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Affrontare la fine di una relazione, la separazione, il divorzio.


Quando una relazione significativa o un matrimonio terminano non è mai facile, qualunque sia la ragione per la quale avviene la rottura; al di la del fatto che la decisione di chiudere il rapporto sia nostra o del partner si fanno sempre i conti con sentimenti dolorosi e con dei cambiamenti di vita importanti. In queste situazioni ci sono diverse cose che possiamo fare per superare questo momento difficile e crescere come persone più forti e sagge.

Anche se siamo in grado di riconoscere che quel rapporto non era più buono, si era logorato irrimediabilmente, la fine di una relazione è dolorosa perché ci fa fare i conti con la perdita, non solo del rapporto, ma anche dei sogni e dei progetti che avevamo condiviso con il partner. 

Tutte le relazioni sentimentali iniziano con eccitazione e speranza per il futuro e quando falliscono sperimentiamo una profonda delusione, stress e dolore. Questo avviene soprattutto dopo un periodo medio-lungo in cui abbiamo vissuto una dimensione duale e simbiotica, in cui le nostre abitudini si sono modificate in funzione della presenza dell’altro. La rottura  ci fa catapultare in una situazione del tutto nuova, in un territorio inesplorato, quella della singletudine.

Tutto è interrotto: la routine cambia, cosi come nostre responsabilità verso la gestione della casa, i rapporti con la famiglia e con gli amici sono diversi e anche la nostra stessa identità. La fine di una relazione porta con se l’incertezza per il futuro. Le domande che comunemente possono passarci per la testa sono: Che cosa sarà della mia vita senza lui/lei? Troverò mai un alta persona con la quale entrare in sintonia, alla quale dare ancora fiducia? Rimarrò solo, sola? 

Queste incognite  sembrano apparire peggiori rispetto al continuare a vivere un rapporto infelice e/o conflittuale.

Il processo di guarigione dopo la fine di una relazione, dopo la separazione o il divorzio è difficile. Tuttavia, è importante ricordare a noi stessi che si può, e si deve, andare avanti. Il recupero richiede tempo: siate pazienti con voi stessi.


1. Imparate ad accettare di poter far i conti con sentimenti diversI: è normale sentirsi tristi, arrabbiati ed esausti, frustrati e confusi. Questi sentimenti possono essere piuttosto intensi ed opposti. Ci si può sentire in ansia per le incognite sul futuro.

Dobbiamo accettare che le nostre reazioni di diffidenza e chiusura verso il prossimo, cosi come le emozioni contrastanti che proviamo, diminuiranno nel corso del tempo. Anche se siamo in grado di valutare razionalmente che la nostra relazione, il nostro matrimonio, era malsano, avventurarsi verso l’ignoto e fare i conti col cambiamento fa paura.

 

2. Concedetevi una pausa: datevi il permesso di sentire e di funzionare in modo diverso e ridotto per un certo periodo di tempo. Potreste momentaneamente non essere in grado di lavorare con i ritmi a cui siete abituati ed avere un calo delle produttività, avere una minor propensione a farvi carico degli altri. Non siete super uomini o super donne; prendetevi del tempo per guarire, riorganizzarvi, rigenerarvi, per recuperare le energie.


3. Affrontate questo periodo con l’aiuto di qualcuno, non da soli. E’ fondamentale che condividiate i vostri sentimenti con gli amici e la famiglia. Buttate fuori le vostre emozioni a persone fidate che possono capirvi senza dirvi cosa dovere fare, come dovete reagire e in quanto tempo. Fatevi aiutare col semplice ascolto. Potete considerare ad esempio i gruppi di sostegno, di auto mutuo aiuto, dove potete condividere la vostra esperienza con altri che stanno attraversando una simile situazione. Isolarsi non è una buona idea poiché porta a ridurre la concentrazione ed aumentare i livelli di stress, sul lavoro, nelle relazioni e sulla vostra salute in generale. Non abbiate paura di chiedere un aiuto all’esterno di tipo professionale se ne avete bisogno e pensate che la vostra rete sociale non possa darvi il sostegno acritico di cui avete bisogno. 


4. Addoloratevi pure la vostra perdita. Il dolore è una reazione naturale alla rottura di un legame d’amore perché tocca più aspetti della nostra persona:


  • Perdita di compagnia e esperienze condivise (al di la del fatto che siano state sempre piacevoli o meno);
  • Perdita di supporto: emozionale, finanziario, intellettuale, sociale;
  • Perdita di speranze, progetti e sogni: si tratta di perdite emotive ancor più dolore della perdita di aspetti partici. 



Non dovete avere timore di fare contatto con il dolore di queste perdite immaginando che sarà troppo intenso da sopportare e che esso possa bloccarvi in uno stato depressivo permanente. Ricordate che il dolore del lutto per la fine di una relazione è essenziale per il processo di guarigione ed è ciò che vi aiuterà a lasciar andare il vecchio rapporto e vi permetterà di andare avanti. Non combattere né bloccate i vostri sentimenti con l’intento di evitare di soffrire. E’ normale avere giornate e periodi di umore alto e basso in cui le emozioni saranno contrastanti: rabbia, risentimento, tristezza, sollievo, paura e confusione. Non importa quanto sia forte il dolore, non durerà per sempre se non lo reprimerete negandolo. Se cercherete di sopprimere ciò che sentite in questo momento o lo ignorerete prolungherete questo processo di lutto per troppo tempo.

Parlare di come vi sentite con le persone che vi ispirano fiducia senza però soffermarvi ad una iperanalisi della situazione.


