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La crisi di identità

Può succedere di sentirsi persi con il procedere degli anni e di non riconoscersi più nella vita che si conduce giorno dopo giorno. Accade che i doveri, gli impegni e la routine prendano il sopravvento ed un giorno ci si guardi allo specchio e non si abbia una chiara idea di se stessi. L'immagine riflessa non corrisponde più a chi si era in passato e si faccia fatica a ritrovarsi in quegli occhi che ci guardano. Da ragazzi avevamo sogni ed obiettivi da realizzare ma poi si sono fatti dei compromessi o ci si è dimenticati di dove si voleva andare sotto il peso degli eventi e della rassicurante quotidianità.

Man mano che cresciamo e passiamo dall'essere bambini ad adolescenti e poi adulti impariamo a riconoscere ciò di cui abbiamo bisogno, ciò che ci piace e ciò che non sopportiamo: ciò che ci identifica come persone. Ma la vita adulta è travolgente con i suoi ritmi e ci spinge ad andare sempre avanti talvolta facendoci dimenticare chi siamo e dove stiamo andando. Un giorno ci fermiamo e guardandoci intorno potremmo arrivare a chiederci: “Che sto facendo? Come sono arrivato qui?" e soprattutto "Chi sono diventato?”, “Che ne ho fatto dei miei sogni e dei miei bisogni?

Queste domande sono abbastanza comuni tra quelle persone che hanno rinunciato ai propri sogni per portare avanti l'azienda di famiglia, scegliere un lavoro "sicuro" caldamente spinti dai genitori quando ancora troppo giovani per capire cosa fare di se stessi o poco capaci di contrastarli per affermare il proprio volere, tra chi si è adattato ad un lavoro immediatamente disponibile piuttosto che trovare il coraggio di persistere per quello che sentiva più calzante ed in linea con le proprie potenzialità. Può accadere anche ad una madre che sceglie all'inizio di fare la casalinga per dedicarsi interamente alla crescita dei figli. Se all’inizio vederli attraversare ogni fase dello sviluppo, educarli, prendersene cura e sostenerli rappresentava il suo bisogno primario alla lunga può percepire un senso di alienazione nonostante l’amore per la prole. Può sentire di aver trascurato se stessa: il suo essere donna, amica, lavoratrice...

Lo stesso può accadere alla persona che per molti anni ha ricoperto un’unica posizione lavorativa senza poter accrescere nuove competenze professionali, senza potersi mettere alla prova con nuovi compiti. Si può sentire intrappolata in un lavoro che non ama o semplicemente che non apprezza più. 

Ma tale crisi può riguardare anche i sentimenti verso il partner con cui si ha una relazione stanca da molto tempo o quando si avverte noia nel gruppo di amici d'infanzia per i soliti discorsi o perché le attività ed i luoghi che si condividono e si frequentano sono sempre gli stessi... ecco che "abbiamo sempre fatto così"" e "ti è sempre andato bene" non sono bastano più come scuse per reprimere la voglia di novità.

Queste sono solo alcuni situazioni che possono portarci a non riconoscerci più, a farci sentire immobili e persi, senza una chiara direzione. Con gli anni ognuno di noi cambia senza accorgersene un poco alla volta e ciò che è stato scelto nel passato va rivisto, riconfermato e cambiato per essere più aderente al se attuale.

Investire tutte le risorse solo per assolvere ad un unico ruolo così come iper-adattarsi per anni può essere fonte di disagio quando emergono nuovi bisogni o si ricontattano vecchie ambizioni trascurate. Questo disagio compare quando tutti i giorni sembrano uguali: ad un tratto ci si può chiedere che fina abbiano fatto i proprie necessità, le proprie speranze giovanili e come mai si sia smesso di intraprendere quel percorso verso la realizzazione degli obiettivi originali.

Il disagio rappresenta uno stimolo che la parte più profonda della psiche invia affinché si possa riprendere quel percorso di sviluppo personale da troppo tempo tralasciato per soccombere sotto una apparentemente comoda e rassicurante routine priva di stimoli nuovi.

