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Dal corteggiamento all'intimità di coppia

A prescindere dalla cultura e dal contesto socio-economico di appartenenza negli essere umani si possono identificare a livello non verbale degli atteggiamenti seduttivi comuni; vengono attuati con lo scopo  di  facilitare i legami di coppia. La presenza di questi pattern di comportamento conferma quindi la natura sociale della specie umana al pari di alcune animali che formano legami affettivi per la vita. Si possono identificare nel corteggiamento 5 fasi distinte.

 

1. Flirting: fase del corteggiamento ha lo scopo di informare il potenziale partner che si è disponibili ed interessati. L’intento è di attirare la sua l’attenzione per mezzo di segnali non verbali come la postura, le espressioni del volto, il movimento del corpo nello spazio, l’abbigliamento. Così come un pavone mostra le piume per rendersi “appetibile” anche l’essere umano in questa prima tappa  del corteggiamento articola una serie di gesti che corrisponde ad una sorta di “danza” seduttiva. In termini moderni significa che si sta flirtando con qualcuno.


2. Lettura del linguaggio del corpo: la successiva tappa del processo di corteggiamento è di tipo  osservativa. Lo scopo è identificare segnali positivi e di incoraggiamento nel partner potenziale. Implica notare quelle persone che sono in connessione con noi e stanno rispondendo ai segnali lanciati durante il nostro flirtaggio. Anche questa fase si gioca tutta a livello non verbale.

 

3. Comunicazione verbale: di fronte alriscontro  positivo di qualcuno inizia il primo vero contatto verbale nonostante siano ancora molto presenti atteggiamenti e comportamenti volti ad attrarre l’altro/a. Un semplice messaggio di saluto, usato come primo morbido approccio è sostenuto da un tono della voce, più caldo e basso, ed un ritmo dell’eloquio più lento, hanno un intenzionalità deduttiva e sono nettamente diversi da quelli utilizzati comunemente dalla persona in altri contesti relazionali. Per alcune persone a questo livello si verifica un vero e proprio blocco. Dopo aver inconsciamente inviato messaggi verbali di interessamento, per paura del rifiuto e sfiducia in se, evitano di passare alla fase conversazionale.

 

4. Contatto fisico: la quarta fase di corteggiamento inizia con i primi innocenti ed accidentali  contatti fisici tra le due parti. La stretta vicinanza dei corpi agevola lo sfioramento di mani, braccia e gambe. Se il corteggiato/a permette al corteggiatore di proseguire con questa prima forma di intimità fisica allora ci saranno le basi per una conoscenza a tutto campo. Viceversa se il corteggiato si ritrae significa che sta mettendo una barriera per manca la fiducia: vi sono delle resistenze che possono essere causate da molti fattori.

 

5. Intimità e sessualità: l’ultima fase del corteggiamento comprende dialogo aperto, confidenza e una comunicazione non verbale più intima fatta di coccole, tenersi per mano, baciarsi ed altre manifestazioni di affetto. Quando ci si fa intimi con un’altra persona anche il modo di parlare si fa più dolce e l’atteggiamento è di maggior apertura e disponibilità. Si crea una contatto profondo legato al bisogno di volersi curare dell’altro. L'intimità è un elemento necessario per una relazione di successo. Possiamo definire una relazione intima come un rapporto familiare stretto, affettuoso o amorevole creato con un'altra persona che non necessariamente corrisponde ad un atto sessuale. 

 

Dopo la sua nascita, affinché una relazione possa crescere e consolidarsi è necessario uno sforzo da parte di entrambi i protagonisti per mantenere un livello profondo d’ intimità di coppia. Come poter incrementare questo senso di appartenenza e l’intesa reciproca tra partner? Di seguito alcuni suggerimenti:

 

