I 5 tratti che determinano la personalità.

Nel corso della storia della psicologia sono state sviluppate diverse teorie per spiegare la personalità, ma il modello delle cinque dimensioni della personalità, meglio conosciuto come i “Big Five”, è quello più semplice ed interessante.

Il creatore, Lewis Goldberg, è uno dei ricercatori più importanti nel campo della psicologia della personalità. Con il suo lavoro ridusse i 16 fattori della personalità proposti da Raymond Cattell a sole cinque dimensioni primarie, che da allora vengono utilizzate in psicologia e sono alla base di numerosi studi scientifici sulla personalità.

Di seguito i 5 tratti che possono definire la tua personalità attraverso un "codice" formato da una compilazione di 5 lettere, ovvero:

 

Apertura a nuove esperienze (Fattore O): questo tratto della personalità si riferisce al nostro grado di volontà di cercare e vivere nuove esperienze. Le persone più aperte alle esperienze sono più creative e fantasiose e di solito si sentono soffocate dalla routine, quindi sono sempre alla ricerca di nuove idee. Sono caratterizzati da una grande curiosità intellettuale, che li incoraggia a indagare su un'ampia varietà di argomenti. Tuttavia, a volte questa passione per la novità può portarli ad assumere comportamenti rischiosi o addirittura dar luogo a problemi e conflitti a causa della loro costante opposizione alle convenzioni sociali. All’estremo opposto ci sono coloro che sono chiusi al cambiamento. Queste persone tendono a sentirsi più a loro agio nella loro zona di comfort, amano seguire meticolosamente le proprie abitudini e godersi le cose più semplici. Preferiscono gli ambienti familiari alla novità e sono più attaccati alla tradizione. Tendono a sviluppare un pensiero più rigido e hanno difficoltà a trovare soluzioni originali quando i problemi richiedono un cambiamento nel pensiero convenzionale.

 

Responsabilità (fattore C): questa caratteristica si riferisce alla nostra capacità di autocontrollo, alla misura in cui ci concentriamo sui nostri obiettivi e a quanto siamo disciplinati nel realizzare i piani che ci siamo prefissati. Una persona con un alto grado di responsabilità ha una grande capacità di concentrazione, riflette prima di prendere una decisione e ama finire tutto ciò che inizia. Sono persone puntuali, scrupolose e coscienziose, che hanno obiettivi chiari e sono perseveranti, anche se a volte possono essere molto testardi, perfezionisti e sviluppare una dipendenza dal lavoro. All’estremo opposto ci sono coloro che vivono secondo uno stile laissez faire. Normalmente sono persone più sbadate nei loro compiti, non hanno scopi di vita così ben definiti e sono molto più informali. Il loro problema principale è che spesso lasciano molti dei loro progetti a metà perché non hanno l’autocontrollo e la tenacia necessari per portarli a termine con successo. Queste persone solitamente non sono molto ambiziose e non sono brave nella pianificazione, quindi spesso possono dare l'impressione di non essere abbastanza coinvolte, né nello studio, né nel lavoro, né nelle relazioni interpersonali.

 

Estroversione (fattore E): questa dimensione della personalità indica il grado in cui ci apriamo alle relazioni con gli altri e il modo in cui funzioniamo nei contesti sociali. Un estroverso è qualcuno a cui piace essere circondato da altri, cerca la loro compagnia e si comporta bene nelle situazioni sociali. Sono spesso persone entusiaste ed energiche, a cui piace parlare e cercano continuamente nuovi stimoli sociali. L’estremo opposto è l’introversione, che non significa necessariamente timidezza sociale ma piuttosto indica una preferenza per la condivisione in piccoli gruppi e ambienti chiusi. Queste persone tendono ad essere riservate, non amano esporsi e non amano le situazioni dove c'è confusione e molta gente. Di solito sono più riflessivi e, nonostante abbiano pochi amici, stabiliscono legami affettivi molto stretti. Se possono scegliere, scelgono ambienti piccoli e familiari e preferiscono ascoltare piuttosto che parlare.

 

Gentilezza (fattore A): si riferisce al modo in cui ci relazioniamo con gli altri. Chi ha un punteggio elevato in questa dimensione della personalità viene solitamente percepito come una persona degna di fiducia. Sono persone rispettose, tolleranti e modeste, disposte ad aiutare gli altri quando ne hanno bisogno. Tendono inoltre ad essere persone molto empatiche e assertive nelle relazioni interpersonali, capaci di catturare le emozioni e i sentimenti degli altri, sviluppando un atteggiamento conciliante.  All’estremo opposto ci sono le persone che hanno sviluppato un atteggiamento più egocentrico. Queste persone possono avere difficoltà a connettersi con gli altri e non sono molto assertive nelle loro relazioni interpersonali. Tendono infatti ad essere più arroganti e meno sensibili, al punto da essere spesso percepiti come più ostili o addirittura intimidatori.

 

Stabilità emotiva o Nevroticismo (fattore N): questo fattore di personalità si riferisce al modo in cui affrontiamo le situazioni difficili della vita. Le persone emotivamente più stabili di solito non diventano vittime dei propri sentimenti ma piuttosto hanno un’elevata intelligenza emotiva. Sebbene possano arrabbiarsi o frustrarsi, sono in grado di gestire le proprie emozioni e di emergere più forti dalle avversità. Tendono a reagire ai problemi con grande equanimità, il che consente loro di mantenere una prospettiva più obiettiva. Al contrario, le persone con tendenza al nevroticismo spesso vivono sulle montagne russe emotive. È più probabile che si arrabbino e si irritino, nonché si sentano ansiosi o depressi. Tendono ad essere persone nervose e insicure, che reagiscono in modo eccessivo agli stimoli. Spesso sviluppano anche un atteggiamento pessimistico e può essere molto difficile da gestire poiché sono molto capricciosi e cambiano facilmente il loro umore.

 

Non esistono tratti delle personalità “buoni” o “cattivi” in sé e per sé. Un po’ di egoismo, ad esempio, può essere salutare quando dobbiamo difendere i nostri diritti, e uno studio condotto presso l’Università di Edimburgo ha scoperto che una piccola dose di Nevroticismo può prolungare la nostra vita.

Allo stesso modo, l'eccessiva ricerca di nuove esperienze può portare ad un adattamento edonistico, il che significa che cadiamo in uno stato di torpore emotivo in cui tutto smette di eccitarci, e uno studio condotto presso l'Università di Helsinki ha scoperto che l'eccessiva estroversione può finiscono per prosciugare la nostra energia. Tutto sta quindi nel trovare l’equilibrio e, soprattutto, nel riuscire a modulare i tratti della nostra personalità a seconda delle circostanze.

 

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Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta. © Riproduzione vietata.