ANALISI TRANSAZIONALE:

Sviluppato da Eric Berne è un approccio terapeutico ad orientamento umanistico che pone al centro la persona come protagonista, con i suoi vissuti e personali significati. I principi fondamentali dell’AT sono 3: 

  1. Ognuno è OK.
  2. Ognuno ha la capacità di pensare.
  3. Ognuno decide il proprio destino e le decisioni possono essere cambiate.

La relazione terapeutica è paritaria, il linguaggio usato è schietto, semplice e comprensibile a chiunque senza troppi tecnicismi, rispettoso del cliente e privo di giudizio. Il paziente è sempre libero di fare le scelte che ritiene più opportune ed è co-responsabile del raggiungimento dell’obiettivo prestabilito.

La personalità è il frutto di decisioni che ciascuno prende entro i primi 7 anni di vita sotto l'influenza dei genitori e in riposta all'ambiente. Tali decisioni vengono prese in un periodo di vita in cui si hanno capacità cognitive ed emotive limitate ed una ridotta comprensione della realtà e vanno a formare il "copione di vita" tipico della persona. In sostanza durante l’infanzia decidiamo di tracciare una strada per la nostra vita, che in quel momento rappresenta la scelta più funzionale alla sopravvivenza fisica ed emotiva. Le convinzioni maturate e gli atteggiamenti adottati nel là-e-allora divengono parte integrante del nostro modo adulto di essere, di percepire noi stessi e le nostre relazioni con gli altri. Da grandi tendiamo a mantenere le stesse strategie infantili come se recitassimo in un’opera teatrale in cui i ruoli ed il finale sono già scritti. Manteniamo schemi di pensiero e di comportamento familiari seppur si rivelino limitanti, inadeguati e dolorosi nel qui-e-ora. La personalità è suddivisa in 3 Stati dell'Io: Genitore, Adulto e Bambino. All'interno del Bambino e del Genitore sono interiorizzati sia valori e messaggi utili che convinzioni limitanti:

 

  • Nel Bambino i divieti: Non fare niente, Non riuscire, Non pensare, Non sentire, Non essere importante, Non far parte, Non entrare in intimità, Non essere un bambino, Non crescere, Non essere te stesso, Non stare bene.
  • Nel Genitore le spinte: Sforzati, Sbrigati, Sii forte, Sii perfetto, Compiaci

 

Il disagio è dovuto alla contaminazione dello Stato dell'Io Adulto da parte dei messaggi contenuti in G. e/o B. La persona anziché rispondere dall’A in modo coerente al qui e ora ripropone inconsapevolmente modalità del passato come sotto effetto di un elastico temporale. Usa modi di agire, sentire e pensare tipici delle figure genitoriali interiorizzate e/o di quando era bambino. Fare terapia significa diventare consapevoli dei propri contenuti psichici e dei processi con cui agiamo per andare a modificare ciò che non è più funzionale. Gli schemi mentali influenzano anche l’andamento delle nostre relazioni: ci portano ad assumere ruoli stereotipati, ad attuare dinamiche (transazioni) e giochi psicologici dall'esito spiacevole. Molti sono i processi che ci portano a riconfermare le decisioni infantili e ad impedire la fuoriuscita dal “copione” limitante. L’obiettivo della terapia è "ridecidere" con la consapevolezza del presente quali aspetti di sé mantenere e quali modificare. Il ruolo del terapeuta non è quello di "curare" ma aiutare la persona a rimettere in moto il proprio potenziale “auto-curativo” e riconquistare l'autonomia.