La depressione reattiva

La depressione reattiva è un disturbo emotivo che si verifica in risposta ad un evento esterno identificabile. È il tipo di depressione più comune e quello che solitamente colpisce il maggior numero di persone.

La vita ci mette costantemente di fronte a situazioni difficili, di maggiore o minore gravità, e non tutti sappiamo gestirle allo stesso modo. Alcune persone hanno una maggiore flessibilità psicologica e migliori risorse emotive, e questo fornisce loro la resilienza necessaria per superare gli eventi critici. Ma non tutti hanno queste risorse e alcuni possono soffrire gli effetti della depressione in momenti particolarmente difficili.

La depressione reattiva è di tipo esogeno, ovvero si verifica a causa di un evento o una situazione angosciante, come un lutto, una difficoltà sul lavoro o una crisi relazionale. Al contrario, la depressione “classica” è endogena, ovvero non collegata ad alcun evento della vita negativo o stressante e tra le causa ha una componete genetica. Ciò significa che, sebbene solo alcune persone siano predisposte alla depressione endogena, siamo tutti suscettibili di sperimentare una realtà personale che ci porta a cadere nella depressione reattiva.

La depressione reattiva è un episodio depressivo maggiore associata ad alcuni sintomi  come: 

 

  1. Tristezza: la sensazione di tristezza e profonda depressione è il sintomo distintivo nei pazienti. Questo stato emotivo di solito appare dopo l’evento problematico che la persona identifica come fattore scatenante della sua depressione.
  2. Perdita di motivazione: mancanza di interesse per qualsiasi tipo di attività, anche quelle che in precedenza erano fonte di piacere e divertimento. Si riscontra anche una generale mancanza di motivazione e addirittura una diminuzione della capacità di assumersi la responsabilità delle attività quotidiane più elementari (come l’igiene o il mangiare).
  3. Mancanza di energia: nello svolgimento di qualsiasi attività essenziale. Alzarsi la mattina può essere una grande fatica. In questi casi si può verificare un ritardo psicomotorio che nei casi più gravi può dar luogo al cosiddetto stupore depressivo. Questo stato è simile alla catatonia e comporta una paralisi motoria quasi totale. Esistono però pazienti che, al contrario, manifestano sintomi di agitazione, con azioni compulsive come fumare o mangiarsi le unghie.
  4. Sentimenti di colpa:  le persone depresse interpretano la realtà in modo negativo e colpevolizzante. Il ragionamento è fortemente distorto e i pazienti non sono in grado di valutare la vita quotidiana se non pieni di pessimismo, il che contribuisce a mantenere la depressione. Cioè, la persona entra in una sorta di circolo vizioso.
  5. Isolamento: molte persone con depressione reattiva tendono a isolarsi, poiché il loro umore e la mancanza di energia tendono a deteriorare gradualmente le relazioni sociali. I pazienti stessi iniziano a rifiutare i momenti di socializzazione perché non sono più piacevoli e causano addirittura ansia.
  6. Altri segni di depressione reattiva: a differenza della depressione endogena, in quella reattiva ci sono meno sintomi fisici. I pazienti non presentano dolori muscolari, emicrania o evidente perdita di peso, come di solito accade nella depressione endogena. Tuttavia, è abbastanza comune che le persone colpite soffrano di disturbi del sonno, come l'ipersonnia (sonno eccessivo) o l'insonnia.

 

Sebbene la depressione reattiva sia legata a uno o più eventi stressanti, non è sempre facile stabilire un collegamento tra il disturbo e la sua origine. A volte le persone rimangono funzionali dopo un momento difficile (ad esempio un divorzio, un'infedeltà, la perdita del lavoro, una morte, un evento traumatico, ecc.), portando con sé quello che viene chiamato stress residuo o stress post-traumatico. La psiche di quella persona è ferita, ma la depressione non sempre appare immediatamente. A volte possono essere necessarie settimane o mesi prima che il quadro clinico inizi a diventare evidente. La persona può anche sviluppare una depressione ad alto funzionamento, cioè che le consente di continuare a funzionare nella vita quotidiana.

Il cervello di una persona affetta da depressione subisce importanti cambiamenti, soprattutto se persiste per lungo tempo senza essere adeguatamente trattato. Lo stress e l'ansia che scatenano la depressione reattiva possono causare una carenza di neurotrasmettitori e, se questa si prolunga, insorgono nuove alterazioni che tendono a retroagire su queste disfunzioni. In questo modo il paziente entra in un circolo vizioso che rende difficile la risoluzione della malattia. Alcuni di questi cambiamenti cerebrali sono l'infiammazione (dovuta a sostanze come il cortisolo), la riduzione dell'ippocampo (responsabile delle emozioni e della memoria) o la disconnessione dell'amigdala (attivatore delle paure). Ecco perché è fondamentale curare precocemente la malattia.

 

Le cause della depressione reattiva possono essere molteplici, poiché nella vita è frequente che compaiano difficoltà e crisi. Le donne hanno un rischio maggiore di sviluppare depressione reattiva tra il 10 e il 25%, mentre negli uomini si riduce dal 5 al 12%. Questo ci dà un indizio sul fatto che i fattori sociali agiscono chiaramente come fattori di stress che causano questo disturbo. Tra i motivi più comuni ci sono la rottura di una relazione amorosa, la morte di una persona cara o le difficoltà finanziarie. In realtà, qualsiasi cambiamento nella vita che causa un forte stress può scatenare la depressione. Ciò include anche la depressione post-partum.

Alcuni studi dimostrano che, sebbene la personalità sia un importante fattore di condizionamento, l'ambiente fa sì che alcuni profili abbiano una maggiore predisposizione alla depressione reattiva.

Persone soggette a continue situazioni di stress, ad esempio, determinate professioni.

Persone con un alto livello di auto-esigenza e un profilo molto perfezionista. Persone con bassa autostima, dipendenza emotiva o stile di attribuzione esterna, i cui risultati o fallimenti dipendono da cause esterne e non correlate.

 

La depressione reattiva ha un trattamento e di solito viene affrontata su due fronti: psicoterapeutico e psichiatrico (cioè farmacologico). A livello farmacologico esistono diverse opzioni, come gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) o gli antidepressivi triciclici. Ogni persona è diversa e di solito ci vuole tempo per trovare la dose e il farmaco giusti. Nei casi di depressione endogena, poiché ha origine fisiologica, il trattamento deve essere farmacologico, indipendentemente dal fatto che sia abbinato o meno alla psicoterapia. Al contrario, la depressione reattiva non necessariamente richiede l’uso di psicofarmaci; spesso la psicoterapia è sufficiente come unica opzione di cura.

Durante la psicoterapia il professionista affronta con il paziente l'evento che ha scatenato lo stato depressivo. Questo lo aiuta a imparare a gestire tutte le emozioni accumulate e sarà l'inizio di un lavoro di ristrutturazione cognitiva per sviluppare comportamenti più adattivi di fronte a futuri eventi stressanti o negativi. È importante tenere presente che la depressione è una malattia e la volontà di guarire non è sufficiente. Deve essere trattato da professionisti della salute mentale, non solo per superare la situazione, ma anche per avere gli strumenti adeguati per affrontare le eventuali difficoltà che si presentano.

 

Pagina Facebook - Canale Telegram


Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta. © Riproduzione vietata.