Come gestisci i conflitti? Scopri il tuo stile comunicativo
Comunicare è un atto semplice solo in apparenza. Ogni giorno ci scambiamo parole, gesti, silenzi. Ma ciò che intendiamo dire e ciò che l'altro comprende non sempre coincidono. E in questo spazio, tra l'intenzione dell'emittente e la percezione del ricevente, che spesso nascono i conflitti. La comunicazione non è mai neutra: è filtrata da emozioni, esperienze, aspettative, paure.un messaggio può essere chiaro per chi lo invia, ma ambiguo o minaccioso per chi lo riceve. E viceversa. Così, ciò che per uno è un confronto, per l'altro può sembrare un attacco. Ciò che per uno è una richiesta, per l'altro può suonare come un'accusa.
I conflitti, quindi, non sono sempre il frutto di cattive intenzioni. Spesso sono il risultato di errori decodifica, di mancata sintonia tra codice comunicativi, differite che si attivano e parlano al nostro posto comprendere questo ci aiuta a cambiare prospettiva: non più "chi ha torto e chi ha ragione", ma "cosa è successo nella comunicazione". Perché dietro ogni tensione c'è quasi sempre un messaggio che non è arrivato, o che è stato frainteso. E allora, forse, il primo passo per gestire i conflitti non è alzare la voce, ma ascoltare meglio. Non è difendersi, ma chiedere chiarimenti. Non è reagire, ma riconoscere che ogni relazione è un dialogo tra mondi interiori diversi, tra stili di comunicazione diversi.
I conflitti non sono un errore da evitare, ma un'opportunità per crescere. Ogni volta che ci troviamo in disaccordo con qualcuno, abbiamo davanti a noi una scelta: come voglio stare in quella relazione? Come vogliamo rispondere? La psicologia ci offre diversi modelli per comprendere i nostri stili di gestione del conflitto. Uno dei più noti è il modello Thomas-Kilmann, che identifica cinque approcci principali. A questi possiamo affiancare alcune metafore animali, che rendono più intuitiva la comprensione dei nostri comportamenti. Vediamone insieme:
La tartaruga: evitamento.
- La strategia: fuggire dal conflitto, ignorarlo, rimandarlo.
- La motivazione: la paura del confronto, il bisogno di tranquillità.
- Il rischio: i problemi si accumulano, le tensioni cronicizza.
Quando può essere utile: in situazione di bassa importanza o quando è necessario prendere tempo per riflettere.
L'agnello: accomodamento.
- Strategia: cedere, mettere da parte i propri bisogni per mantenere la pace.
- Motivazione: desiderio di approvazione, timore del rifiuto.ù
- Rischio: perdita di autenticità, frustrazioni, relazioni sbilanciate.
Quando può essere utile: quando il legame è più importante del tema in discussione.
Il toro/lo squalo: competizione.
- Strategia: imporsi, vincere, prevalere.
- Motivazione: bisogno di controllo, affermazione del proprio punto di vista
- Rischio: relazioni compromesse, clima o ostile.
Quando può essere utile: in situazioni di emergenza, quando è necessario difendere i valori fondamentali.
Il cane: compromesso.
- Strategia: trovare una via di mezzo, fare concessione reciproche.
- Motivazione: desiderio di equilibrio e giustizia.
- Rischio: soluzioni temporanee, nessuno è pienamente soddisfatto.
Quando può essere utile: quando il tempo è limitato e serve una soluzione pratica.
Il delfino: collaborazione.
- Strategia: ascolto attivo, empatia, ricerca di soluzioni Win-Win.
- Motivazione: rispetto reciproco, volontà di crescita comune.
- Rischio: richiede tempo, maturità e disponibilità da entrambe le parti.
Quando può essere utile: quando la relazione è importante e si vuole costruire qualcosa di duraturo.
Il saggio: il gufo.
Non è uno stile del modello classico, ma una metafora potente. Il gufo rappresenta chi osserva, chi riflette, analizza prima di agire. È simbolo di saggezza e visione a lungo termine. Integra tutti gli stili, scegliendo di volta in volta quello più adatto alla situazione.
La vera abilità: la flessibilità
Non esiste uno stile "giusto" in assoluto. Ogni approccio ha un valore, se è usato con consapevolezza. La vera competenza relazionale sta nel riconoscere il contesto, i propri bisogni e quelli dell'altro, e scegliere lo stile più funzionale in quel momento. Imparare a gestire i conflitti è un atto di responsabilità verso se stessi e verso gli altri. È un percorso che richiede consapevolezza, coraggio e tanta pratica. Ma è anche una delle chiavi più potenti per costruire relazioni sane, autentiche e durature. E tu, in quale animale ti riconosci oggi? E quale stile vorresti allenare di più?
Dr. Maurizio Sgambati
Psicologo a Pordenone


