La Personalità Paranoide: dalla perdita di contatto con la realtà ai deliri.


Chi soffre di paranoia è spesso una persona creativa, con una mente fantasiosa che crea scenari immaginari scambiati per reali.

Il paranoico possiede una teoria della mente basata su congetture, preconcetti che hanno la consistenza di fatti realmente accaduti in cui però si evince una percezione distorta della realtà. 

La persona con disturbo paranoide non distingue le idee dal comportamento: le false credenze lo inducono ad una errata percezione e valutazione delle situazione e degli eventi. Lo stile di pensiero rigido, caratterizzato da pessimismo e dubbio, lo porta a trarre conclusioni erronee seppur non vi siano prove concrete a sostegno di ciò che immagina. 

Qualunque tentativo di confronto, convincimento del contrario o rassicurazione risulta vano o considerato un tentativo di manipolazione da parte delle persone che “fanno parte del sistema” teso a sfruttarlo ed ingannarlo. 

Queste convinzioni stanno alla base della paura e dell’angoscia di poter essere raggirato, preso in giro, minacciato, sfruttato, tradito.

La forte ed ingestibile emotività fa si che rimanga vigile ed in allerta nei confronti di tutte le relazioni interpersonali che instaura ed in particolare nei confronti del partner. Teme che le persone agiscano alle sue spalle perciò mettere in atto comportamenti di controllo nei confronti di coloro che percepisce troppo vicini ed intimi allo scopo di scongiurare un ipotetico raggiro o abbandono. 

L’origine di tale modello di pensiero deriva probabilmente dall’essere cresciuto con una figura di riferimento (caregiver o figura materna) fredda, iper-razionale, seduttiva, manipolativa ed aggressiva che lo ha portato a mettere in atto il controllo come meccanismo di difesa dall’ansia e dall’angoscia di poter essere nuovamente ferito.

 

Non sempre è facile distinguere la paranoia vera e propria dalla paura. L’ansia e la paranoia hanno in comune i pensieri irrazionali e l’ansia anticipatoria, tuttavia nel soggetto affetto da disturbo d’ansia è presente ancora la capacità di distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è, ciò che è frutto di pensieri irrazionali e ciò che effettivamente accade. La persona paranoica perde invece il contatto con la realtà e confonde la valutazione soggettiva con quella oggettiva. Si convince che i suoi pensieri siano rappresentativi di un reale pericolo di abbandono, tradimento o sfruttamento da parte delle persone vicine e delle quali sente di non potersi fidare. Nonostante non ci siano evidenze a sostegno delle sue paure si attiva per scongiurare l’evento temuto. I criteri diagnostici per il Disturbo Paranoide sono i seguenti:

 

  • Diffidenza e sospettosità pervasive nei confronti degli altri (tanto che le loro intenzioni vengono interpretate come malevole), che iniziano nella prima età adulta e sono presenti in una varietà di contesti;
  • Sospetta, senza una base sufficiente, di essere sfruttato, danneggiato o ingannato;
  • Dubita senza giustificazione della lealtà o affidabilità di amici, partner o colleghi;
  • E’ riluttante a confidarsi con gli altri a causa di un timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lui/lei;
  • Scorge significati nascosti umilianti o minacciosi in rimproveri o altri eventi benevoli;
  • Porta costantemente rancore, cioè, non perdona gli insulti, le ingiurie o le offese;
  • Percepisce attacchi al proprio ruolo o reputazione non evidenti agli altri, ed è pronto a reagire con rabbia o contrattaccare;
  • Sospetta in modo ricorrente, senza giustificazione, della fedeltà del coniuge o del partner sessuale.

 

 

Il pensiero paranoie si insinua nei rapporti amicali e di coppia senza che la persona se ne renda conto all'inizia sino a indurlo a credere che ciò che pensa sia reale.

Più il paranoide dà energia e spazio ai suoi pensieri negativi tanto più le sue paure si fanno sentire; si crea un circolo vizioso costituito da distorsioni cognitive che generano paure su paure che alimentano i dubbi che alla fine sembrano reali. Questo meccanismo non si instaura all’inizio di un rapporto affettivo ma successivamente quando il coinvolgimento è più profondo, la persona è più intimamente coinvolta e quindi si sente più a rischio. Mano mano che il rapporto progredisce i sentimenti si fanno cosi profondi che anche la paura di lasciarsi andare, fidarsi per poi perdere il rapporto si fa più intensa cosi come l’ansia, la preoccupazione, i dubbi ed il senso di incertezza. Tutte queste emozioni possono portare ad attacchi di gelosia e sfociare in paranoia. Si tratta spesso di un soggetto predisposto, a fronte di un forte stress, ad una scissione psicotica a causa di una struttura di personalità già fragile. Quando la persona è sottoposta ad un forte stress emotivo o lavorativo può emergere la sua tendenza all’ansia, all'ossessività ed irrazionalità.

