I tre terzi: a che età finisce l’adolescenza? In che momento?


Innanzitutto dobbiamo concepire la vita di una persona come suddivisa in tre grandi fasi che costituiscono i tre terzi dell'esistenza di un individuo.

Guardiamo in dettaglio una di queste fasi:

Il primo terzo corrisponde all'infanzia e adolescenza.

In questa prima fase, la funzione predominante della vita psichica e quella di accompagnare lo sviluppo del corpo e della mente nella crescita e costruire quella solidità e sicurezza che richiedono le relazioni con se stessi e con il mondo. È il periodo di costruzione dell'identità.

L'adolescente ha bisogno di sviluppare la consapevolezza di possedere il coraggio e la forza necessarie per recidere il legame con i genitori prima di accingersi ad affrontare da solo la propria vita.

Il secondo terzo equivale alla giovinezza e all'età adulta. È il momento della crescita. E’ il tempo di realizzarsi come persona, anche se questo spesso significa conformarsi alle norme sociali e culturali apprese o introiettate senza ulteriori analisi.

L'ultimo terzo è quello della maturità. Il momento di rendersi conto di ciò che si è fatto e godere del risultato del proprio lavoro. E’ Il tempo della coscienza, sella finitezza e per questo di un comportamento molto più responsabile, impegnato e trascendente.

Ovviamente la durata di ciascun terzo dipende dall'aspettativa di vita delle persone.

Quando i nostri antenati vivevano in media 35-40, il primo terzo durava 12-13 anni. Li cominciava il secondo terzo della vita e con esso l’adolescenza.

Con l’ inizio 20º secolo l'aspettativa di vita raggiunse i 60 anni e per questo, il periodo dell'adolescenza cominciò ad allungarsi: si stabilì che il compimento della maggiore età dovesse venire a vent'anni e che a 60 dovesse essere l'età della pensione.

È facile quindi capire perché oggi, con una vita media di 68 anni e più ci si può più aspettare che non termini prima di 25-26 anni.

L’ Adolescenza dunque finisce quando l'individuo impara farsi carico di se stesso, quando comincia ad assumersi la responsabilità del suo presente e del suo futuro, ma soprattutto quando in grado di affermare ai genitori con assoluta sincerità e senza traccia di rivalsa o ironia di essere in grado di occuparsi autonomamente della propria vita.

 

 

Dr. Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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