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Gli eterni fidanzati e la paura di impegnarsi

Alcune persone temono di impegnarsi in una relazione a lungo termine e giocano il ruolo di eterno single Peter Pan o perenne adolescente innamorato senza progetti. Talvolta la paura si configura come una vera e propria fobia che induce chi ne è affetto a rimandare o procrastinare all’infinito gli incontri a due, ad evitare le relazionali intime sia sul piano psicologico sia su quello fisico coi possibili partner. In altri casi tale blocco non si evince nell’immediato; la persona inizia e porta avanti serenamente il rapporto di coppia sino a quando il partner non comincia ad esprimere il bisogno di fare progetti concreti proponendo una convivenza, il matrimonio, fare figli.

La riluttanza ad impegnarsi in un rapporto affettivo ha senso se non si è certi dei propri sentimenti o di aver trovato la persona giusta con cui “mettere su casa”. Quando un rapporto d’amore procede per anni senza alcuna direzione il rischio è di fare gli “eterni fidanzatini”, come una barca alla deriva senza una meta precisa. Da adulti, senza un luogo proprio per vivere la quotidianità di coppia e la sessualità (sesso costumato in auto o a casa dei genitori) il rapporto manca di quelle occasioni affinché si possa creare una profonda intesa all'interno di un contesto privato ed esclusivo a due.

Che cosa impedisce ad una partner di fare passi in avanti ed importanti con la persona che ama? 

Alcuni si convincono che la relazione possa funzionare solo nella misura in cui sia facile, gratuita e priva di restrizioni personali e quando colgono che il legame diviene vincolante, basato su promesse ed aspettative da soddisfare, indietreggiano desiderando libertà. Altri sentendosi ancora attraenti pensano a tutte le possibilità di conquista a cui dovranno rinunciare assumendosi un impegno. Per scongiurare il legame rivalutano il rapporto andando ad identificare gli elementi, anche minimi, di divergenza tra se ed il partner.

La persona che tende a disinvestire dai rapporto affettivo con facilità di fronte ai progetti generalmente: 

 

  • Chiude relazioni positive per futili motivi;
  • Si ritira emotivamente e cerca scuse per creare attriti quando si trova di fronte alle richiesta di maggior impegno malgrado sembra che la relazione funzioni. 
  • Manca di assertività. Non è in grado di dissentire e accetta situazioni, condizioni e richieste che non gradisce per poi indirettamente boicottarle.
  • Attraverso comportamenti di sfida vuole dimostrare di essere un partner inaffidabile (es. è spesso in ritardo);
  • Ha relazioni brevi, intense e passionali;
  • Si innamora di persone irraggiungibili o con cui una relazione è impossibile;
  • Sembra desiderare una relazione stabile ma è sempre single o fa di tutto per un sabotare un rapporto funzionale.

 

 

La paura di impegnarsi altera in queste persone i loro pensieri, le percezioni ed il modo in cui valutano il rapporto. Da qui piccoli problemi ed incomprensioni diventano enormi motivi per giustificare la propria ritrosia ad investire in progetti concreti.

Possono iniziare a vedere solo ciò che è sbagliato nella relazione, a rivalutarla in modo critico per convincersi di desiderare un rapporto diverso, un partner diverso o di voler tornare single.

I motivi possono cambiare da persona a persona ma alla base vi è sempre la paura. Possono avere avuto una storia di relazioni fallite per cui faticano ad avere fiducia nel partner e a sperare che il rapporto possa evolvere in modo positivo rispetto ai precedenti legami falliti. 

Possono aver avuto dei genitori che non erano in grado di fornire sostegno emotivo, accudimento fisico e presenza e quindi temere di trovarsi un carico sulle spalle da gestire da soli.

La causa principale della difficoltà ad investire fino in fondo in una relazione si trova di solito nei vissuti del passato e nelle prime esperienze di relazione a partire dalle figure primarie. Il modo in  cui una persona instaura i rapporti intimi è influenzato dal modello di accudimento ricevuto dai genitori e dalle prime e più significative esperienza relazionali che hanno forgiato il suo modello, o stile, di attaccamento.  

Vediamo nel dettagli i principali motivazioni che inducono alla resistenza:

 

  1. Compartimentazione: una persona che è stata profondamente ferita ed ha sofferto per la fine di un precedente rapporto può chiudersi e “sigillare” il suo dolore. Da quel momento, allo scopo di proteggersi, per evitare di venire nuovamente sopraffatta dall’emotività decide inconsciamente di non mettersi più in gioco in amore o di farlo con riserva.
  2. Influenza sociale: negli ultimi decenni il fallimento dei matrimoni ha scoraggiato molte persone dal credere in questa istituzione rinforzando i dubbi sulla tenuta dei rapporti di coppia in generale.
  3. Rapporti monouso: le App ed i social network di incontri on-line hanno incoraggiato lo sviluppo di relazioni “mordi e fuggi“ come mezzo per riempire un vuoto temporaneo senza doversi impegnare in un rapporto di coppia. C'è stata una crescita esponenziale di scopamicizie ed incontri superficiali con sesso al bisogno anche per evitare la fatica di conoscere qualcuno con col quale integrarsi. I rapporti mono uso sono meno dolorosi, esenti dal rischio di rimanere feriti rispetto ai rapporti seri che implicano conoscenza graduale, incomprensioni, mediazione .
  4. Libertà vs. Aspettative: alcune persone ritengono che un rapporto di coppia implichi rimanere sommersi dal peso delle aspettative di un partner e che queste limitino la libertà di cui si può godere in quanto single. Una relazione comporta il giungere a compromessi con l’altro e dover sacrificare alcuni spazi e esigenze personali; la rinuncia di sé per amore può spaventare.
  5. Responsabilità economica: in un rapporto a lungo termine le responsabilità finanziare sono condivise (conto bancario comune, condivisione del prestito per l’acquisto di casa, condivisione di beni, bollette e spese). L’uso del proprio denaro non è più libero ma al vaglio del partner e si ha a disposizione per se stessi un budget ridotto per i propri sfizi. Un partner che controlla le spese è un limite, un partner finanziariamente irresponsabile è un rischio; ciò può impedire che un rapporto di fidanzamento evolva in convivenza.

 

L'unico modo per superare queste paure limitanti è quello di fare un atto di fede nei confronti della persona amata. Bisogna saper avere fiducia della persona del cuore, convincersi che si sta scegliendo una persona che non ha intenzioni di arrecare del male volontariamente, tradire o mandare in bancarotta. Ciò significa mettersi nelle mani altrui con tutta la propria vulnerabilità, rischiare per far crescere il rapporto mettendo al centro dell’attenzione i sentimenti. Viceversa la relazione che non evolve morirà non per mancanza d’amore ma a causa del perdurare dello stallo a fronte del bisogno di uno dei due di raggiungere nuovi e stimolanti traguardi di vita. 

 

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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