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Il circolo vizioso dell'ansia

Alla base dell’ansia c’è la preoccupazione per una qualche potenziale minaccia. L’ansia è normale e utile a fronte di un oggettivo pericolo o situazione che richiede la nostra attivazione per agire ma talvolta “scatta” anche di fronte a scenari immaginari ed ipotetici. Ad esempio quando fantastichiamo su eventi che si potrebbero verificare nel futuro. Quando stiamo facendo un resoconto su eventi che potrebbero metterci in difficoltà, valutando come potremmo affrontarlo. Facendo questo il corpo si mette in allarme e lo possiamo percepire dei segnali, spiacevoli, di allerta: tachicardia, agitazione, sudorazione… Quando notiamo questi sintomi d’ansia, si pensa al malessere che si sta percependo e si ha la sensazione di non poter più avere il controllo su di sé, di essere pervasi da un malessere ingestibile e per questo si diventa ancora più ansiosi. Il senso di impotenza verso la situazione che ci preoccupa e verso le proprie sensazioni interne stanno alla base del circolo vizioso dell’ansia.

L’evitamento solo nell’immediato permette di trovare sollievo poiché alla lunga contribuisce ad acuire l’ansia. Se ti senti ansioso o sai che andrai incontro ad una situazione dove non ti sentito a tuo agio (luogo pubblico, in auto a guidare… ) e prevedi di sentirti ansioso ha senso che tu faccia qualcosa per ridurre la tua ansia. La maggior parte delle persone per ridurre l'ansia evita del tutto la situazione temuta. L'avversione riduce istantaneamente l'ansia perché non ci si mette nella situazione angosciante. Tuttavia, mentre l'evitamento pur portando un beneficio immediato riducendo i sintomi dell'ansia a breve termine, a lungo tende a peggiore il problema. Non solo non si impara a gestire le proprie reazioni ma sti tenderà sempre più a ridurre il proprio raggio di azione con l’errata convinzione che sia la situazione a creare disagio e non i propri pensieri irrazionali. Un esempio di ciò è quando eviti di andare in un supermercato per fare la spesa perché è lì che ha già provato paura. Di conseguenza eviti con successo l'angoscia che associ ai supermercati. A breve termine, non ti senti ansioso. Tuttavia a lungo termine diventi ancora più riluttante ad affrontare l'ansia. Continui a credere che l'emozione sia pericolosa e debba essere evitata a tutti i costi. Non confermi le tue previsioni catastrofiche su ciò che potrebbe accadere nel centro commerciale. Continui la scansione del tuo ambiente alla ricerca di segnali di pericolo e segnali di sicurezza. In questo modo la tua ansia può aumentare e generalizzarsi ad altre situazioni. Rimanere nella tua zona confort contribuisce a farti sperimentare un falso senso di sicurezza e a cronicizzare l’ansia.

Oltre all'evitamento, molte persone usano  i "comportamenti di sicurezza" o una forma di “evitamento sottile” per far fronte all'ansia. Questi possono includere fare affidamento sui farmaci, distrarsi col cellulare, avere sempre un piano di uscita per situazioni potenzialmente ansiose o assicurarti di avere qualcun altro con te.

Anche questi comportamenti di sicurezza svolgono un ruolo nel rafforzare il circolo vizioso dell'ansia. Quando diventi dipendente da questi comportamenti non impari che l'emozione in sé non è pericolosa. Non impari che le emozioni angoscianti tendono a scendere dal loro apice di loro spontanea volontà. Cerchi solo di sopprimere l'emozione, che ha l'effetto contraddittorio di intensificare l'emozione, aumentando l'angoscia. Puoi anche immaginare quanto sarebbe stressante se un giorno i tuoi comportamenti di sicurezza non fossero applicabili per qualche motivo? Cosa si impara rimanendo nella propria zona confort?  Solo a diventare succubi delle proprie emozioni e reazioni. 

Come fuoriuscire dal circolo vizioso dell’ansia?

Il circolo viziosi svolgono un ruolo importante nel mantenimento dell'ansia. Tuttavia, puoi invertire questo ciclo creandone uno positivo che ti aiuti a superare l'ansia. Un passo importante per questo ciclo positivo è mettere in conto di affrontare gradualmente le situazioni che temi. Ciò ti farà sperimentare una maggiore fiducia in te stesso, ti aiuterà a ridurre l'ansia e ti permetterà di affrontare le situazioni che per te sono importanti ma più di tutto tornare a vivere a pieno scoprendo le tue risorse interiori.

Alcune persone potrebbero incoraggiarti ad affrontare prima la tua più grande paura, a “guardare in faccia direttamente ciò che temi di più. Tuttavia, è preferibile procedere “un passo alla volta". Si tratta di una "esposizione graduale” alle situazioni ansiogene. Si inizia con situazioni che sono più facili da gestire, quindi si arriva a compiti più impegnativi. Ciò ti consente di aumentare lentamente la tua sicurezza, di utilizzare le abilità che apprendi, di abituarti alle situazioni e di sfidare le tue paure gradualmente. In modo strutturato e ripetuto hai buone possibilità di ridurre l'ansia per quelle situazioni. Essere al di fuori del circolo vizioso dell’ansia significa seguire uno schema più virtuoso, simile a quello che ti presento in verde.

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Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Ipnoterapeuta

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