1. Condivisione dei sentimenti: la comunicazione è la chiave del successo. Per aumentare l’intesa è fondamentale comunicare al partner ciò che si sente “nel cuore”. In particolare si devono poter condividere i sentimenti, esplicitare il modo in cui il partner ci fa sentire ed il contributo positivo che ha la sua presenza nella nostra vita. Riconoscergli/le le cose che è in grado di fare per la coppia e la famiglia anche da un punto di vista pratico senza mai dare nulla per scontato (anche rispetto a cose pratiche come le faccende di casa, le piccole manutenzioni, il pagamento di bollette…). Quando un partner ha un approccio positivo e fiducioso anche l’atro può sentirsi incoraggiato ad esprimere ciò che sente. I partner possono cosi auto-alimentare una spirale positiva che nutre entrambi di affetto. La sensazione di essere amati contribuisce a creare un maggior senso di fiducia ed intimità nei confronti dell’altro.

 

2. Dimostrazioni di affetto: le sole parole però non bastano per aumentare la coesione tra partner: essere rischiano di essere prive di significato o vuote senza azioni concrete che le supportino. E’ importante accompagnare le parole con gesti affettuosi come baci, abbracci, stette di mano, carezze che rinforzino le parole e siano una prova tangibile di ciò che sentiamo per lui/lei. Questi gesti non necessariamente debbono portare al rapporto sessuale. Devono essere date sia carezze verbali sia fisiche per nutrire l’anima e non finalizzate ad ottenere solo un rapporto erotico. Questi gesti devono essere usati per dimostrare amore e dare valorizze al rapporto a due in modo incondizionato, dunque senza necessariamente che ci sia un tornaconto implicito o esplicito. 

 

3. Condivisione schietta: oltre al cuore ed ai sentimenti una reale intimità di coppia passa attraverso la capacità di potersi raccontare apertamente senza sentirsi giudicati da chi ci ascolta. E’ importante poter parlare di tutto anche se non è necessario farlo; ci possono essere anche dei piccoli ed innocenti segreti in una coppia. Ciò che è importante è sentisi accolti e compresi qualora si avesse la necessità di parlare di un argomento delicato, senza paura di essere giudicati, sminuiti o interrotti. In una relazione intima funzionale si deve avere la possibilità di trovare “orecchie disponibili” per trattare preoccupazioni circa l’educazione dei figli, problemi di lavoro o di relazione (con amici, colleghi, suoceri…), difficoltà, desideri ed obiettivi personali. Per fare ciò entrambi devono dimostrarsi aperti ai pareri, ai desideri, alle esigenze ed alle preoccupazioni dell’altro. Ciò non significa essere sempre in accordo ma essere disponibili a trovare un compromesso per il benessere di entrambi e quindi comune. Sminuire l’esistenza di un problema o di un bisogno di un partner può segnare l’inizio di un rapporto basato su rancore e rivendicazioni.

 

4. Mostrarsi vulnerabili: E’ unico modo perché l’altro possa capire cosa stiamo realmente provando. Solo aprendosi possiamo cerare vera intimità ciò implica non aspettarsi che il partner possa capire magicamente o per intuito quello che desideriamo e sentiamo se non siamo schietti. I muri ed i non detti sono un ostacolo insormontabile e generano solo incomprensioni ma esiti favorevoli.

 

5. Comfort e sicurezza: conoscere profondamente il partner attraverso i suoi pensieri, le emozioni, i vissuti del passato ci aiuta a fidarci e a concepire quella persona affidabile. In un rapporto ci si deve sentire a proprio agio e al sicuro. Ciò significa che non c’è spazio per le menzogne ed i tradimenti. Una delusione seppur piccola  che minaccia la fiducia verso l’altro può determinate l’inizio della fine di un rapporto.

 

6. Sessualità: l’affetto non sempre coincide con erotismo ma a volte deve fungere da catalizzatore per fare sesso. Gli uomini tendono a voler essere più vicini o più intimi quando fanno sesso. Le donne al contrario sono attratte sessualmente quando si sentono connesse ed intime col partner. Sono bisogni per entrambi importanti ma con una diversa priorità nei due sessi. Le coppie che hanno una vita sessuale soddisfacente tendono ad essere più felici ed i loro membri si sentono tra loro più enti anche dal punto di vista psicologico.

 

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Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone 

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