E’ l’occasione per guardare a chi si era e chi si è diventati, al cammino fatto e soprattutto per considerare una nuova direzione,  fare qualche cambiamento più o meno significativo sulla base delle attuali esigenze personali. La domanda da porsi è: “Di cosa ho bisogno oggi? Quali cambiamenti ho necessità di fare per vivere la vita a pieno e in modo soddisfacente per me?”. Si sa che qualsiasi cambiamento implica l’assunzione di qualche rischio in più.

Ci sono persone che si adattano agli altri, alle loro scelte ed opinioni, a tal punto da perdere il focus su se stesse. Smettono di pensare e di ascoltarsi e si ritrovano a non sapere più che cosa vogliono. Seguono la moda, le scelte del partner, le abitudini degli amici, acquistano un'automobile perché è una scelta popolare e partecipano ad attività e discorsi che non amano particolarmente ma che permettono loro di essere parte integrante di un gruppo. Sono persone che smettono di prendere decisioni per se stesse e lasciano che siano gli altri a prenderle al posto loro. Si fanno trascinare dagli eventi e dagli altri senza assumersi alcuna responsabilità per le scelte che le riguardano siano piccole o grandi.

Col tempo la compiacenza può rendere una persona depressa, ansiosa, incapace di decidere per se stessa, di dare ascolto alle proprie necessità. Alla lunga può sentirsi impotente, senza speranza, in gabbia e disconnessa da se stessa.

Non è raro sentirsi combattuti tra la vita familiare e la vita che si desidera vivere nel profondo. Quando si ha la sensazione di non sapere più chi è si deve trovare un modo per mettere assieme gli impegni della vita familiare e/o lavorativa con le proprie passioni. Non c'è motivo per cui non sia possibile avere cura sia dei doveri che delle proprie passioni: si può avere il tempo per entrambi gli aspetti con una buona strutturazione del tempo a disposizione. 

Ad esempio chiedendo la disponibilità dei familiari affinché ci si possa dedicare del tempo per se, anche fosse una volta a settimana o ogni giorno per un corso d’arte, di fotografia, di ginnastica, per leggere un libro, fare una passeggiata o frequentare un corso di formazione rimasto incompiuto nel cassetto. Qualsiasi cosa possa aiutare a. riconnettersi con se stessi e sentisi vivi non va affatto sottovalutata. Indipendentemente dal tipo di attività che si sente di voler fare è fondamentale sia fatta solo per se stessi, nessun altro, perché solo così sarà fonte di soddisfazione e gioia. Si tratta di modifiche essenziali per essere una persona integrata, sana psichicamente ed emotivamente.

Di fronte all’esigenza di apportate qualche cambiamento può succedere che la famiglia faccia resistenza e non riesca a capire le nuove esigenze e tutto ciò che può modificare l’assetto attuale. E’ normale che con l'avanzare dell’età arrivi un momento in cui si senta l’esigenza di fare dei cambiamenti sulla base di nuovi desideri emersi grazie al disagio percepito. Questa necessità personale può non essere compresa da partner, familiari ed amici.

 

Come fare a ritrovare se stessi?

Di seguito alcuni suggerimenti possono aiutarti a promuovere una migliore percezione di chi sei, di cosa desideri ed aumentare la consapevolezza di te stesso.

 

1. Impara a capire te stesso: fai un elenco di 5 cose che ti piacciono. Il tuo colore preferito, il cibo, il sapore, il film, il libro, il fiore, il gelato, il viaggio… Ogni settimana crea un nuovo elenco delle tue preferenze con l'obiettivo di aggiungere più cose al tuo elenco. Potresti aggiungere il gioco preferito durante l'infanzia, gli hobby, le tue opinioni politiche, i tuoi valori personali, i luoghi di vacanza visitati e quelle ancora da visitare… e tutte quelle cose che ti interessano di più e ti definiscono come persona. Col tempo, avrai un elenco completo delle cose che ti piacciono e inizierai a riconoscere chi sei come persona.

