Fasi di sviluppo di una relazione di coppia


Perché alcuni rapporti durano tutta una vita mentre altri finiscono?

Una coppia ha maggior probabilità di successo se è in grado di attraversare 5 fasi di sviluppo senza rimanere bloccata in una di queste. Tali fasi di sviluppo di una relazione sono state identificate attraverso uno studio scientifico dalla Dott.ssa Susan Campbell. E’ possibile passare ad una fase maggiormente evoluta di coppia solo se lo stadio precedente è stato completato con successo; molte coppie purtroppo sono impreparate ad affrontarle e l’incastro avviene in genere nelle prime due che vedremo maggiormente in dettaglio rispetto alle successive. 

 

Le 5 fasi di un rapporto di coppia sono:

 

  • Fase romantica;
  • Fase della lotta per il potere;
  • Fase delle stabilità;
  • Fase dell’impegno;
  • Fase della co-creazione o della beatitudine

 

 

1. Fase romantica o della dipendenza (NOI): corrisponde al momento iniziale di formazione della coppia in cui l’elemento essenziale che deve essere presente è l’innamoramento. Non ci innamoriamo di chiunque; la scelta del partner è guidata dalla natura e va nella direzione di quel partner adatto a garantire la sopravvivenza della specie oltre che di quello che può farci uscire dalla nostra zona confort per promuovere in noi la crescere  e la capacità di adattamento. Per questo è abbastanza frequente che la scelta ricada su di un partner con caratteristiche differenti dalle nostre piuttosto che similari. All’inizio le somiglianze vengono esaltate mentre le differenze, cosi come difetti e limiti, non vengano messe in rilievo. Durante questa fase il cervello rilascia un cocktail di sostanze chimiche (tra cui ossitocina, feniletilamina e dopamina) responsabili delle modificazioni fisiologiche tipiche dell’innamoramento (palpitazione e istinto sessuale). La sensazione che si prova è, da un punto di vista biochimico, identica alla dipendenza da sostanze illegali. Durante questo momento d’amore “pazzo“ il mondo viene visto in termini positivi, i partner guardano solo a ciò che fa loro stare bene ed ignorano invece ciò che è fonte di disagio. A questa livello perciò non c’è spazio per i conflitti ed ambedue i partner sono impegnati ad andare d’accordo. Questo momento idilliaco ha una durata variabile che va dai 2 mesi ad i 2 anni.

 

2. Fase della lotta per il potere (IO + IO): ad un certo punto il cervello smette di produrre le sostanze chimiche implicate nell’innamoramento ed iniziano ad emergere i primi screzi legati alle divergenze. I partner cominciano a realizzare che il rapporto idilliaco è una chimera. A questo punto alcune coppie anziché lavorare sulla comunicazione ed imparare a negoziare i conflitti terminano ed i partner vanno alla ricerca di compagni più compatibili andando a verificare che il processo di sviluppo ricomincia similmente anche variando i soggetti implicati; nessuna coppia è esente da una fase conflittuale. La più alta percentuale di rotture si ha a questo livello intorno al 3-4 anno di relazione. Scoprire che non si sta vivendo in una coppia ideale è deludente ed i sentimenti di amore vengono sostituiti da rabbia e incredulità. I partner anziché focalizzarsi sulle somiglianze, sui punti in comune e sulle risorse dell’altro mettono l’accento sulle divergenze di opinioni, valori, stile di vita, abitudini e suo i difetti dell’altro. Vi è l’aspettativa irreale di poter lavorare per cambiare l’altro al fine di trasformarlo nel partner ideale, per far si che possa soddisfare tutti i proprio bisogni o, all’opposto, punirlo e sminuirlo per non essere la persona che si immaginava all’inizio della storia. Frequentemente accade che un partner si tira indietro, si ritira dal rapporto,  mentre l’altro lo insegue ricercando insistentemente vicinanza emotiva. L'obiettivo di questa fase della relazione è stabilire l’autonomia di ciascun membro della coppia  all'interno del rapporto, senza distruggere il legame esistente. Questa fase può durare da pochi mesi sino ad alcuni anni a seconda della disponibilità dei due a negoziare i conflitti per crescere assieme come individui autonomi in una diade. Quando manca la capacità di scende a patti in modo sano la coppia anziché risolvere le incomprensioni, e passare oltre, ritorna costantemente su vecchie situazioni rimaste in sospeso rendendo questa fase lungamente dolorosa.

