I 3 tipi di empatia

L’empatia corrisponde alla capacità di entrare in contatto, in sintonia, con gli altri; ha a che fare con il sapersi mettere nei “panni” altrui per coglierne emozioni, sensazioni, pensieri e punti di vista come se fossero proprie. 

E’ una competenza emotiva che permette di stabilire una relazione profonda con gli altri oltre che una abilità sociale che è possibile sviluppare. E’ inoltre uno strumento di comunicazione fondamentale se si vuole accedere al mondo psico-emotivo di chi ci sta accanto. Implica l’assunzione di un atteggiamento di ascolto e comprensione del prossimo privo di giudizio ed interpretazione.

L’empatia si basa su tre diversi di profondità di contatto col il mondo interno altrui: cognitivo, emotivo-affettivo, compassionevole. Si tratta di 3 peculiari sensibilità empatiche che se mescolare in modo diverso determinano il modo in cui ciascuno entra in risonanza emotiva con le altre persone.

Vediamole nello specifico:

 

 

Empatia cognitiva o prospettica: riguarda la capacità di assumere la prospettiva dell’altro, di guardare alle situazioni, ai fatti, dalla posizione altrui per osservare dal suo punto di vista. E’ una competenza utile soprattutto nel processo di negoziazione dei conflitti, nel processo di decision making ad opera dei manager che debbono trovare delle soluzioni che tengano conto dei bisogni e problemi di tutti i collaboratori di una azienda, di venditori ed oratori. Permette di mettersi nei panni degli altri senza però necessariamente tenere conto di come essi si sentono emotivamente. Si tratta di una forma di “empatia inerente al modo di pensare” e quindi di tipo logico-razionale più che emotivo. Tra le diverse forme di empatia, quella prospettica è la meno profonda in quanto alla comprensione degli stati d’animo altrui non segue un reale desiderio di far scaturire un’azione che sia utile al benessere dell’interlocutore. I narcisisti sono dotati solo di questa forma di empatia che usano per manipolare le persone a proprio vantaggio.

 

Empatia emozionale: riguarda la capacità di cogliere le emozioni provate, il disagio, di una persona. E’ la forma di empatia comunemente conosciuta e che ci permette di capire e sentire le emozioni altrui. E’ una competenza necessaria in coloro che svolgono una professione di aiuto (psicologo, medico, infermiere, assistete sociale… ) poiché permette di rispondere al paziente in modo appropriato ai suoi bisogni emotivi. Essere in contatto con le emozioni altrui può però rappresentare un problema per coloro che si lasciano sopraffare dalle emozioni e non sono in grado di gestirle. E’ necessario una buona conoscenza di se e possedere autocontrollo per evitare la sindrome del burnout, ovvero un esaurimento da sovraccarico emotivo. E’ una forma di vicinanza all’altro molto più profonda di quella logico-razionale; sono coinvolti i neuroni che attivano nei nostri circuiti cerebrali le stesse emozioni che stà vivendo la persona che abbiamo davanti attraverso un processo di rispecchiamento.

 

Empatia compassionevole o preoccupazione empatica: riguarda la capacità di sentisi preoccupati per qualcuno ed allo stesso tempo di essere in grado di offrire aiuto concreto per la soluzione di un problema o per portare conforto. In questa forma di empatia complessa le prime due forme di empatia vista precedentemente si fondono. E’ quindi la forma di empatia più appropriata poiché non solo coincide con la capacità di capire il punto di vista altrui (empatia cognitiva) ma allo stesso tempo di sentisi emotivamente coinvolti rispetto a ciò che l'altro sente come dolore, tristezza, rabbia, paura, gioia (emozionale empatia) senza farsene sopraffare. Tale vicinanza o “giusta distanza” permette di offrire un aiuto concreto affinché l’altro “bisognoso" intraprenda azioni utili a risolvere il suo disagio. Coloro che usano questa forma di empatia sentono il desiderio di prodigarsi per l’altro al fine di alleviare le sue sofferenze e di rendersi utile per il suo benessere. È la forma di empatia più autentica di cui sono dotati gli altruisti.


 

 

Riassumendo, l’empatia cognitiva può essere considerata sub-emozionale poiché basata su una vicinanza funzionale solo alla comprensione logica e cognitiva delle condizioni altrui ma senza coinvolgimento emotivo. Al contrario l’ empatia emotiva è esclusivamente basata sulla comprensione dei sentimenti col forte rischio di essere invasi dal dolore altrui. La terza tipologia coniuga comprensione cognitiva ed emotiva seppur lasciando una sana distanza. Ogni persona possiede un mix delle tre tipologie di sensibilità empatica anche se con una predilezione per una dimensione più che sull’altra.

 

Vedi il video sui "NEURONI SPECCHIO"

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

 Riproduzione, anche parziale, vietata.

 

Condividi sui social: