genitore narcisista cerca di controllare il figlio attraverso la co-dipendenza. In altre parole, lo ricatta quando cerca di rendersi autonomo e separarsi. Afferma di avere bisogno del figlio per sopravvivere. La priorità del minore si sposta dal suo bisogno di fare esperienze per diventare autonomo al cercare di soddisfare le richieste dell’adulto. Il minore impara a compiace il genitore e a non inseguire la propria soddisfazione e auto-realizzazione. Un altro modo per esercitare il controllo è facendo leva sul senso di colpa. Costringe il figlio a obbedirgli e a fare ciò che il genitore desidera facendolo sentire in debito (con tutto quello che ho fatto per te…).

Mostra amore e affetto verso il figlio solo se fa ciò che gli chiede. Il genitore narcisista ritira facilmente il proprio affetto, mette in atto comportamenti punitivi come il silenzio ed il broncio se il figlio non obbedisce e non si adegua alle richieste. 

Usa sottili manipolazioni, velate ripicche, per ottenere ciò che vuole; se il figlio si oppone alle richieste fattegli allora sabota qualcosa che interessa al bambino. Ad esempio gli rompe un gioco o fa sparire un oggetto a cui il figlio tiene fin tanto che non viene assecondata la sua richiesta.

Il genitore narcisista non rispetta i confini e gli spazi del bambino. Non contempla la possibilità che il bimbo possa avere uno “spazio privato" per giocare, stare da solo in cameretta o in bagno. Manca un luogo personale in cui può stare solo, fare giochi di ruolo e fantasia e in cui può esprimersi liberamente senza condizionamenti. Il genitori fruga tra gli oggetti personali impedendo che il bambino possa avere la propria intimità anche a livello di pensieri personali, necessità, obiettivi di vita, valori e oggetti. Tutto è condiviso e modellato a misura di ciò che stabilisce l’adulto.

Si tratta di un genitore in competizione col minore. Le caratteristiche di personalità del figlio come gentilezza, determinazione, gioia…. e tutte le qualità che possiede sono ricondotte al genitore; è un genitore che si prende i meriti del figlio. Si confronta con lui per primeggiare e farlo sentire una persona di poco conto rispetto alla sua imponente e ingombrante figura. Si appropria dei sui risultati e successi. Ogni volta che qualcuno si complimenta col bambino il genitore attira l’attenzione su di se. Ad esempio, se qualcuno si congratula col figlio per aver vinto un trofeo di calcio il genitore narcisista se ne prendere il merito puntando i riflettori su se stesso.

Usa la menzogna per manipolare, controllare e approfittarsi del figlio. Il bambino ha la sensazione di non potersi fidare della figura adulta; sente che ci sono dei non detti e che gli vengono tenute nascoste alcune informazioni. E’ un genitore che non ha a cuore e non si cura dei sentimenti di suo figlio.

Il bambino sente di non poter condividere ciò che prova, i suoi sentimenti con suo padre o sua madre perché la conversazione si sposterebbe inevitabilmente sul genitore. Non c’è spazio perché possa confrontarsi su un problema personale senza che il genitore non parli di se e di una sua esperienza scavalcandolo.

Sono frequenti le aggressioni e le molestie verbali e/o fisiche usate soprattutto allo scopo di far sentire il piccolo insicuro e per umiliarlo. Comuni sono anche le punizioni o le minacce in tal senso, i ricatti emotivi e le sberle. Queste sono modalità coercitive per ottenere obbedienza cieca.

La sensazione che il figlio prova è di essere uno strumento atto a soddisfare le aspettative del genitore; è come se vi fosse una inversione di ruoli. Il bambino si trova nella condizione di placare l’adulto assecondandone le richieste. Il figlio diviene un genitore surrogato accudente e paziente, mentre il genitore sembra un bambino capriccioso, volubile ed incontentabile. 

In alcune famiglie si può individuare il “bambino d’oro”, buono e preferito che accontenta i genitori emulandoli e facendo le scelte attese e ed un figlio "capro espiatorio”. Quest’ultimo è considerato la “pecora nera” causa di tutti i problemi della famiglia.

Un’ altra caratteristica del genitore narcisista è la sua reazione estrema di rabbia a qualsiasi critica o osservazione che il figlio gli rivolge. E’ impossibile confrontarsi o contestare la linea educativa.

E’ un genitore incapace di mostrare empatia. Non affronta conversazioni intime in cui si parla di sentimenti. Pensa di avere sempre ragione e anche quando commette un errore o agisce in modo scorretto non si scusa e cerca di dare la colpa ad altri.

Mostra all’esterno un’immagine di famiglia perfetta, amorevole ed invidiabile. Il figlio, pur consapevole che si tratta di un idea falsata rimane in silenzio per paura di provocare una reazione d’ira del genitore.

Quando una persona crescere con un genitore simile le difficoltà a lungo termine sono le seguenti:

 

  • Problemi di co-dipendenza nelle relazioni affettive (ovvero dipendenza da un partner con problemi di dipendenza);
  • Difficoltà a mettere confini interpersonali e di assertività;
  • Insicurezza, scarsa autostima;
  • Sentimenti cronici di colpa, vergogna e disgusto verso se;
  • Sentimento di vuoto;
  • Difficoltà a dare fiducia;
  • Incapacità ad esprimere o gestire emozioni;
  • Problemi di ansie e depressione.

 

Diventare grandi non significa liberarsi dell'influenza del genitore narcisista; per tutta la vita cercherà di interferire. Forse può sembrare un rimedio estremo ma a volte può essere necessario ridurre al minimo i rapporti, interagire limitatamente mettendo il più possibile confini rigidi (ad esempio telefonate e visite brevi, conversazioni superficiali o tramite brevi messaggi di testo).

Il processo di guarigione parte in primo luogo dall'accettazione del fatto che genitore narcisista non può essere cambiato e non vuole cambiare poiché, stando nella sua idea di perfezione, non riconosce di aver alcun problema. Oltre a ciò è necessario poter sperimentare tutto il dolore per il genitore ideale chi si sarebbe voluto avere. È necessario potersi dare il permesso di esprimere quei sentimenti che sono stati a lungo repressi o negati. Darsi la possibilità di esprimere le emozioni in modo sano, in particolare la rabbia trattenuta a lungo. 

La psicoterapia è una buona occasione per poter stare al centro dell’attenzione, per dare priorità a se stessi, valorizzare il proprio punto di vista ed i propri sentimenti.

Un percorso di psicoterapia può aiutare a connettersi con il proprio bambino interiore per riconoscerne i bisogni, vecchi e nuovi, e per prendersene cura. Fare l’esperienza di sentirsi rispecchiati, accolti e rispettati come persona, ovvero per fare quell’esperienza che il genitore ego-centrato non ha saputo garantire al proprio bambino.

 

 

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