Tenete a mente che c’è una grande differenza tra la normale reazione emotiva conseguente alla rottura di una relazione e la depressione. La tristezza può essere paralizzante all’inizio ma dopo un po' vi sentirete meglio e ricomincerete a pensare al futuro. Tuttavia, se la situazione dovesse perdurare per troppo tempo e vi impedisse di fare uno scatto in avanti con la vostra vita, vi sentiste in trappola e senza speranza allora è opportuno contattare un professionista che vi aiuti a ricominciare a vivere. Non fatevi del male nel rimanete attaccati alla relazione passata per mezzo del dolore: cercate di passare oltre con le vostre forze o con un aiuto professionale se vi sentite un difficoltà.

Entrare in contatto con gli altri per il sostegno attraverso il processo di lutto. Il sostegno degli altri è fondamentale per la guarigione perché potreste sentirvi particolarmente soli e in difficoltà a riprendere le fila della vostra vita sociale. Circondatevi di persone che sanno ascoltarvi e sono positive, con cui vi sentite liberi ed onesti nel raccontare ciò che state affrontando senza dovervi preoccupare di essere giudicati, criticati o che vi dicano cosa dovete fare.

Se sentite che stando in coppia avete trascurato la vostra rete sociale o a seguito della rottura siete rimasti soli recuperate vecchi contatti e coltivate nuove amicizie. Sforzatevi di incontrare nuove persone partecipando a gruppi di interesse specifici: gruppi sportivi, di lettura o religiosi, associazioni di volontariato o culturali, iscrivetevi a corsi di formazione o aggiornamento. 


Una separazione, un divorzio sono eventi stressanti che cambiano significativamente la vita. Quando si va sotto stress emotivo a causa di cambiamenti di vita importanti bisogna avere cura di se come quando si è malati. Prendetevi cura di voi stessi prima di tornare nuovamente a fare scelte importanti per il vostro futuro. E’ bene non prendere decisioni cruciali in uno stato emotivo alterato in cui la mente non è certamente lucida. Evitate di cambiare casa, lavoro o città. Rimandate le scelte di vita ad un altro momento e nel frattempo concedetevi del tempo ogni giorno per volervi bene e nutrirvi pianificando attività che vi aiutino a ritrovare la calma. La vostra guarigione passa anche attraverso piccole attività rigeneranti come l’andare a fare delle passeggiata nella natura, ascoltare musica, concedersi un bagno caldo, un massaggio, leggere un libro preferito, fare lezioni di yoga o gustare una tazza calda di tè.

Prestate attenzione a ciò di cui avete bisogno e datevi la possibilità di dire "no" senza sentirvi in colpa o in angoscia se vi negate qualcosa che non sentite giusta per voi un un dato momento. Riprenderete i ritmi intesi della vita a cui eravate abituati in seguito, quando sarete guariti.


Attenetevi ad una routine ed evitate l'uso di alcol, droghe, farmaci o cibo per far fronte al vostro disagio. Quando ci si sente “spezzati dentro” si può essere tentati di usare rimedi e facili per stare meglio ed alleviare il dolore ed il senso di solitudine, si tratta però di vie di fuga dal dolore malsane e distruttive nel lungo periodo. 

Fate scelte sane per far fronte ai vostri dolorosi sentimenti: mangiate bene, dormite bene, fate esercizio fisico, esplorate nuovi interessi e attività, prediligete situazioni di divertimento che vi diano piacere nel qui-e-ora piuttosto che continuare a soffermarvi e a rimuginare sul passato.

Il forte stress potrebbe indurvi fuori strada, a scegliere di non mangiare affatto o mangiare troppi cibi spazzatura, dormire troppo per sfuggire al confronto con le persone che si preoccupano per voi o dai voi stessi.

Cercate di imparare qualcosa dalla fine della vostra relazione o del vostro matrimonio. Considerate questo periodo come un un time-out, come una fase per capire che cosa desiderate per la vostra vita, quali caratteristiche avete sino ad ora cercato in un partner e se nel futuro, dopo l’esperienza fatta, desiderate altro da un partner.

Al fine di accettare integralmente una rottura e andare avanti è necessario capire cosa è successo, quali dinamiche sono intercorse tra voi e l’altro e quale ruolo avete giocato. E’ importante capire come le vostre scelte, i vostri atteggiamenti, hanno influenzato l’andamento del rapporto. Imparare dai propri errori è la chiave per non ripeterli.



Alcune domande che potere porvi alla fine di una relazione, guardando all’indietro, sono:


  • In che modo ho contributo alla crisi di coppia?
  • Ho la tendenza a ripetere gli stessi errori o a scegliere una persona con caratteristiche simili?
  • Come affronto i conflitti di coppia? Come reagisco quando qualcosa non va col partner? Potrei agire in modo più costruttivo sotto stress? 
  • Sono capace di accettare un partner cosi com' è anziché come vorrei o come mi aspetto che sia?
  • Sono capace di comunicare i miei sentimenti negativi quando ho un problema col partner?
  • Esprimo i miei bisogni in coppia o aspetto che l’altro li intuisca? Quando rimango insoddisfatto chiedo al partner in modo adulto ciò che mi aspetto da lui/lei o attuo ripicche?
  • Controllo i miei sentimenti o sono in balia di essi?


Rispondere a queste domande implica la capacità di essere onesti con se stessi. Cercate di non soffermarvi a cercare un colpevole. Se sarete in grado di esaminare obiettivamente i vostri comportamenti relazionali, le ragioni per cui avete scelto il vostro ex partner, e sarete in grado di comprendere cosa non ha funzionato, la vostra quota di responsabilità allora avrete in mano una buona consapevolezza di voi da usare nel prossimo rapporto affettivo.

 

Dott. Maurizio Sgambati, Psicologo Psicoterapeuta

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