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COPPIA: Formazione ed evoluzione del legame

Le relazioni amorose nascono e seguono un percorso di sviluppo a tappe che vanno dalla simbiosi, all’individuazione sino al riavvicinamento similari a quelle del processo di “separazione-individuazione” che si osserva durante la formazione dell’identità del bambino. Tale processo è stato descritto per la prima volta dalla Psicanalista ungherese Margaret Mahler per descrivere le varie fasi che il bambino attraversa per separarsi dalla figura di accudimento, con cui ha una relazione simbiotica, e percepirsi come entità distinta ed autonoma. 

Le fasi che espongo di seguito rappresentano una guida generale, non esaustiva, che possono essere uno spunto per aiutare i due partner in relazione a negoziare e superare con efficacia sia i cambiamenti individuali, sia i cambiamenti che avvengo nella diade con il trascorrere del tempo. Al contrario, se si guarda alla relazione come ad una “entità mutevole” ma come ad una struttura rigida, formata da due membri con tratti statici, il rischio è di sviluppare un rapporto basato su incomprensioni, conflittualità, ripicche inutili a fonte di un normale processo di cambiamento formato da 2 individui che, mutando col tempo, cambiano anche il loro assetto generale ed il loro modo di stare assieme. 

 

1. Fase della simbiosi: è la fase iniziale del rapporto di coppia in cui entrambi i partner conoscendosi esplorano le compatibilità (valori e obiettivi di vita) e il grado di benessere che sperimentano col “nuovo arrivato”. Questa è la fase di costruzione del “NOI” in cui si crea un legame per effetto delle somiglianze. Percepirsi come un “NOI” in cui si sottolineano le affinità fa si che si costituisca un’identità comune: la coppia. E’ a questo livello che si sperimenta l’innamoramento, si condividono sogni, speranze, progetti per il futuro, pensieri e sentimenti intimi. Si ha la sensazione di aver trovato il partner perfetto, capace di cogliere a pieno i nostri bisogni. Entrambi i partner si impegnano in un continuo “dare e avere” attenzioni, a tenere conto delle esigenze reciproche, si sentono soddisfatti e nutriti per effetto della presenza dell’altro. Uno dei problemi di questa tappa è l’idealizzazione del partner come persona “perfetta”. Si immagina, si fantastica, l’altro come quella persona che sarà capace di sanare vecchie ferite e delusioni. Le fantasie simbiotiche non permettono ancora di “vedere” l’altro per come realmente è, i suoi aspetti irrisolti e le incompatibilità.

 


2. Fase della differenziazione: è la fase in cui entrambi i partner diventano consapevoli delle loro differenze. La fantasia di aver incontrato “il principe azzurro o la principessa” si dissolve. La coppia comincia a vivere la routine della vita quotidiana, i primi conflitti ed incomprensioni. In genere sopraggiunge dopo il primo anno di relazione a due, con il matrimonio o la convivenza. Nonostante il rapporto di coppia sia ancora prioritario, cominciano a farsi spazio anche le esigenze del singolo. Ciascun partner mostra la necessità di avere spazi per se (hobby, frequentazioni amicali) anche al di fuori della relazione. E’ in questo momento che i partner devono sviluppare le competenze per gestire i conflitti, tenere conto dei bisogni individuali e negoziare. Ci sono persone che per timore di litigare evitano di mostrare i propri bisogni e si adattano ponendo le necessità dell’altro al di sopra delle proprie, altri non tollerano il conflitto e preferiscono andare alla ricerca di un nuovo rapporto simbiotico che però è solo inizialmente idilliaco. Tollerare il conflitto e scendere a patti accogliendo le differenze per sostenere i bisogni reciproci di fronte al disaccordo sono le sfide più difficili in una relazione d’amore.

