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Stili di pensiero. Qual è quello vincente? Scopri qual è il tuo!

Ogni persona di fronte ad un problema di vita reagisce in un modo diverso sia dal punto di vista comportamentale sia emotivo. Ciò accade perché ciascuno ha un modo diverso di interpretare gli eventi alla luce dei propri schemi di pensiero e convinzioni inerenti le proprie abilità e risorse interne. Possiamo delineare 5 tipologie di pensiero differente; vediamoli nello specifico:

 

Il pensiero di Pollianna: è tipico di quelle persone che hanno una visione irrealisticamente positiva delle situazioni e svalutano l’importanza e la gravità dei problemi. Li negano e pensano sempre che andrà tutto bene; si concentrano solo sugli elementi positivi di una situazione risultando ciechi rispetto alle possibili conseguenze negative. Non si tratta di una forma di pensiero funzionale poiché negando i problemi si trovano spesso nei guai. In tal modo non si curano di se stesse, non si proteggono. Si tratta di una forma di passività e di evitamento.

 

Il pensiero ansioso: è tipico di quelle persone che si lasciano sopraffare dai pensieri catastrofici. Anticipano problemi inesistenti, drammatizzano. Si immaginano sempre l’esito peggiore possibile. Comunemente è un modo di pensare acquisito nell’infanzia. Si tratta di persone che sono cresciute in un ambiente caotico, ansioso o traumatico. La loro mente è attraversata da immagini spaventose, pensieri confusi che impediscono di mettere bene a fuoco il problema ed agire in modo adeguato. Di conseguenza, i pensatori ansiosi vivono ogni situazione con uno stato di tensione, agitazione ed inutile stress che rende la situazione più problematica di quella che è in realtà.

 

Il pensiero depressivo: è tipico di quelle persone che si sentono sopraffatte dai problemi e dalla vita, impotenti, privi di valore e speranza. Si ritengono incapaci di fronteggiare le incombenze e gli imprevisti. Si disperano e nutrono sentimenti negativi verso di se. Anche questo stile è appreso nell'infanzia e si attiva in situazioni di forte stress. La visione pessimistica di se stessi impedisce loto di cercare soluzioni e fronteggiare un problema. Così anziché avere a che fare solo con la situazione da risolvere fanno anche i conti con le idee svalutanti circa se stesse.

 

Il pensiero vittimistico: tipico di quale persone che attribuiscono agli altri la responsabilità dei loro problemi e della condizione in cui si trovano. Sono convinti che qualcuno o qualcosa stia intenzionalmente cercando di arrecagli danno o dolore. La rabbia che sentono viene quindi proiettata fuori di se, contro la sfortuna, la vita o altre persone ed in tal modo si proteggono evitando di riconoscere di aver fatto scelte poco adeguate. Così, invece di avere a che fare solo con il problema contingente debbono anche combattere contro le “voci nella testa” con cui si convincono di essere oggetto di un complotto ai loro danni. Sono convinti che la loro vita è miserabile e che potranno riscattarsi da tale condizione solo se gli altri cambieranno, che ciò non dipende dalla loro volontà e dunque non possono fare nulla al riguardo.

 

Il pensiero realistico: è tipico di coloro che sono in grado di riconosce l’esistenza di un problema e di analizzarlo senza farsi risucchiare da inutili pensieri (svalutazione della situazione, di sé, disperazione, catastrofizzazione, differimento di responsabilità). Nutrono fiducia nelle proprie competenze ed abilità e quindi ritengono di essere capaci di fronteggiare qualunque situazione. Usano la loro energia mentale, la concentrazione e motivazione in modo funzionale alla soluzione del problema. Accettano la situazione per come si presenta, valutano le opzioni disponibili mediante un brainstorming utile a trovare più soluzioni e scegliere l'opzione migliore. La loro analisi è lucida e realistica; se nulla sembra funzionare cercano l’aiuto di qualcuno per allargare la loro visione  e cogliere quindi altri aspetti e soluzioni. Affrontano i problemi direttamente, evitando di minimizzare, negare o svalutare la realtà, se stessi o di incolpare qualcuno.

 

I primi stili di pensiero descritti lavorano contro di voi quando tentate di risolvere gli inevitabili problemi della vita quotidiana. Vi portano a creare inutili e orribili film catastrofici, demoralizzarvi, farvi sentire dei falliti, persone incapaci, demotivate e senza speranza. In realtà, sono distorsioni cognitive automatiche, reazioni impulsive di una mente ferita che molto probabilmente ha sofferto più volte durante l’infanzia nel crescere in un ambiente familiare disfunzionale, tossico o abusivo. Possono essere il frutto di condizioni acquisite a seguito di fenomeni di bullismo, prese in giro o l’effetto di una perdita traumatica.

Quando questi pensieri automatici si presentano è importante ricordare che non si tratta di valutazioni e percezioni reali ma semplicemente di ciò che la mente è programmata a pensare sotto stress. Si tratta di fenomeni mentali e nulla più. Essendo carichi di emotività, tendono a catturare la vostra attenzione e a indirizzarvi verso in uno stato di trance, paura, disperazione e senso di inettitudine. 

Come recuperare lucidità mentale, affrontare i problemi in modo realistico, quando riconoscete di essere pervasi da pensieri disfunzionali? Ecco alcuni suggerimenti che potete seguire:

  • Concentratevi sulla respirazione alternando ritmicamente profonde inspirazioni ed espirazioni fino a quando la mente si calma;
  • Mettete a fuoco la vostra attenzione concentrandovi sulla vostra esperienza sensoriale del qui e ora: sensazione dei muscoli, del vento sul viso in modo da lasciar andare qualsiasi pensiero inutile;
  • Concentratevi su cose che si possono vedere, udire, annusare, gustare o toccare: come ad esempio la sensazione provocata da un tessuto toccato con la mano. Ripetere l’esperienza sensoriale fino a quando la mente non si è calmata;
  • Visualizzatevi in un luogo dove vi si sentite assolutamente al sicuro e cercate di immaginare tutte le sensazioni piacevoli che vi suscita tale immagina mentale (suoni, odori, percezioni…);

 

Successivamente, quando sarete calmi provate a ripensare e visualizzare il problema per quello che è usando il pensiero realistico.

 

Dr. Maurizio Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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