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La sindrome di Peter Pan

La sindrome di Peter Pan caratterizza quelle persone che sono incapaci di crescere ed assumersi delle responsabilità in vari ambiti della loro vita: nelle relazioni, sul lavoro, in amore, nella gestione delle finanze e nel controllo degli impulsi. Per far fronte ai problemi di vita dipendono dalle altre persone; rifuggendo dalle responsabilità non imparano a sviluppare le proprie competenze e a fare scelte adulte. 

Si tratta di persone che spesso ricorrono all’uso di sostanze stupefacenti e all’alcol per sfuggire ai problemi e prediligono attività di svago e ricreative tipiche dell’età adolescenziale.  

Questa sindrome è stata descritta per la prima volta dallo psicologo Dan Kiley nel 1983. Seppur non sia riconosciuta come vero e proprio disturbo dalla dall'American Psychiatric Association e non sia codificata nel DSM (manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) presenta caratteristiche ben identificabili.

I Peter Pan:

 

  • Hanno paura di assumersi delle responsabilità e preferiscono delegarle;
  • Vogliono rimanere eterni fanciulli;
  • Hanno una bassa autostima, mancano di fiducia in se stessi;
  • Accusano gli altri dei propri insuccessi;
  • Sono agitati e non riescono a rilassarsi;
  • Manipolano gli altri ed usano i ricatti per ottenere ciò di cui hanno bisogno; 
  • Sperperano il denaro e si indebitano;
  • Sono in difficoltà nell’esprimere sentimenti d’amore;
  • Manifestano esplosioni emotive: come eccessiva rabbia per futili motivi o felicità sotto forma di panico estremo;
  • Sono passivi, mancano di motivazione e determinazione;
  • Non fanno progetti per il futuro, vivono solo il presente senza direzione; 
  • Si sentono frustrati, soli, depressi a causa della loro difficoltà nel costruire rapporti interpersonali e della mancanza di obiettivi e scopi di vita.

 

 

Si tratta di persone che non sono motivate a realizzarsi professionalmente e che prediligono lavori saltuari a tempo determinato. Lavorano quel tanto che serve per pagarsi divertimenti e sfizi.

Hanno difficoltà nel creare e mantenere i rapporti affettivi; cercano piuttosto rapporti casuali senza coinvolgimento emotivo in modo da evitare di fare progetti di coppia come convivenza, matrimonio ed avere figli. Investire in una relazione ufficiale significherebbe abbandonare la libertà tipica dell’età adolescenziale che sta vivendo per diventare un adulto responsabile.

Si tratta spesso di uomini, meno frequentemente donne, che agiscono impulsivamente, sulla base dell’euforia del momento. Amano il rischio piuttosto che ponderare e prediligere attività sicure e fare scelte ragionate e pianificate. Abusano di alcol, droghe e adottano comportamenti rischiosi (sesso non protetto, guida spericolata, risse, violazioni di legge, sport estremi). La versione femminile di Peter Pan è meno soggetta all’uso di droghe ed alcol ma più facilmente adotta comportamenti sessuali promiscui. Le donne sono propense al pettegolezzo verso altre donne con le quali evitano però di rapportarsi.  

I Peter Pan ignorano i problemi piuttosto che affrontarli secondo il principio dell’immediatezza senza valutare gli effetti a lungo termine. Pretendono di soddisfare i propri bisogni nell’immediato e a qualunque prezzo piuttosto che imparare a fare i conti con la frustrazione legata al non poter avere sempre e subito tutto ciò che desiderano. 

Gli uomini sono più inclini a sviluppare questa sindrome da “immaturità cronica” rispetto alla donne; ciò dipende dall’educazione ricevuta e dall’ambiente familiare.

In primo luogo sono cresciuti con genitori permissivi che li hanno coccolati e dato il permesso di ottenere tutto ciò che desideravano nell’immediato senza sperimentare alcuna frustrazione. Il “no” come risposta non era previsto o non veniva mantenuto nel tempo. Hanno quindi sviluppato un senso di diritto al soddisfacimento dei bisogno del proprio ego a costo di protestare ad oltranza per far cedere i genitori. Non hanno dovuto imparare a rinunciare o differire la gratificazione. 

Un’altra fattore determinante nello sviluppo di questa sindrome risiede nel modo in cui i genitori hanno affrontato le problematiche. I bambini imparano attraverso l’osservazione dei comportamenti addottati dai genitori, che fungono da modello, sul come si affrontano i problemi della vita. Peter Pan spesso è vissuto con un genitore che non si è fatto carico di problemi di lavoro e famiglia, che procrastinava la ricerca di soluzioni, era dedito al gioco, all’alcol e non responsabilizza ed incoraggia il figlio a far fronte ai problemi di bambino giustificandolo sempre in quanto "piccolo" (es. nel gestire i litigi coi compagni, a responsabilizzarsi a scuola).

 

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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