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I divieti del Bambino interiore

Ogni genitore cerca di crescere i propri figli facendo del proprio meglio tuttavia trasmette, anche indirettamente ed involontariamente, le sue paure ed insicurezze. Invia dei divieti allo scopo di proteggere i figli tenendo conto della sua storia e dei traumi, anche piccoli, subiti. 

L' Analisi Transazionale, una teoria della personalità ed un modello di psicoterapia, ha identificato dodici comandi negativi, chiamati ingiunzioni, che un genitore invia ad un figlio. Questi messaggi “NON” possono essere trasmessi in modo indiretto sia mostrando dei comportamenti che fungono da modello di riferimento che attraverso espliciti divieti inviati verbalmente. Talvolta non vengo neppure inviati dal genitore ma possono essere creati dal bambino stesso attraverso un' errata interpretazione di ciò che osserva. Attraverso il suo pensiero infantile limitato il bambino coglie degli insegnamenti di vita che al momento lo aiutano ed in futuro limitano. Un bambino non ha ancora sviluppato un pensiero logico-razionale per spiegare ciò che avviene attorno a se e tende a leggerlo a suo modo. E’ tipico del bambino pensare che se i genitori si separano la colpa sia sua. Il pensiero di un bambino è "magico" e caratterizzato da onnipotenza. Si sente in colpa per ciò che succede ed è convinto di poter scongiurare gli eventi negativi.

L’analisi Transazionale usa un linguaggio semplice e facilmente comprensibile per ciò non servono studi specifici o anni di terapia per analizzare i messaggi che abbiamo interiorizzato nell'Io-Bambino interiore durante l'infanzia e che sono in grado di condizionare il modo di pensare, sentire ed agire dell'adulto.

Vediamo i 12 divieti:

 

1. Non essere (non esiste): questo è uno dei messaggi più dannosi. Viene inviato dai genitori che non vogliono figli o che si sentono in difficoltà nell’assecondare i suoi bisogni. Passano messaggi del tipo: “”se non fosse  stato per te avrei fatto carriera" o “divorzierei da tuo padre/madre”. Le persone adulte che obbediscono all’ingiunzione “non esistere” hanno tendenze suicide o sviluppano forme depressive gravi.
2. Non essere te stesso: questo messaggio viene inviato da quei genitori che hanno elevate aspettative sul figlio ed in particolare che somigli a loro e non a come egli/ella è a livello di aspetto, di personalità, o diverso a livello di genere sessuale (es. nasce femminile ma vogliono il maschio).
3. Non essere un bambino: questo messaggio viene solitamente inviato al primogenito. Al figlio grande viene chiesto di occuparsi dei fratelli più piccoli e di essere prematuramente responsabile nonostante egli/ella sia ancora un bambino. Non gli viene concesso di commettere errori, di agire in modo sciocco o infantile. E’ tipico di quelle persone che tendono a portare tutto il peso del mondo sulle proprie spalle, faticano a concedersi il permesso di riposare, svagarsi e divertirsi. 
4. Non crescere: questo messaggio invece è solitamente diretto al bambino più piccolo della famiglia o peggio si insidia nel figlio di una coppia in cui i genitori hanno tra loro una relazione difficoltosa o conflittuale. Ecco che quel bambino si mostra immaturo, ritarda le tappe evolutive così che la coppia continui a prendersi cura di lui rimanendo assieme. E’ l’adulto dipendente, incapace di prendersi cura di se, di prendere decisioni o fare scelte autonome senza ricorrere necessariamente al supporto di altri adulti.
5. Non pensare: man mano che un bambino cresce sviluppa la propria identità che si manifesta esprimendo un pensiero proprio. Questa ingiunzione si forma quando i genitore si arrabbia, quando mette in discussione la validità del punto di vista del figlio, quando lo scoraggia ad esprimere un’ opinione divergente da quella familiare, quando lo zittisce perché ancora troppo piccolo ed inesperto per poter dire la sua.
6. Non sentire: è il divieto che viene interiorizzato dal bambino che quando piange, è turbato o in ansia si trova di fronte ad un genitore a disagio con le emozioni spiacevoli. Il genitore di quel bambino si mostra irritato, indisponibile ad accogliere la difficoltà emotiva del figlio per cui tende ad allontanarlo, punirlo, escluderlo o distrarlo quando manifesta le sue emozioni. E’ il genitore che dice “”i maschi non piangono” o “le brave bambine non si arrabbiano”. L’adulto che porta in se questa ingiunzione fatica a mostrare ciò che prova o sostituisce un’emozione con un’altra più accettabile per quella famiglia. Ad esempio si sente triste e piange quando invece è arrabbiato.  
7. Non (non fare niente): un’ingiunzione generica tipica di chi si è sentito dare molti divieti e pochi permessi. Ad esempio  “Non correre”, “Non salire in alto”, “Non sporcarti”. Il genitore che invia tale messaggio tende a fare tutto per il figlio allo scopo di proteggerlo delle sue stesse paure ed insicurezze. L’adulto che ha interiorizzato questo divieto generico può iniziare molte cose senza riuscire a finirle, ha difficoltà a prendere decisioni perché pensa che il mondo sia un posto spaventoso e pieno di pericoli.
8. Non stare bene (o non essere sano di mente): ingiunzione interiorizzata da chi riceve attenzioni dai genitori solo quando non sta bene. La presenza dei genitori prevalentemente a fronte di comportamenti bizzarri fa si che questi atteggiamenti si rinforzino. La persona da adulta tende ad attirare l'attenzione degli altri mostrandosi malata o instabile.
9. Non essere importante: è il divieto che viene interiorizzato dal bambino cresciuto sentendosi ignorato, svalutato, non considerato ne visto.
10. Non farcela nella tua vita: un messaggio "non" lanciato dal genitore che ha stabilito standard irraggiungibili, impossibili da realizzare. Ad esempio compiti troppo complessi per l’età (leggere, scrivere troppo precocemente o non nei tempi di quel bambino, che confrontano le prestazioni del figlio con quelle proprie di adulto o con quelle di fratelli più grandi). E’ inviato anche da un genitore geloso che si sente minacciato dalle potenzialità del figlio. É interiorizzato a fronte di critiche e derisioni ricevute quando il bambino sente in se il desiderio di sperimentarsi ed imparare pur sbagliando.
11. Non essere intimo (psicologicamente o fisicamente): è il divieto di coloro che sono cresciuti con genitori a disagio con l’intimità intesa come contato fisico e dimostrazioni di affetto ma può riguardare anche l’intimità psicologica ovvero la capacità di raccontare di se stessi. L’adulto con questo divieto può avere difficoltà a dimostrare affetto, difficoltà nel contatto fisico e nella sfera sessuale, difficoltà a stabilire relazioni profonde in cui rivelare il suo mondo interiore. E’ un adulto che fatica a fidarsi degli altri e a condividere la sua vita.
12. Non appartenere: è il divieto interiorizzato da coloro che si sono sentiti rifiutati e quindi non parte della famiglia o all’opposto che sono cresciuti con genitori schivi e giudicanti gli altri a tal punto che la persona da adulta non riesce ad integrarsi, ad appartenere ad un gruppo di persone, si sente disconnesso socialmente.

