La mediazione di coppia: decidere assieme senza conflitti

Prendere una decisione quando sono coinvolte due persone non è facile e può portare a conflitti e sentimenti spiacevoli. Quando in coppia ci si trova ad avere opzioni differenti in merito ad una scelta comune da prendere si può creare un vero e proprio “braccio di ferro” in cui nessuno dei due partner è disposto ad arretrare. Entrambi vogliono vincere e convincere l’altro della bontà delle proprie motivazioni. Ed è così che in questo gioco non solo non vince nessuno ma soprattutto è minacciata l’armonia della relazione.

Per alcuni scegliere è facile poiché hanno imparato lungo il corso della vita a prendersi molte responsabilità, sia per se stessi sia per gli altri; si tratta di persone che tendono a mantenere il controllo su tutto. Per altri invece è un processo complesso poiché sentono la paura di sbagliare, tendono a compiacere gli altri e a mettersi in secondo piano, si sentono inadeguati o sotto pressione vanno in confusione poiché non sanno valutare quali sono le priorità. L’iter che porta a prendere una decisione può essere già difficile a livello individuale ma ancor più in quando si tratta di farlo in due. Decidere in coppia significa aver chiaro cosa si desidera per se e riuscire al contempo ad andare in contro alle preferenze, opinioni e necessità del partner rinunciando ad “un pezzetto di sè”: ovvero mediare per il bene comune.

Color che sono vissuti in famiglie con genitori dall’atteggiamento piuttosto critico nell’atto di decidere possono fare i conti con sentimenti avversi come vergogna, colpa o sentirsi ridicoli per ciò che pensano e desiderano. Con questo substrato quindi anche le decisioni da adulti possono non essere facili ed immediate. E’ comune a molte persone non aver avuto una guida supportiva da piccoli che li abbia aiutati a definire le proprie necessità e che li abbia incoraggiati e perseguirle; non c’è quindi da meravigliosi se una volta diventati grandi tendono a non assumersi la responsabilità delle proprie scelte, facciano fatica ad affermare ciò desiderano o evitino di rivelare ciò che pensano. 

Nel processo decisionale in alcune coppie vi è una persona che assume il ruolo di “decisore” poiché è più a suo agio nell’assumersi delle responsabilità; dall'altro lato vi è un partner più “arrendevole” che subisce le scelte dell’altro. In questa ultima situazione entrambi possono percepire il disagio legato allo squilibrio di potere; da una parte chi si sente oberato di responsabilità e dall'altra chi si sente impotente e poco valorizzato. Chi decide, seppur abituato a stare in questo ruolo, può alla lunga assumere una posizione vendicativa nel portare sempre addosso il peso della coppia e della famiglia. In questo caso ci si allontana dall’idea di una coppia sana e paritetica. In altre coppie i due partner suddividono le scelte in base alla loro specifiche aree di competenza ed esperienza; è una coppia in cui i compagni sono complementari. 

Per altre coppie non vi è una scelta cosciente di chi si occupa di cosa ma un patto implicito, dato per scontato, e poi vi sono quelle coppie in cui ogni decisione è presa in comune su tutte le questioni che interessano la relazione ed in modo esplicito attraverso un confronto aperto.

E’ opportuno per salvaguardare l’identità dei membri e l’unita della coppia che entrambi i partner esprimano il loro parere sulle scelte comuni da farsi. 

Come si fa decidere tra due posizioni ragionevoli che sono in opposizione tra loro? Che cosa succede se non si tiene in considerane le opzioni del partner? Come giungere ad un equo compromesso? Quando rinviare e non decidere?

Ci sono alcuni accorgimenti, o principi, che si possono adottare per giungere ad una decisione come frutto di un processo di negoziazione che tenga conto dei bisogni e punti di vista di ambe due le fazioni della coppia.

 

  1. Principio dell’uguaglianza: ogni partner ha un valido punto di vista di essere rispettato dall’altro;
  2. Principio del separazione: i fatti vanno separati dalle emozioni personali ma entrambi vanno considerati nella decisione finale;
  3. Principio della necessità: ogni bisogno, desiderio, preoccupazione, timore di ambedue i partner in merito alla decisione da prendere va ascoltato;
  4. Principio dell’intensità: l'intensità emotiva che le varie opzioni in campi suscitano in ciascun membro della coppia va rispettata. Se una scelta plausibile incute un forte paura timore in un partner l’altro non deve sminuirla. Non si deve arrivare a decidere sorvolando sul vissuto emotivo di disagio di uno dei due partner. 
  5. Principio del comfort: entrambi i partner devono sentire che la scelta finale a cui si giunti rasserena entrambi, è compresa, sensata e, anche se non condivisa pienamente per lo meno è accettata.

 

Tenuto conto di questi principi di base, il processo decisionale di coppia deve svolgersi secondo questo iter:

 

  • Definire la questione o la situazione che richiede di prendere una decisione comune: che riguarda il singolo ma che incide sulla coppia, che riguarda la famiglia o i figli;
  • Ciascun partner deve poter esprimere le proprie considerazioni e preferenze.
  • Ogni partner deve poter fare domande e raccogliere informazioni per comprendere a pieno la proposta di soluzione offerta dall’altro;
  • Valutare se è possibile un opzione di compromesso che tiene conto delle esigenze di entrambi;
  • Ciascun partner deve chiedersi se il compromesso a cui si è giunti soddisfa il criterio della cooperazione e non lasci strascichi emotivi negativi, risentimenti.
  • Una volta che si è giunti ad un accordo la decisione riguarda il “noi” e non è più possibile ritornare a rimaneggiare le prime opzioni scartate o fare rivendicazioni. 

 

Il partner che si sente fortemente contrario nei confronti di una scelta dovrebbe sentirsi rispettato nella sua totale contrarietà tuttavia non dovrebbe usare l’obiezione come strumento per tenere in stallo la coppia facendo ostruzionismo ad oltranza. Il rischio è che la coppia rimanga in stallo bloccando qualunque decisione comune. Ogni decisione deve essere fatta nel rispetto e con attenzione verso l’altro limitando il suo disagio. Non è importante prevalere a discapito del partner ma “andare d’accordo per il bene comune” attraverso il rispetto per l’amore che reciprocamente si prova verso il/la proprio/a compagno/a.

 

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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