Perché una donna maltrattata continua a subire?

La violenza contro le donne è una delle violazioni dei diritti umani più diffuse. Si calcola che in tutto il mondo 1 donna su 3 subisca abusi; si tratta di miliardi di donne e ragazze. 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la violenza di genere come violenza specifica contro le donne, utilizzata come strumento per mantenere la discriminazione, la disuguaglianza e i rapporti di potere tra uomini e donne. Questo tipo di violenza comprende la violenza fisica, sessuale e psicologica. Le Nazioni Unite, da parte loro, definiscono la violenza contro le donne come qualsiasi atto di violenza basato sull’appartenenza al sesso femminile che provochi o possa comportare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche per le donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o la violenza arbitraria. privazione della libertà, siano essi avvenuti nella vita pubblica o privata.

Ma perché nonostante una donna subisca un abuso rimane in relazione con l’abusante? In questo articolo analizzeremo i processi psicologico sottesi a questa “scelta”.

Diversi modelli per spiegare perché una donna maltrattata continua nella relazione violenta

Sono molte le teorie che hanno tentato di spiegare l’origine e il mantenimento della violenza contro le donne nella relazione intima. Tra questi spiccano: la teoria del ciclo della violenza di Walker, la teoria dell'impotenza appresa di Seligman, la teoria dell'unione traumatica di Dutton e Painter, il modello ambientale di Foa e dei suoi collaboratori e, infine, il modello esplicativo del processo di abuso di Landenburger. Nessuna di queste teorie da sola è in grado di spiegare perché una donna maltrattata continua ad avere una relazione con il suo aguzzino. 

Si rende quindi necessario tenere conto integrare le diverse teorie. La teoria che vedremo qui è chiamata modello esplicativo del processo di abuso ed è stata proposta da Landenburger nel 1989. Questo modello cerca di spiegare il mantenimento e la permanenza delle donne in relazioni violente.

Basandosi su una ricerca condotta con donne che hanno subito abusi, Landenburger propone un modello per comprendere il processo dell'abuso dall'inizio della relazione fino al suo abbandono e al recupero della donna. L'autore ha individuato quattro fasi per descrivere questo processo: 

 

 

1. UNIONE: la prima fase, riguarda lo sviluppo iniziale della relazione e l'inizio dell'abuso, soprattutto psicologico. In questa fase gli aspetti positivi prevalgono su quelli negativi, poiché la donna ha il desiderio e le aspettative di una relazione d'amore. In questo modo i segnali di pericolo vengono ignorati. La donna si impegna a mantenere felice il suo partner e sente che se riesce a fare tutto bene, i problemi scompariranno, credendo che sia lei a causare la violenza e, quindi, che sia sotto il suo controllo. Già in questa prima fase la donna comincia a dubitare della normalità della situazione e pensa di abbandonare il partner, ma non fa progetti concreti per portare a termine la separazione.

 

2. RESISTENZA o PERMANENZA: in questa seconda fase prevale la rassegnazione, poiché la donna sente di doversi adattare all'abuso. In questa fase gli abusi aumentano, spesso iniziando anche con abusi fisici. Durante questa fase la donna continua a pensare che la colpa sia sua. Inoltre, si sente di aver investito così tanto nella relazione che vuoi credere al  partner quando afferma che non accadrà più. Allo stesso modo, durante questa fase la donna si ritira sempre più, sviluppando sentimenti di inutilità e perdendo la speranza che la situazione migliori. Si sente intrappolata in una relazione dalla quale crede di non poter uscire, ha paura di restare e di non sopravvivere. Anche la mancanza di indipendenza economica e la presenza dei figli a far desistere. 

 

3. DISIMPEGNO: durante la terza fase, la donna comincia a identificarsi con altre donne in una situazione simile e può ora dare un nome a ciò che le sta accadendo, prendendo consapevolezza che la violenza non è normale. Prova a cercare aiuto e trova persone che la supportino. In questa fase c'è ancora il conflitto tra essere fedeli al proprio partner e abbandonarlo per sopravvivere. Compaiono anche sentimenti di rabbia verso se stessa ed partner, mescolati alla paura permanentemente presente. È questa rabbia che permette alla donna di mobilitarsi e di abbandonare la relazione. Questo è un processo che può richiedere diversi tentativi prima di essere portato a termine con successo. Questo fatto è stato confermato in diversi studi che hanno scoperto che una donna può ritornare nella relazione violenta molte volte prima di porla definitivamente.

 

4. RECUPERO: nella quarta fase avviene la separazione definitiva dall’abusante. Questo però non significa che la violenza finirà. Diversi studi hanno rilevato che la violenza è spesso maggiore e più grave tra le donne che si sono separate dal proprio partner rispetto a quelle che rimangono nella relazione. Questa fase si estende dal periodo di adattamento iniziale fino a quando la donna riacquista l'equilibrio nella sua vita. La donna si concentra sui bisogni di cibo, riparo e sicurezza e deve imparare a non contare sul partner. Allo stesso tempo, deve attraversare un periodo di lutto e cercare un nuovo significato nella sua vita. Cerca di capire cosa ti ha fatto il tuo partner e cerca spiegazioni sui motivi che ti hanno fatto rimanere nella relazione per tutto quel tempo.

 

Va notato che la separazione tra queste fasi non è sempre chiara, poiché non risponde a un processo lineare e le donne possono andare avanti e indietro tra queste fasi.

Come ho detto all’inizio di questo articolo, sono molti gli autori che hanno cercato di spiegare l’origine e/o il mantenimento della violenza nella coppia attraverso vari modelli. Sebbene tutti i modelli proposti abbiano prove scientifiche della loro validità, non sono da soli in grado di spiegare tutti gli aspetti che la violenza di genere copre. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che la violenza di genere è un fenomeno complesso, nella cui origine e mantenimento concorrono fattori personali, sociali e culturali. Esiste anche una forma di violenza indiretta, che può avere un grande effetto anche sulle donne quando si tratta di prendere la decisione di continuare una relazione. Si tratta del gaslighting (leggi qui), una tipologia di abuso psicologico di cui si comincia a parlare solo negli ultimi anni.

Lo sradicamento della violenza subita dalle donne richiede lo sforzo congiunto di tutti i poteri pubblici e della società che respinge frontalmente ogni forma di discriminazione che non rispetti il libero sviluppo personale in condizioni di uguaglianza tra uomini e donne.

 

Lascia che ti dica che, sei vittima di abuso puoi contattare il 1522, Numero AntiViolenza e Stalking, o rivolgerti presso un centro di supporto psicologico e legale dedicato a questo tema presente nella tua città ("VOCEDonna Pordenone").

 

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Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta. © Riproduzione vietata.