2. Fantastica: permettiti di fare degli sogni ad occhi aperti su te stesso al futuro senza censurati, senza razionalizzare dicendoti che i tuoi sogni non possono essere realizzati. Le tue fantasie potranno anche essere un pò esagerate ed assurde ma contengono degli elementi che ti rappresentato e che possono essere inseriti in obiettivi concreti e realistici. Lascia spazio al pensiero libero di quella parte infantile censurata.

3. Ascolta la tua mente e il tuo corpo: è essenziale essere in contatto con i propri sentimenti e comprendere i segnali fisici; questo ti aiuterà a sviluppare una consapevolezza di ciò che ti fa star bene e di cosa ti crea disagio. La tua mente e il tuo corpo possono dirti molto sui tuoi pensieri ed i tuoi interessi. Quando fai esperienze, quando esci, quando fai attività, quando ti relazioni con le persone presta attenzione a come ti senti. Gli eventi sportivi ti fanno sentire felice o teso? Preferisci i film che ti fanno ridere o piangere? Se presti attenzione ai tuoi sentimenti e alle tue reazioni inizierai a sviluppare una connessione più profonda con la tua mente e il tuo corpo. Anche l'ansia è una bussola, non una tua nemica da zittire.

4. Sviluppa capacità decisionali: se lasci che gli altri dettino il corso della tua vita col tempo perderai la capacità di prendere decisioni per te stesso. La capacità decisionale è un'abilità che si sviluppa nel tempo esattamente come con i muscoli da allenare in palestra. La tua capacità decisionale deve essere flessibile e ben sviluppata per rimanere forte ed in forma per riuscire a definirti e mettere confini sani tra se e gli altri. Se ti senti in ansia al pensiero di prendere una decisione inizia lentamente. Dai suggerimenti su dove ti piacerebbe andare a cena quando sei con gli amici o con la tua famiglia, suggerisci il tema per una conversazione e permettiti di cambiare discorso se ti annoia ciò di cui si sta parlando. Discuti con il tuo partner sul dove vorresti andare in vacanza ed altre piccole questioni quotidiane. Ad esempio quando fai la spesa scegli uno o due alimenti tra i tuoi preferiti piuttosto che prediligere quelli che soddisfano gli altri. Se il tuo migliore amico ti chiede di andare al cinema permettiti di scegliere il titolo del film e l’orario dello spettacolo in base alle tue preferenze. Queste semplici scelte sono all'ordine del giorno per molte persone ma altre non se lo permettono per assecondare gli altri. Non dimenticare di comunicare ciò che vuoi tu. Riprendi il contatto con te stesso e con le tue capacità decisionali. Hai una voce con la quale puoi esprimere ciò che desideri per te stesso ed anche se non la usi da un pò non temere di esprimerti o di non essere ascoltato.

5. Riprendi il controllo: dopo che avrà iniziato a sviluppare attenzione verso i tuoi interessi e ti sarai abituato a prendere piccole decisioni il passo successivo sarà quello di pianificare attività nell’ottica della pro-attività. Prendi l’iniziativa: segna sul calendario le attività che hai intenzione di fare e non dimenticarti di realizzarle. Invitare un amico ad uscire, fare una passeggiata ogni giorno alla stessa ora… Rendi la tua vita più leggera e piacevole, goditi le cose che amici fare e non perdere il contato con la parte più profonda e vera di te. Nessuno dovrebbe attraversare la vita sentendosi lontano da se stesso, senza uno scopo. Esci, esplora, conosci, assapora e vivi.

 

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Leggi anche "la crisi di mezza età", "le fasi della vita" e  "le tappe dello sviluppo psicosociale" e ancora "bisogni e crescita personale".


Autore: Dott. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta, Ipnoterapeuta, Analista Transazionale.

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