· 

Enoclofobia

L'enoclofobia o demofobia è un disturbo d'ansia caratterizzato dalla paura irrazionale, eccessiva, ingiustificata ed incontrollabile della folla, degli spazi in cui possono riunirsi un gran numero di persone. L'ansia sperimentata nell'enoclofobia è così alta da provocare nell'individuo comportamenti di evitamento e fuga dai luoghi affollati per ridurre il disagio o non sentirlo. Le alterazioni provocate da questo disturbo possono compromettere seriamente sia il benessere che la funzionalità dell’individuo, limitare lo svolgimento di un gran numero di attività.

L'enoclofobia è un tipo di fobia abbastanza comune. Quando l'individuo si trova di fronte allo stimolo temuto (la moltitudine di persone) sperimenta una serie di manifestazioni d’ansia.

I sintomi che sono presenti in questo disturbo sono legati ad un netto aumento della tensione e del nervosismo del soggetto. La persona sperimenta un'elevata paura che produce intensi sintomi d'ansia che variano in ogni individuo e a seconda della situazione in cui si trova.

In generale, maggiore è la folla, minori sono le opzioni che la persona ha per sfuggire dalla situazione e meno supporto ha in quel momento, più intensi saranno i sintomi. Normalmente le manifestazioni di enoclofobia non finiscono per sviluppare un attacco di panico come invece accade per l’agorafobia.

I sintomi esercitano la loro influenza su tre diversi livelli: livello fisico, livello cognitivo e livello comportamentale.

I primi sintomi che una persona con enoclofobia sperimenta quando è esposta alla folla sono manifestazioni fisiche. Una serie di cambiamenti fisiologici che si verificano in risposta a un aumento della vigilanza e dell'ansia della persona come conseguenza di un aumento dell'attività del sistema nervoso centrale. L'aumento della frequenza cardiaca e della frequenza respiratoria sono i sintomi più tipici ma anche tachicardia, palpitazioni o sensazioni di soffocamento. 

In molti casi aumento della tensione muscolare, dilatazione pupillare e sudorazione, mal di testa, vertigini e mal di stomaco in risposta all'aumento della tensione corporea. Nei casi più gravi, si possono provare sensazioni di depersonalizzazione, ovvero il sentisi fuori dal proprio corpo, estranei a se stessi.

Le manifestazioni fisiche, che rimandano a un evidente stato di ansia, vengono rapidamente interpretate e analizzate dal cervello portando ad una di pensieri sulla paura delle folle.

Credenze erronee circa la pericolosità riguardo al raggruppamento di persone che possono comportare la necessità di fuggire per rifugiarsi in un luogo sicuro.

Anche i pensieri sull'incapacità personale di sopravvivere in quelle situazioni sembrano giocare un ruolo importante in questa psicopatologia.

Tuttavia, le convinzioni irrazionali sono molteplici, pervasive ed incontrollabili. La paura della folla influenza direttamente il comportamento inducendo all’evitamento o alla fuga dai contesti in cui può esserci della folla. 

L'enoclofobia assomiglia ad altro disturbo d'ansia noto come agorafobia.

In effetti, l'agorafobia ha una prevalenza molto più alta (quasi il 3%) rispetto all'enoclofobia (meno dello 0,3%) nella società globale.

L'agorafobia è un disturbo d’ansia legato alla paura di trovarsi in luoghi aperti o chiusi in cui è difficile allontanarsi o fuggire in caso di crisi di disagio inaspettato. La persona teme di stare male in pubblico e di non trovare qualcuno disponibile ad offrire aiuto. Non si riduce solo al timore della folla ma include anche il timore del giudizio degli altri nel caso in cui si verificasse un attacco di panico o una crisi d’ansia. L’agorafobia ha a che fare con i luoghi da cui è difficile scappare in caso di disagio indipendentemente che essi siano affollati o meno.

Tuttavia, nonostante il fatto che sia nell'enoclofobia che nell'agorafobia ci possa essere una paura irrazionale ed eccessiva nei confronti delle folle, non costituiscono lo stesso disturbo.

La differenza tra entrambe le patologie sta nell'elemento temuto. Mentre nell'enoclofobia si temono solo i luoghi affollati, nell'agorafobia si temono le situazioni in cui la fuga è complicata. Essere in metropolitana o su un un autobus, anche vuoti, possono essere situazioni temute da persone agorafobie poiché la fuga è complicata ma non da enoclofobici che temono solo i contesti affollati.

Il fattore che causa la sintomatologia dell'enoclofobia è la paura di un elemento molto specifico: la moltitudine di persone. Ci sono persone che hanno una maggiore tolleranza nei confronti della folla e individui che si sentono più a disagio quando sono circondati da altre persone.

Per ciò non tutti i tipi di paure nei confronti della folla costituiscono un'alterazione mentale. Affinché la paura degli spazi affollati possa essere considerata una forma di disagio psicologico appartenente all'enoclofobia devono essere soddisfatte le seguenti caratteristiche:

 

  • Essere eccessiva: la paura manifestata è una risposta eccessiva rispetto alla situazione. Ovvero, quando la folla non rappresenta alcun pericolo reale per l'individuo ciò nonostante è vissuto come tale.
  • Essere irrazionale: la paura non può essere spiegata, non ci sono argomenti congruenti per cui la persona può spiegare perché teme quella folla e quali elementi gli fanno paura.
  • Essere incontrollabile: appare automaticamente senza che la persona che ne soffre riesca a controllarla.
  • Portare all’evitamento: la paura provoca un chiaro evitamento o la fuga dalle situazioni affollate. Se l'individuo è in grado di rimanere in mezzo ad una folla di persone nonostante la sua paura molto probabilmente non soffre di encoclofobia.

 

Non esiste una singola causa per l’enoclofobia; diversi fattori possono svolgere un ruolo rilevante:

 

  • L’aver vissuto un’esperienza traumatica in spazi affollati può aver portato a sviluppare una fobia situazionale. 
  • Condizionamento vicario: aver visualizzato una catastrofe avvenuta in un luogo affollato o un evento negativo legati alla folla può aver condizionato la persona e aver contribuito allo sviluppo della fobia. Si trattati una fobia acquisita senza esperienza personale diretta.
  • Fattori genetici: sebbene non siano molto ben studiati molti autori difendono la presenza di fattori genetici in fobie specifiche. Le persone con familiari con disturbi d'ansia avrebbero maggiori probabilità di sviluppare disturbi ansiosi, inclusa l’enoclofobia.
  • Fattori cognitivi: schemi errati di pensiero, informazioni distorte possono contribuire al mantenimento della fobia e non tanto alla sua genesi. Credenze irrealistiche sul danno che potrebbe occorrere qualora ci si esponesse allo stimolo temuto, scarso senso di autoefficacia ed esagerata percezione del pericolo sembrano essere fattori chiave nel mantenimento dell’enoclofobia.

 

Trattamento:

Per fortuna oggi esistono interventi che consentono il recupero di fobie specifiche, inclusa l’enoclofobia. La psicoterapia interviene sia sulle componenti fisiologiche promuovendo il controllo degli stati interni e la calma, sia sulle componenti cognitive e comportamentali della persona. Poiché nell'enoclofobia l'elemento temuto sono le folle ed è difficile fare una esposizione sistematica dal vivo in terapia vengono proposte le visualizzazioni e le tecniche immaginative sotto ipnosi.


Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Analista Transazionale. © Riproduzione vietata. L'articolo non può essere riprodotto o ripubblicato altrove, ne integralmente ne parti di esso, e con nessun mezzo.