 

La maggior parte delle difficoltà nelle relazioni si verificano in queste prime due fasi. I partner possono rimanere bloccati in simbiosi ed evitare la differenziazione. Da un lato c’è la coppia che evita i conflitti per paura della separazione, in cui partner anticipano bisogni e stati d’animo dell’altro trascurando le proprie esigenze. Dall’altra c’è la coppia invischiata formata da partner che rimangano dipendenti l’uno verso l’altro ma all’interno di una relazione perennemente conflittuale. Ritengono di non potersi separare ma neppure di poter accettare accordi che permettano di mettere assieme le reciproche differenze. 

E’ una coppia che vive in stallo sul “non lasciar andare”: ne libero il partner, ne la propria rigida posizione. L’affermazione che rappresenta meglio questa coppia è: “c'è solo una persona in questo rapporto e questa sono io!”.

 

 

3. Fase della sperimentazione: superate le due precedenti fasi, questa è quella in cui ciascun partner, forte e sicuro del rapporto costruito, inizia a dedicarsi ad attività personali al di fuori del rapporto a due. Ciascuno di concentra su se stesso (carriera, amicizie separate, attività di svago, studi…). La relazione rappresenta il “porto sicuro” al quale tornare dopo essere stati in giro ad esplorare il mondo. E’ il momento della condivisione di esperienze, della ricerca di rassicurazione; ciò avviene perché il rapporto è basato sulla fiducia reciproca, sull’accoglienza, e sul fatto che sia il rapporto cosi come i sentimenti sono solidi malgrado le rispettive attività individuali.

 

Alcune persone in questa fase vivono la separazione temporanea dal partner come una minaccia e possono arrivare a controllare o manipolare il partner per scongiurare un ipotetico abbandono. Per altri il bisogno di sperimentazione può giungere in tempi differenti: può accadere che mentre un partner sente il bisogno di “stare con se stesso” l’altro è ancora focalizzato sulla simbiosi. Quando la sperimentazione è prematura può anche rappresentare un modo per evitare di affrontare i conflitti ed il processo di negoziazione.

In alcune coppie può accadere che entrambi i partner stiano assieme solo apparentemente, ciò accade quando sono ambedue impegnati e concentrati a realizzare obiettivi personali (es. carriera) e mancano momenti di condivisione utili a costruire e rafforzare il legame emotivo. Ciò accade in special modo per quelle persone che temono di farsi travolgere, invadere, dalle emozioni e di perdere il controllo di sè. Più vengono richiamati alla simbiosi ed alla costruzione di un rapporto intimo col rischio di dipendere, più evitano di coinvolgersi. Sono quelle coppie in cui la convivenza o il matrimonio sono obiettivi che vengono procrastinati all’infinito, rapporti basati su incontri saltuari e non vincolanti, le relazioni a distanza, in cui manca una intimità profonda e quotidiana.

 

 

4. Fase del riavvicinamento: dopo la forte spinta all’autonomia con questa fase c’è una nuova ricerca dell’intimità. I partner possono contare sul senso di se e di un'identità separata oltre che di profondo legame intimo. A questo livello c’è quindi un equilibrio tra legame ed identità personale che permette di andare e tornare in coppia in modo sano. I partner più dipendenti possono sentirsi vulnerabili durante i momenti di distacco a causa di situazioni in sospeso dell’infanzia (abbandoni, lutti, separazioni, solitudine…). Per quelli più evitanti vi è una maggior capacità di tollerare la vicinanza, il rischio di essere fagocitati un rapporto simbiotico e chiuso, avendo potuto in precedenza sperimentare la libertà di potersi ritirare di tanto in tanto nel proprio mondo. E’ a questo punto che la coppia può impegnarsi in progetti o cause comuni.

 

 

5. Fase dell’interdipendenza reciproca: è la fase in cui la coppia continua ad evolvere attraverso la comprensione ed il sostegno dei bisogni di crescita reciproci, l’uno impara dall’altro, l’uno sostiene l’altro. La base del rapporto è solida ed i partner hanno imparato a “mettersi nei panni dell’altro” per coglierne e soddisfare i bisogni personali compatibilmente con il bene comune.

 

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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