Ci sono 2 possibili conseguenze di fronte ad un blocco evolutivo di questo stadio:

 

a. La rottura: la relazione termina quando uno o entrambi i partner sono in cerca d’amore ma non sono disposti a lavorare sul rapporto. Questi partner sono alla ricerca del rapporto perfetto e ciò li induce a sperimentare continue relazioni fallimentari.

 

b. La sopravvivenza: la relazione prosegue attraverso il dolore e la frustrazione di un rapporto la cui crescita è bloccata. Questi partner pensano che un rapporto  d’amore sia basato sul sacrificio.

 

In alterativa, perché questo stadio di lotta per il potere possa essere superato in modo sano è necessario che i due poli della coppia:

 

  • Accettino e apprezzino le differenze reciproche;
  • Imparino a condividere il potere decisionale e a rendersi conto che l'uso della forza non potrà mai ottenere ciò che si desidera in amore;
  • Capire che una relazione prevede sia una dimensione individuale sia una di coppia;
  • Rinunciare ad alcune fantasie e bisogni personali per mettere al primo posto l’armonia di coppia senza lotte né manipolazioni. 

 

A volte la fuoriuscita dalle relazione sembra una via più facile rispetto al lavoro che è necessario fare per continuare a stare assieme. Quando uno dei partner decidere di chiudere il rapporto lungo la fase di “lotta per il potere” è perché non è disposto ad affrontare attraverso il confronto con l’altro aspetti di se stesso che percepisce come troppo dolorosi.

 

3. Fase della stabilità: quando una coppia ha imparato a confrontarsi senza che un membro abbia la meglio sull’altro, senza che vi sia necessariamente un vincitore ed un vinto, allora la relazione diviene più matura ed anche più profonda rispetto alla fase romantica. A questo livello diventa finalmente chiaro che non è necessario cambiare il partner perché il rapporto funzioni. Ambedue i partner sono ok seppur nella loro diversità; entrambi sanno chiaramente quali sono i confini di ciò che l’altro può e non può dare ed imparano a muoversi nel rispetto reciproco.

Anche a questo livello vi possono essere delle discussioni legate a fisiologici cambiamenti che avvengono nel corso della vita. Ogni crescita richiede una fuoriuscita dalla zona confort ma ciò che cambia è il modo di affrontare i problemi. Se ciò non accade si ritorna alla lotta di potere.

Anche qui è possibile rimanere bloccati qualora la relazione prosegua senza confronti allo scopo di mantenere uno stato eccessivo di pace e stabilità che impedisce però il confronto e la comunicazione schietta.

 

4. Fase dell’impegno: implica la rinuncia al partner ideale e la completa accettazione di come egli è, con le sue mancanze. Entrambi i partner imparano ad amarsi, a piacersi, a scegliere l’un l'altro consapevolmente e senza false aspettative: “Scelgo te sapendo tutto quello che so su di te, nel bene e nel male”. Si inizia a sperimentare una bell’ equilibrio di amore, il senso di appartenenza,  di accettazione in piena libertà. 

La trappola in questa fase è pensare che tutto il lavoro è già stato fatto. Questa è l'unica fase in cui si è effettivamente pronti per sposarsi. Tuttavia, la maggior parte delle persone si sposano durante la fase romantica prima di aver imparato a gestire i conflitti.

 

5. Fase di co-creazione/beatitudine: in questa fase le due persone scelgono di formare una squadra; sposano un progetto da portate avanti assieme nel mondo. Ad esempio si impegnano in attività sociali, politiche, culturali. La trappola in questa fase è dopo tanti anni assieme si possa mettere tanta energia verso l’esterno e che la coppia non ne risenta affatto dimenticando di continuare a nutrire la relazione.

 

 

Queste fasi non procedono in modo lineare piuttosto assomigliano ad un processo a spirale che avanza dal basso verso l’alto.

 

 

Dott. Maurizio Sgambati, Psicologo Psicoterapeuta

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