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Comunicare con persone aggressive o svalutanti: come aumentare le possibilità di essere ascoltati

Comunicare con persone aggressive o svalutanti: come aumentare le possibilità di essere ascoltati
  • Dr. Maurizio Sgambati
  • 04/02/2026
  • visite: 848

Ci sono conversazioni che pesano ancora prima di iniziare. Non perché manchino le parole, ma perché temiamo che l'altro non sia disposto ad ascoltarle. Succede quando abbiamo di fronte persone aggressive, svalutanti o particolarmente imponenti: figure che tendono a imporre la propria verità, a chiudere il dialogo, reagire con durezza quando emergono temi emotivi.in questi casi parlare diventa un atto di coraggio. Eppure, anche quando l'altro non è facile da raggiungere, esistono modi per aumentare la probabilità di essere ascoltati e, soprattutto per proteggere la propria integrità emotiva.

Perché alcune persone "schiacciano" il dialogo

L'aggressività comunicativa non è solo un tratto caratteriale. È spesso una strategia di regolazione emotiva. Chi impone la propria verità può farlo perché:

  • Vive il confronto come una minaccia
  • Teme di perdere il controllo
  • Confonde il dialogo con una lotta per la supremazia
  • Non tollera la vulnerabilità, nella propria né quell'altrui.

Comprendere questo non significa giustificare. Significa smettere di personalizzare una reazione e prepararsi con maggior lucidità.

1. Ascoltarsi prima di parlare: la comunicazione efficace inizia dentro di noi. Prima di affrontare una persona imponente, può aiutare fermarsi e chiedersi: che cosa voglio dire davvero? Qual è il mio bisogno? Qual è il limite che voglio affermare? Quando non siamo concentrati, rischiamo di entrare nella conversazione già in difesa o, al contrario, di perderci pur di evitare il conflitto. La chiarezza interna è la prima forma di protezione.

2. Chiedere un tempo e un contesto adeguato: le persone aggressive reagiscono peggio quando si sentono colte di sorpresa. Chiedere un momento specifico per parlare è già un atto di definizione: "vorrei parlarti in una cosa per me importante. Preferirei farle in un momento tranquillo, perché è un tema emotivo e ho bisogno che ci sia spazio per entrambi". Questa semplice richiesta prepara il terreno, anticipa la delicatezza del contenuto e invita l'altra a scegliere consapevolmente se mettersi in ascolto. Non garantisce che lo farà, ma aumenta la probabilità.

3. Dichiarare la propria vulnerabilità: molte persone imponenti non si rendono conto dell'effetto che hanno su sugli altri. Esplicitare il proprio vissuto può umanizzare la conversazione: "quando parliamo di questi temi, a volte mi sento giudicato o sovrastato. Per me è difficile, ma vorrei provare a spiegarti come sto". Non è una richiesta di approvazione. È un invito a riconoscere l'impatto relazionale.

4. Definire l'obiettivo della comunicazione: chi usa l'aggressività tende a interpretare ogni confronto come una sfida da vincere. Per questo è utile chiarire fin dall'inizio che non si sta cercando uno scontro: "non voglio convincerti di nulla. Voglio solo raccontarti di come mi sento e cosa desidero". Questo abbassa l'attenzione e riduce la probabilità che l'altro entri in modalità attacco-difesa.

5. Restare nella posizione dell'adulto: l'analisi transazionale offre una bussola preziosa: mantenere la posizione dell'adulto.significa:

  • Non reagire, impulsivamente
  • Non entrare nel gioco simmetrico
  • Non scivolare nel bambino adattato o nel genitore critico
  • Restare centrati sull'obiettivo comunicativo.

E' una postura interna che protegge e guida.

6. Regolare le proprie emozioni: parlare con persone imponenti è un evento emotivo. Alcuni strumenti utili:

  • Respira lentamente
  • Effettua micro pause, prima di rispondere
  • Tieni il radicamento corporeo (Grounding): senti i piedi, percepisci la tua postura, il tuo respiro
  • Riconosci i tuoi trigger, ovvero tutte quelle parole o atteggiamenti per i quali ti senti svalutato, irritato e che potrebbero quindi portarti a reagire emotivamente e e portare alla deriva la comunicazione.

La calma non è debolezza. È una forma di potere.

7. Non farsi trascinare fuori tema: le persone aggressive spesso cambiano argomento, svalutano, generalizzano o spostano la responsabilità. Prepararsi mentalmente a queste deviazioni aiuta a non perdersi. Una frase utile: "capisco quello che dici, ma ora vuoi restare sul punto di cui sto parlando". È ferma, Chiara, non aggressiva.

8. Stabilire limiti chiari: se l'altro alza la voce, interrompe o attacca, è fondamentale proteggersi: "se il tono diventa aggressivo, per me diventa difficile continuare. Preferisco fermarci e riprendere quando sarà possibile parlarne con calma". Non è una minaccia. È un confine. Ai confini, quando sono coerenti, educano.

9. Usare la riformulazione: riformulare ciò che l'altro dice può rallentare l'escalation e farlo sentire riconosciuto: "se ho capito bene, per te la questione è questa… Giusto? Ora vorrei dirti come la vedo io". È un modo per creare uno spazio mentale condiviso.

10. Il disarmo empatico: una tecnica molto efficace consiste nel riconoscere una parte della posizione dell'altro senza accedere alla propria:" capisco che per te questo tema sia importante. Proprio per questo vorrei spiegarti come lo vivo io". È un ponte, non una resa.

11. Il diritto di interrompere: molte persone non sanno che è legittimo fermarsi. Se il dialogo di diventa tossico, è possibile uscire in modo protetto: "in questo momento il tono sta diventando difficile per me. Preferisco fermarci e rispondere più avanti "". È un atto di cura verso se stessi.

12. Ascolto non significa approvazione: si può essere ascoltati anche senza essere condivisi. L'ascolto è un atto relazionale, non un giudizio.questo pensiero libera dalla paura di esporsi.

13. Restituire responsabilità all'altro: un messaggio potente è riconoscer la capacità dell'altro di comprendere, se sceglie di farlo: "credo che tu abbia la capacità di capire ciò che sto dicendo, se scegli di ascoltare i". Non accusa, non implora, non si sottomette.

14. Il dopo-conversazione: prendersi cura di sé: dopo aver parlato con una persona aggressiva e normale sentirsi svuotato e agitati. È utile:

  • Prendersi un momento di decompressione
  • Scrivere ciò che si è provato
  • Riconoscere il proprio coraggio
  • Non giudicar la propria performance

La cura di sé completa il processo.

Conclusione: la forza gentile della definizione

Comunicare con persona aggressiva e svalutante richiede coraggio, preparazione una profonda connessione con se stessi. Non possiamo controllare la reazione dell'altro, ma possiamo scegliere come presentarci: chiari, centrati, rispettosi, definiti. Ogni volta che parliamo da un luogo di autenticità, stiamo affermando la nostra dignità relazionale. E anche se l'altro non dovesse ascoltare, qualcosa cambia comunque: cambia la nostra postura interna, cambia il modo in cui ci percepiamo, cambia la qualità delle relazioni che siamo disposte ad accettare. La definizione non è un atto di forza contro qualcuno. È un atto di forza per se stessi.


Dr. Maurizio Sgambati

Dr. Maurizio Sgambati
Psicologo a Pordenone

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Iscritto all’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia col n. 787 dal 10-09-2005
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