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Autostima e fiducia in se stessi.

Molti fattori influenzano lo sviluppo della fiducia in se stessi. L'atteggiamento dei genitori è cruciale per i sentimenti che un bambino nutre verso se stesso in particolare nei primi anni di vita.

Quando i genitori forniscono al loro piccolo esperienze di accettazione incondizionata rispetto alle sue attitudini, preferenze e peculiarità lo aiutano a crearsi una solida base per i buoni sentimenti circa se stesso. 

Se uno o entrambi i genitori invece sono eccessivamente critici o esigenti oppure sono iperprotettivi e scoraggiano la sua indipendenza, il bambino può arrivare a credere di essere incapace, inadeguato o inferiore agli altri. 

Tuttavia, se i genitori incoraggiano un bambino verso l’autosufficienza, accettandolo e amandolo quando commette un errore, imparerà ad accettarsi, valorizzarsi, a credere in se.

La mancanza di fiducia in se stessi non è quindi necessariamente correlata alla mancanza di capacità. Spesso è il risultato di elevate aspettative che la persona ha su di sé o degli standard non realistici che persegue confrontandosi con i genitori, gli altri e la società.

La fiducia che la persona nutre verso se stessa può essere migliorata grazie alle relazioni positive che si intrattengono da adulti. Le esperienza di vita, i traguardi conquistati e le sfide superate possono aiutare a migliorare ed acquisire quella quota di fiducia che non la persona “fragile” non ha potuto sviluppare in tenera età. Ciò significa che l’idea che si ha di se stessi può essere sfidata, non è immutabile, ma può accrescere col tempo e le esperienze di successo. I sentimenti verso se stessi possono essere plasmati e contribuire a strutturare una solida autostima.

C’è dunque una differenza tra fiducia in se stessi ed autostima. 

La fiducia in se stessi è la consapevolezza di avere delle capacità, competenze e risorse, che possono essere usate per avere successo in qualche area della vita, in qualche progetto (lavoro, studio, sport, associazionismo…) o impresa.

L’autostima riguarda invece i sentimenti di amore e rispetto che la persona ha verso se stessa, il sentisti utile e di valore, indipendentemente dal successo o del fallimento, dagli gli alti e bassi della vita. Quest’ultima riguarda i valori e le convinzioni che la persona possiede in se e che ne definiscono il valore in quando persona al di la dei risultati e dei successi ottenuti.

In sintesi la fiducia è riconoscersi capacità, ovvero il “sapere e il saper fare”, mentre l’autostima è l’amore vero se, ovvero “l’essere” indipendentemente dall’esito del fare, dalle abilità e conoscenze. Autostima significa “sono ok così”.

Una sana autostima non dipende dal successo; nella vita ci sono sempre degli insuccessi e delle frustrazioni da affrontare. Possedere una buona autostima significa mantenere inalterata una buona idea di se stessi, piacersi per ciò che si è e non per quello che si riesce a ottenere o non ottenere mettendosi alla prova.

Di fronte ad un fallimento o un evento negativo chi possiede una bassa autistima, invece di ricercare nuove soluzioni o strategie facendo leva sulla fiducia nelle proprie intrinseche risorse, può invece sperimentare emozioni negative come la disperazione, lo sconforto, la tristezza, l’angoscia, il senso di impotenza e reagire in modo passivo alla situazione anziché proattivo.

Un' immagine di se altamente negativa può trasformare questa emotività in disturbo depressivo, aggressività e rabbia malsana. 

Più le emozioni negative diventano malsane e più possono interferire con la capacità di pensare chiaramente ed individuare comportamenti costruttivi per gestire quella difficile situazione. 

La vita di tutti i giorni offre sfide alla fiducia, alle proprie capacità oltre che all’autostima.

Ogni persona è chiamata nel corso della propria esistenza ad affinare il proprio “io” imparando a superare fallimenti ed esperienze dolorose.

La fiducia in se stessi e l'autostima positiva sono dimensioni che si possono apprendere e migliorare. 

Costruirsi una buona autostima e avere fiducia in se stessi implica rompere vecchie abitudini per sviluppare nuovi modi di pensare nei propri confronti (immagine di se) e adottare comportamenti più produttivi e meno passivi. 

L’abitudine più importante da spezzare è quella relativa al pensiero negativo;  il pessimismo solitamente è piuttosto radicato nella mente e molti erroneamente ritengono che questo modo di pensare sia immutabile. Al contrario, si può imparare a riconoscere e gestire i propri pensieri negativi ed ottenere un effetto positivo diretto sulla propria autostima. 

Di seguito riporto 5 suggerimenti su come iniziare a lavorare per migliorare la propria autostima e diventare più sicuri di se:

 

  1. Smetti di giudicarti per ciò che ti succede nella vita: evita di basare la fiducia che hai in te sulla base degli accadimenti esterni. Possiedi qualità e capacita intrinseche di cui forse non sei consapevole ma che se inizierai intravedere e riconoscerti potrai usare sapientemente. 
  2. Perdona te stesso e gli altri per gli errori del passato. Evita di fare collezioni di vecchi rancori. Ciò richiede molto tempo ed energia che potresti usare in modi più produttivi.
  3. Impara a pensare in modo diverso. Quando cadi nell'autocritica e nei pensieri negativi annotali e trasformali in pensieri positivi.
  4. Stabilisci gli obiettivi sulla base di ciò che puoi realizzare realisticamente, quindi lavora passo dopo passo per sviluppare il tuo potenziale.
  5. Enfatizza i tuoi punti di forza. Concentrati su ciò che puoi fare piuttosto che su ciò che non puoi.

 

Tieni presente che la fiducia in se stessi e la disistima sono apprese, non ereditate ne permanenti ed immutabili, e che  si possono sempre sviluppare ed essere efficacemente facilitate dalle esperienze di vita fuori zona confort e dalla psicoterapia.

 

 

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