La scissione psicotica non avviene all’improvviso ma attraverso un processo di graduale peggioramento. Il pensiero paranoico può degenerare in veri e propri deliri.

Inizialmente manifesta preoccupazioni riguardo al fatto di essere osservato o fatto oggetto di scherno e maldicenze, tradito, deriso o umiliato e successivamente la preoccupazione aumenta e sino a che mette in atto strategie per difendersi dai propri aguzzini. Queste condotte influenzano in negativo la sua vita e quella delle persone care poiché derivano da idee di riferimento a cui il paranoico aderisce in modo ossessivo per la maggior parte del suo tempo. La dimensione delirante non si sviluppa nel caso in cui invece la personalità del paranoico sia tutto sommato sviluppatasi in modo abbastanza unitario.

La paranoia può instillarsi anche all’interno di un rapporto amorevole e stabile dove non ci sono manifestati segnali ambigui, mancanze di attenzione o di presenza da parte del partner. Ciò significa che dal nulla il pensiero che la relazione possa finire compare nella mente del paranoico. Tali dubbi fanno si che la persona sottoponga il partner ad una serie serrata di domande che però, per quando le risposte siano oneste e sincere, non aiutano il paranoico a rassicurarsi e disconfermare ciò che si sta insinuando nella sua mente. Le domande si ripetono nella mente della persona trasformandosi in un rimuginino continuo ed estenuante. Il paranoico utilizza una sorta di “filtro” nel guardare i fatti e ciò che accade per cui va ad evidenziare proprio quella informazioni che sostengono e confermano i suoi sospetti. Quando ciò accade la mente non è razionale; il pensiero e la capacità di giudizio sono offuscati dall’intensa paura così che qualsiasi informazione in grado di disconfermare ciò che pensa viene by-passata in favore degli elementi che possono aggravare le paure già presenti. 

La paranoia può portare alla messa in atto di comportamenti di controllo compulsivo: cercare nei cassetti, nelle tasche, spiare il telefonino e le e-mail, inseguire di nascosto il partner. Si tratta di una forma di pensiero altamente intrusivo e distruttivo. E’ necessario imparare ad identificarlo, valutario come insensato ed infine lasciato andare ogni volta che esso si ripresenta anziché alimentato e sostenuto dalle “false evidenze”. Per fare ciò è necessario contenere le proprie paura, valutare la qualità e natura dei pensieri in uno stato di calma e con razionalità per capire se la minaccia percepita è reale o fasulla. Le decisioni migliori, quelle più lucide, si prendono in uno stato di calma e non impulsivamente sotto effetto dell’angoscia in cui la capacità di pensare è alterata o ridotta.

Quando è in grado di riconoscere l’erroneità delle proprie percezioni può più facilmente sostituire quei pensieri con altri più positivi ed amorevoli. Ripetendo più volte pensieri positivi potrà sentirsi più tranquillo ed in grado non lasciar andare le valutazioni errate iniziali frutto della sua angoscia. Ciò significa che la persona si deve trattenere dall’agire qualunque comportamento di controllo quando si sente agitata ed imparare ad aspettare. 

E’ possibile lavorare sulla paranoia ed i sentimenti ad essa collegati per comprendere meglio le cause e gli effetti. Guardare da vicino il motivo per cui questi pensieri attraversano la mente di una persona permette di avere una maggior consapevolezza di se stessi ed anche un quadro più chiaro del rapporto affettivo.

Quando le emozioni provate sono profonde le persone agiscono di impulso ed in modo in cui non si riconoscono. Al contrario quando sono consapevoli dei propri sentimenti sono più facilitate a capirne le cause e modulare il proprio agire. Essere consapevoli di come ci si sente, nominare le proprie emozioni, fa si che sia possibile sperimentare un certo grado di controllo sulla propria emotività. Quando invece le emozioni sono intense e pervasive, è più difficile razionalizzare e contestualizzarle. 

Se la paranoia sta causando gravi problemi a livello personale e relazionale è necessario ricorrere ad un intervento psicoterapeutico e/o psichiatrico per risolvere i propri conflitti interiori e salvaguardare le relazioni.

 

 

 Dr. Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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