Psicologia in famiglia: come essere un buon padre.

Oggi, sempre più papà sono consci di dover avere un ruolo attivo nell’educazione e nella formazione dei propri figli. Rispetto ai tempi passati, in cui questi aspetti erano delegati totalmente alla madre, i papà sono più attenti ed amorevoli verso i figli. E’ attraverso il modellamento offerto da entrambe le figure genitoriali che si strutturano personalità e competenze relazionali degli adulti di domani. 

Vediamo quali sono gli atteggiamenti preferibili che un padre ha bisogno di tenere a mente per svolgere in modo ottimale il proprio ruolo educativo.

 

Essere amorevole ed incoraggiante: anziché criticare un figlio, dirgli cosa deve fare, consigliare, ammonire o spaventare con le minacce. Il compito di un genitore non è dare consigli, decidere al posto del figlio o indicargli una direzione da prendere; il suo ruolo è quello di ascoltare, comprendere ed aiutarlo affinché trovi la sua strada e faccia le sue scelte. Tale ascolto deve essere privo di giudizio o condanna. E’ importante aiutare il figlio a capire di cosa ha bisogno per sentirsi soddisfatto e felice. In questo un padre deve sapere rispettare il “sentire” del proprio bambino e riconoscere che, a mano a mano che diventa grande, è in grado di decidere per se stesso in autonomia. In tal modo imparerà ad essere responsabile delle proprie scelte di vita. Ascoltare un figlio e permettergli di fare a modo suo non significa essere sempre d’accordo con ciò che egli decide ma dagli l’opportunità di sperimentarsi sentendosi accolto e incoraggiato a prescindere dall’esito delle sue scelte. Un figlio ha bisogno di sentire che è rispettato e riconosciuto come essere umano. Certamente l’inesperienza dovuta alla giovane età lo porterà a commettere degli errori ma fintanto che c'è una comunicazione aperta sarà possibile accertarsi che sia sufficientemente al sicuro durante il suo processo di sperimentazione nel mondo. Un buon padre dunque deve essere disponibile ad accogliere il punto di vista del bambino e saper ascoltare con mentalità aperta, incoraggiando la libera espressione delle sue idee. Dovrà evitare di interrompere, discutere o convincente il figlio a fare secondo il modo dei “grandi”. Solo attraverso l’ascolto ed il dialogo si potrà lavorare insieme per trovare soluzioni ragionevoli che tengano conto di tutte le necessità e posizioni.

Educa con amore: tutti i bambini hanno bisogno di regole e di disciplina ma non sotto forma di punizioni. E’ necessario fissare dei limiti ragionevoli a ciò che un figlio può e non può fare dando spiegazioni sulle conseguenze delle azioni affinché possa comprendere, il relazione alle sua età, il motivo di tali regole. E’ utile anche fornire ricompense significative quando si comporta bene. Quando commettere un errore è fondamentale sottolineare solo i comportamenti inappropriati e non sminuire tutta la persona. Ad esempio: “Ti voglio bene (riconoscimento all’ESSERE persona Ok) anche se questo comportamento non mi è piaciuto (rimando negativo sul “FARE”) poiché …”. Un padre gode di maggior rispetto e stima da parte del figlio quando mette regole condivise con lui/lei, si prende il tempo di spiegargli con calma le ragioni dei limiti che richiede rispetto a quel genitore che impone il proprio volere con le minacce verbali o la forza fisica.

Rispetta la madre dei suoi figli: fare scelte educative condivise, definire permessi e divieti con la partner e supportarla nella messa in pratica di quanto stabilito assieme. Ciò permettere  non solo di educare con coerenza ma anche di preservare l’armonia di coppia. Anche qualora il matrimonio andasse in contro ad una crisi o i due genitori decidessero di separarsi è fondamentale ricordarsi che si è comunque ancora una coppia di genitori. Si può non essere più una coppia di partner ma non si smette di essere figure educative. Quando la coppia scoppia è necessario continuare a supportarsi al di la della rabbia evitando che paghino i figli il prezzo delle incomprensioni o del conflitto di coppia. La figura materna va supportata in ogni caso per creare una linea educativa coerente. Un padre e una madre che si rispettano e forniscono regole ed atteggiamenti educativi condivisi forniscono un ambiente sicuro per i bambini. Quando i bambini vedono i loro genitori rispettarsi l’un l'altro, anche se non sono più una coppia, hanno maggiori probabilità di sentirsi accettati e rispettati e imparino ad essere dei futuri partner capaci di rispetto. Viceversa accade che un figlio possa essere tirato in mezzo ai litigi tra i partner, che una figura screditi apertamente l’altra, i suoi modi di agire e metta in discussione le richieste fatte al figlio; quest’ultimo si trova in una situazione caotica tra richieste contrapposte e, nei casi limite, viene invitato ingiustamente a schierasi nella battaglia legale tra ex. Un buon padre ha stima per la madre dei propri figli anche quando la relazione d’amore dovesse fallire.

