Il genitore disfunzionale

Un genitore disfunzionale non va confuso con un genitore in difficoltà nel suo ruolo. Il primo è dannoso per lo sviluppo delle personalità dei propri figli mentre il genitore in difficoltà può essere assente o negligente nei confronti dei figli ma non è abusivo e non li danneggia appositamente. Il genitore in difficoltà può avere un umore scostante, essere esigente circa la resa scolastica ed il rispetto di rigide regole educative. Il genitore in difficoltà può essere quello stressato a causa di problemi familiari o preoccupato per il lavoro ed i problemi finanziari. A volte si sente intrappolato in un ruolo genitoriale che sente soffocante per cui è una figura poco presente ed indisponibile emotivamente ma tutto sommato sana.

Il genitore disfunzionale invece ha alle sue spalle a sua volta un’infanzia caratterizzata da abuso, trascuratezza o negligenza gravi. Può aver subito un forte trauma nel suo passato e soffrire di Disturbo da Stress Post Traumatico e, in qualche caso, aver sviluppato una dipendenza da droghe o alcol come una forma di auto-compensazione dei propri disagi psicologici. 

Il genitore disfunzionale soffre di un qualche disturbo della personalità o di un disturbo mentale come la depressione per cui è emotivamente e psicologicamente instabile. Replica vecchi schemi di comportamento inappropriati e dannosi, a sua volta appresi dai propri genitori, e di cui non ha coscienza e che pertanto non sente la necessità di modificare. 

I suoi disturbi psichici o dei traumi subiti influiscono notevolmente nell’assolvere il suo ruolo di genitore: manca di empatia e non è in grado di prendere in considerazione i bisogni del proprio bambino soprattutto quando è spaventato o vulnerabile. Il genitore tossico va in tilt emotivamente di fronte alla vulnerabilità del proprio figlio perciò invece di essere rassicurante diviene punitivo. Questo perché potrebbe aver imparato a reprimere i propri sentimenti ed indursi per sopravvivere alla famiglia problematica d’origine dove un “bisogno” era considerata una “debolezza”.

Ci sono anche genitori disfunzionali che hanno avuto un'infanzia apparentemente serena, che non hanno subito traumi fisici o emotivi che hanno comunque sviluppato un atteggiamento crudele ed egoista. Sono stati bambini particolarmente viziati ed adulati, educati da genitori particolarmente indulgenti. Sono stati cresciuti sentendosi dire di essere superiori agli altri, di meritare attenzioni speciale, privilegi e ricompense. Il genitore tossico piò essere stato un bambino al quale tutto era concesso e che ha sviluppato tratti narcisistici.

Si usa dire genitore disfunzionale per rappresentare una persona che si caratterizza per essere piuttosto crudele, aggressiva, priva di senso di colpa, empatia o rimorsi.

Le dinamiche relazionali che il genitore disfunzionale instaura col figlio creano un disagio emotivo cronico nel bambino. Lo stress a cui il bambino è sottoposto comportano alti livelli di ormoni dello stress quali adrenalina e cortisolo nel suo flusso sanguigno. Un alto e costante livello di cortisolo comporta cambiamenti nel cervello del bambino, in particolare a livello della memoria e dei sistemi di eccitazione emotiva incidendo sulla sua capacità di far fronte a eventi stressanti o traumatici successivi. Anche il loro sistema immunitario può venire compromesso ed il bambino messere soggetto a continue problematiche fisiche.

Si può delineare il profilo di un genitore disfunzionale quando:

 

  • Mette in primo luogo i propri sentimenti e bisogni, si concentra su se stesso e ha bisogno di stare al centro dell’attenzione;
  • A causa dei propri comportamenti irregolari, imprevedibili e spaventosi non fornisce un ambiente domestico sereno e sicuro;
  • Ha alte aspettative nei confronti del figlio; vuole che abbia successo e sia popolare poiché questo avrà un riflesso positivo su se stesso ma non troppo da oscurarlo. Se il figlio non eccelle il genitore tossico punisce il figlio per avergli fatto provare vergogna;
  • Diventa geloso e invidioso del figlio e persino violento nei suoi confronti quando è apprezzato per le sue capacità, talenti e bellezza;
  • Il figlio rappresenta un “oggetto” utile a supportare l’ego del genitore problematico;
  • E’ incontentabile, svalutante e non riconosce gli sforzi che il bambino compie per accontentarlo, sentirsi amato ed accettato;
  • Trascura, reprime, sminuisce, ridicolizza o ignora i bisogni fisici ed emotivi del figlio arrivando a punirlo quando protesta e piange per attirare la sua attenzione ed ottenere le sue cure;
  • E’ un genitore distratto e disinteressato a ciò che il bambino ha da dire così che il piccolo rinuncia a provare di creare un legame;
  • Crea un’atmosfera minacciosa di tensione e paura e paura in casa per cui i membri della  famiglia si “muovono in punta di piedi” per evitare di turbare il suo equilibrio emotivo precario;
  • Manipola il figlio con giochi mentali fatti di bugie, messaggi che confondono e portano il bambino a dubitare di se. La logica del bambino è così basica da non essere in grado di distinguere la realtà da ciò che non lo è e quindi mettere in discussione il genitore del quale poi teme anche le reazioni;
  • Mostra comportamenti passivi-aggressivi ovvero ignora richieste del bambino e “dimentica" le promesse fatte;
  • Diventa aggressivo e violento quando viene sfidato o confrontato su un suo atteggiamento oppure mette il muso e si rifiuta di parlare al bambino attuando un vero ricatto emotivo.
  • Vede se stesso come vittima di un figlio difficile, capriccioso o problematico ed è piuttosto convincente in questo ruolo tanto da essere creduto.  
  • Minaccia il figlio di non essere meritevole di rimanere in casa se non lo asseconda;
  • Sente potente e vuole avere il controllo sui pensieri, le emozioni ed il comportamento del bambino. Reprime l'autentica espressione emotiva del bambino dicendogli quali sentimenti può e non può provare e manifestare.
  • Usa il ricatto emotivo, fa leva sul senso di colpa, per convincere il figlio a conformarsi alle sue richieste. Il bambino diverrà un adulto che si sentirà in obbligo a starsi del genitore, predereste cura rinunciando alla sua vita.
  • Esamina scrupolosamente il comportamento del bambino, lo critica, schernisce, biasimo e svilisce;
  • I confini sono incoerenti e confusi; alcuni genitori disfunzionali hanno confini molto deboli e sono eccessivamente permissivi mentre altri genitori si intromettono eccessivamente nella vita del bambino.
  • Gioca a fare il martire dicendo al bambino “con tutto quello che ho fatto per te…”, “vorrei non fossi mai nato…”, “mi hai rovinato la vita…”.
  • Mette i fratelli l’uno contro l’altro: un figlio è considerato quello preferito che non può sbagliare mentre l’altro la “pecora nera”. bambini sono trattati in modo diverso e nessuno di loro è favorevole.
  • II genitore disfunzionale più evidente è quello che abusa fisicamente e sessualmente del proprio bambino.

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Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta. © Riproduzione vietata.