Leggere la mente per scoprire chi mente

Quando state conversando con qualcuno avete mai provato ad osservare il movimento del suo corpo, il non verbale? Ciò che comunichiamo con i gesti, la postura, il tono della voce è più potente di ciò che diciamo a parole. Esistono due livelli di comunicazione: quello esplicito ed udibile legato alle parole ed al senso delle frasi (livello manifesto o over della comunicazione) e quello che comunichiamo in modo non intenzionale, inconsciamente, a livello postulare (livello nascosto o covert).

Il non verbale a livello inconscio è molto potente ma crescendo abbiamo imparato, per economia cognitiva, a soffermarci solo sull’udibile e a non porre troppa attenzione ai messaggi impliciti. 

In questo articolo mi voglio soffermare su un particolare aspetto della comunicazione non verbale: i movimenti oculari. Essi ci rivelano ciò che una persona sta pensando mentre parla e se ciò che dice è congruente con ciò che pensa realmente. Gli occhi si spostano in modo istintivo al di la ciò che vogliamo dire. Ecco che quindi con un pò di allenamento è possibile intuire se una persona sta mentendo o sta omettendo di dire qualcosa che avverte potenzialmente scomodo o criticabile. 

Da come gli occhi si muovono possiamo ottenere suggerimenti preziosi su cosa accade nella mente del nostro interlocutore. I momenti oculati sono degli “indicatori di accesso” alla mente, un punto di entrata.  Ci permettono di sapere se una persona sta ricordando qualcosa che ha visto o sentito, se è in contato con dei sentimenti, se sta creando un'immagine o un suono, o addirittura se   sta dialogando internamente con se stessa. 

I movimenti oculari ci permettendo anche di scoprire quale è il nostro modello di memorizzazione privilegiato: cinestesico, visivo o auditivo. Essere consapevoli di quali tra questi tre preferiamo ci permette di elaborare strategie e mnemotecniche per studiare, lavorare e fissare nella memoria informazioni nuove e complesse più agevolmente.

 

  • La persona visiva guarda il mondo per immagini, associa alle immagini mentali delle parole che rappresentino ciò che “visualizza”. Perciò presta poco attenzione alle parole che emette in modo frettoloso e con una pronuncia poco curata. Si esprime usando metafore visive e parole del tipo “vedo, immagino, visualizzo”. 
  • La persona auditiva cura molto di più la scelta delle parole che utilizza, il suono, ed il ritmo dell’eloquio è più lento, misurato e ritmico. Si esprime usando parole del tipo “sento, percepisco, mi suona come…”.
  • La persona cinestesica usa il movimento del corpo per esprimersi, il senso del tatto, le percezioni corporee. Tende ad esprimersi mediante i gesti delle mani, delle gambe, a usare lo spazio circostante per muoversi mentre dialoga. La voce è profonda, le parole sono lente, ben pronunciare ed accompagnate da molte espressioni del volto, usa metafore inerenti al mondo fisico del tipo “pesante, leggero, caldo, voluttuoso”.

 

Come capire quale canale usa una persona? Se sta mentendo? Cosa accade mentalmente mentre sta parlando? Vediamo in sintesi alcuni movimenti oculari ed il loro significato tenendo conto di 5 dimensioni: a destra, a sinistra, in alto, al centro, in basso. 

Se guardando l’interlocutore i suoi occhi si muovono alla "sua" destra (la nostra sinistra):

 

  • A destra in alto: sta ricordando visivamente, rievocando una scena o immagine dal passato dalla memoria;
  • A destra al centro: sta ricordando uditivamente, rievoca ciò che ha sentito (discorsi o suoni). I movimenti orizzontali sono legati ai suoni e nello specifico al ricordo di un suono;
  • A destra in basso: sta parlando con se stessa, sta facendo un dialogo interiore tra se e se.

 

Se gli occhi dell'interlocutore si muovono alla "sua" sinistra (la nostra destra):

 

  • A sinistra in alto: sta costruendo l’immagine di qualcosa, sta creando visivamente o sta mentendo attraverso il canale visivo;
  • A sinistra al centro: sta creando una rappresentazione di un suono, che non viene ricordato ma creato attraverso il canale uditivo; 
  • A sinistra in basso: sta sperimentando attraverso il canale cenestesico una sensazione, un odore, una emozione del passato.

 

È possibile verificare se ciò che abbiamo intuito dall’osservazione del movimento oculare è corretto ponendo una serie di domande e verificando nuovamente la direzione del movimento oculare. 

Ad esempio:

 

  • Qual è il colore della tua auto? (visivo)
  • Cosa succederebbe se dipingessi la tua auto a pois rosa? (visivo creativo)
  • Che suono ha la tua canzone preferita? (auditivo)
  • Come suonerebbe la tua voce con una manciata di sassi in bocca? (auditivo creativo)
  • Come sarebbe per te se stasera ti facessi un bagno caldo rilassante? (cinestisco)
  • Prova a fare la tabellina del 3 a mente… (dialogo interno)

 

Tuttavia, è bene precisare che vi è una piccola percentuale di persone lateralizzate in modo differente e che utilizzano i movimenti oculari con un significato speculare ovvero opposto alla griglia di lettura sopra esposta. Ciò significa che spostano gli occhi a destra, anziché lateralmente, quando ricordano immagini o suoni. 

Gli indicatori di accesso oculare, secondo alcuni ricercatori, possono essere utilizzati per individuare coloro che mentono. In che modo?

Se chiediamo a una persona se è stata in determinato luogo e notiamo che i suoi occhi rapidamente si orientano verso sinistra sinistra è probabile che stia costruendo in quel momento una scena mentale, una rappresentazione di una situazione nuova non realmente vissuta e che dunque non sta recuperando dal magazzino di memoria. 

Possiamo sospettare che ci stia mentendo attingendo ad una situazione immaginaria e che il suo racconto, lento e cadenzato, abbia a che fare una descrizione di ciò che sta creando li per li, sul momento. Se invece i suoi occhi si orientano rapidamente in basso a destra si può sospettare che stia “dialogando” internamente con se stessa per rassicurati e convincersi della bugia che sta raccontando. 

Si tratta però di supposizioni e non di un metodo scientifico per individuare con certezza i bugiardi. E’ possibile semplicemente che la persona non ricordi o che si stia ripetendo mentalmente la domanda che gli abbiamo fatto per capirne il senso prima di rispondere. Dall’osservazione dei movimenti oculari possiamo quindi avere la certezza solo che sussistono delle incongruenza tra ciò che la persona racconta e il suo non verbale. A questo punto sarà necessario valutare altri indici che possono confermare i nostri sospetti partendo dall’osservazione di altri aspetti del non verbale del comportamento più generale.

L’uso degli indicatori di accesso oculare resta comunque un metodo valido valido in diversi campi: nell’ambito del metodo di studio per individuare le strategie più adatte ad aiutare gli studenti in difficoltà, soprattutto quando presentano problemi specifici nell’apprendimento scolastico; in ambito lavorativo per aiutare le persone a trovare la giusta motivazione a perseguire un obiettivo, in ambito psicologico per aiutare le persone confuse a prendere delle decisioni significative per la loro vita.

 

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Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta. © Riproduzione vietata.