Trova del tempo per condividere momenti esclusivi col figlio: un buon padre, malgrado gli impegni di lavoro e personali, sa trovare del tempo di qualità da trascorre coi suoi figli. Un padre può sentire tanto amore per il proprio bambino ma deve trovate del tempo per dichiararglielo e condividere dei bei momenti evitando che si senta trascurato e maturi l’idea di non essere abbastanza amabile per destare il suo interesse. Trovare del tempo per un bambino significa sacrificare quello destinato ad altre cose; è essenziale avere dei momenti per giocare assieme, per poterlo accompagnare alle attività sportive e ricreative in modo da essere partecipe della sua gioia quando ha successo e poterlo consolare quando fallisce. La condivisione di nuove esperienze padre-figlio aiuterà a consolidare la relazione. Bisogna cercare di ricreare momenti esclusivi con ciascun figlio nei quali potergli raccontargli degli aneddoti personali oltre che tramandare abitudini e vicissitudini che riguardano la storia della famiglia. E’ necessario farlo poiché un figlio cresce in fretta e le fasi della sua crescita non tornano più. Le opportunità perse sono perdute per sempre.

Prima ascolta, poi parla: troppo spesso le uniche occasioni in cui un padre parla ai suoi figli è quando si trovano nei guai ecco perché molti bambini si preoccupano quando la loro mamma dice loro che papà ha bisogno di parlargli. Bisogna quotidianamente impegnarsi a costruire una relazione padre-figlio basata sul piacere di stare assieme più che sulla paura. Fondamentale sono le occasioni per stare soli assieme ad ascoltare i suoi bisogni, le sue problematiche di bambino, le sue paure e fantasie. L’ascolto lo aiuta a sentirsi rispettato e capito.

 

Sii un modello di ruolo: un padre è un modello di identificazione positiva per un figlio maschio.  Un ragazzo può apprendere dal padre ad essere una figura maschile sana e solida, autorevole, onesta e responsabile. Una ragazza che trascorre del tempo con un padre amorevole, che le da ascolto e la rispetta impara a ricercare da adulta relazioni intime basate sul rispetto e la complicità. 

 

Sii un insegnate: un padre può essere, con la sua esperienza, un buon insegnate per un figlio. Portando i propri esempi di vita vissuta può aiutare un figlio a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato, quali valori perseguire, quali sono le scelte sane, il senso da dare alla vita. Lo può incoraggiare a fare del proprio meglio usando esempi di vita quotidiana affinché il figlio impara a stare al mondo.

 

Mangia insieme, fai famiglia: Condividere un pasto insieme (colazione, pranzo o cena) può essere una parte importante di una vita familiare sana. Oltre a fornire struttura in una giornata impegnativa, offre ai bambini la possibilità di parlare di ciò che stanno facendo e che vogliono fare. È anche un buon momento per un padre per ascoltare. Soprattutto, è un momento per la famiglia di sentirsi unita ogni giorno.

 

Leggi ai tuoi figli: in un mondo in cui la televisione e la tecnologia dominano la vita dei bambini, è importante che i padri facciano lo sforzo di leggere dei libri ai figli. I bambini imparano meglio facendo e leggendo, oltre a guardando ed ascoltare. Si dovrebbe iniziare a leggergli delle fiabe già quando sono piccoli per stimolare la loro fantasia cosi anche quando saranno più grandi saranno abituati a leggere, informarsi, pensare e studiare in autonomia. Anche seguirli nei compiti è importante a patto che li si renda a mano a mano autonomi.

 

Mostra il tuo affetto: i bambini hanno bisogno di sentirsi desiderati, accettati e amati da mamma e papà. Sono alla ricerca di conferme circa la loro importanza ed hanno bisogno di essere visti oltreché sentirsi al centro della attenzioni. Un buon padre fornisce abbracci, coccole e carezze. Anche le carezze verbali positive sono importanti per l’autostima di un bambino: “Ti voglio bene”, “Sei speciale”, “Ti penso sempre quando sono al lavoro”, “Mi manchi quando non sto conte”. Mostrare l’affetto ogni giorno è il modo migliore per far sapere ad un figlio che è amato e desiderato anche quando non si comporta al meglio delle sue possibilità.

 

Il lavoro di un padre non è mai finito anche quando i figli sono cresciuti e sono pronti a lasciare casa. I figli guardano sempre ai padri come ad un modello a cui ispirarsi come ad una figura a cui appoggiarsi se ha rappresentato un modello di saggezza, amore e sostegno incondizionato. Un padre dovrebbe lasciare una impronta positiva, essere fonte di ispirazione per i figli quando saranno diventati genitori, una figura a cui da emulare, a cui ispirarsi ed alla quale somigliare più che essere un uomo burbero, anaffettivo ed assente da cui si vuole prendere le distanze.

 

 

Copyright © 2013-2017 - Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone. 

E' vietata la pubblicazione e la redistribuzione dei contenuti non autorizzata espressamente dall'autore.