 

Questo articolo non vuole addossare le colpe sui genitori ma aumentare la consapevolezza di come ciascun adulto attua dei comportamenti in virtù di ciò che ha sperimentato, sentito e deciso nei primi anni di vita. 

Ogni genitore fa del proprio meglio per assolvere al suo compito ed ogni bambino prende delle decisioni per aiutarsi e sopravvivere; tali decisioni utili in quel momento giacciono inconsapevolmente a livello psichico e condizionano l’agire odierno. Malgrado si dimostrino inutili in età adulta spesso non vengono ridiscussi anche se possono causare sofferenza. 

Questa lista di ingiunzioni può esserti utile per riconoscere quali convinzioni limitanti stai usando nella tua vita attuale. 

E' bene sapere che un bambino per evitare di contattare il dolore derivante dal divieto interiorizzato, e nel tentativo di porvi rimedio, elabora o acquisisce dal genitore anche delle “spinte” o “contro-ingiunzioni” che si traducono in atteggiamenti compensativi dell'Io-Genitore Interiore (leggi qui l'articolo sulle contro-ingiunzioni).

E’ imporrante curare e liberare il bambino che è dentro di noi e, se si è genitori, accertarsi di non inviare inconsciamente qualche divieto ai propri figli. Essere consapevoli di questi messaggi ed evitarli può aiutarci a diventare persone migliori, genitori migliori e spezzare le catene del disagio per senatrici liberi. Ciascuno di noi ha in se il potenziale e le risorse per poter ri-decidere le sue "basi psicologiche", la "voce interiore" con cui si relaziona a se ed agli altri, e può sostituire i messaggi limitanti con nuovi permessi, anche quando causano molte problematiche psicologiche seppur con il sostegno di uno psicoterapeuta.


Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Analista Transazionale.

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