Il ciclo di elaborazione del tradimento


Quando una coppia si forma i partner definiscono in modo più o meno esplicito i parametri e le regole del rapporto; si può parlare di un vero e proprio contratto che delinea i margini di movimento leciti dei suoi singoli membri. Quando uno dei due decide unilateralmente di trasgredire ad una regola come la fedeltà modifica questo patto danneggiando gravemente un fattore chiave della relazione: la fiducia. 

La persona che subisce il tradimento, quella ferita, diviene sospettosa, ansiosa, insicura e si sente minacciata. La reazione che manifesta è di allarme: da un lato cerca insistentemente di capire come sia potuto accadere dall’altra diviene sospettosa. Affinché non accada nuovamente, inizia a controllare il partner (controlla il telefonino, gli spostamenti, le incongruenze nei racconti, le mail) e dall’altra si distacca affettivamente, diviene meno amorevole, per paura di ridare fiducia ed essere nuovamente ferita. 

Anche la persona che tradisce diviene a suo modo iper-reattivo agli scontri, alle accuse, alle richieste insistenti di informazioni dettagliate. Per cercare di sopravvivere è portata a razionalizzare gli eventi, negare o minimizzare la gravità del proprio comportamento, deresponsabilizzarsi accusando l’altro. La situazione diviene senza sbocchi, si attorciglia sempre più sino a che il tradito diviene sempre meno disponibile alla riconciliazione ed il traditore sentendosi in colpa ed incapace di rimediare giunge a fare i bagagli e porre fine al rapporto.

Di fronte al tradimento della fiducia, alla violazione del contratto di coppia, si può innescare un ciclo negativo del tipo:



La persona A: Mente.

La persona B: Scopre l’inganno e si sente terribilmente ferita, triste e arrabbiata.


La persona A: nega, si difende, razionalizza e si scusa.

La persona B: non si fida delle risposte, delle spiegazioni di A e così inizia ad investigare, sorvegliare.


La persona A: sentendosi in colpa si sforza di compensare l’inganno con rassicurazioni e maggior presenza ma si sente sotto controllo.

La persona B: è troppo in ansia e sfiduciata per poter perdonare.


La persona A: si allontana a causa del pressing;

La persona B: considera l’allontanamento come conferma dei suoi sospetti;


La persona A: si sente sulla corda per tutto il tempo e ha la sensazione di non andare da nessuna parte.


A questo punto spesso la rabbia irrisolta, il dolore e la spirale delle incomprensioni allontana irrimediabilmente i due. La separazione lascia il posto al sollievo, all’elaborazione  e comprensione dell’accaduto. Alla ripresa dalla delusione segue la possibilità di riaprirsi all’amore e dare nuovamente fiducia in successivo rapporto con un partner differente.

Se, tuttavia, la coppia decide di rimanere unita, i partner devono impegnarsi a ristabilire una comunicazione schietta, anche se dolorosa, sui motivi che hanno portato alla frattura per avviare un processo di guarigione. Spesso questa elaborazione viene fatto da soli ma può essere agevolato attraverso un intervento professionale che aiuta a far uscire definitamente i partner dalla spirale di rivendicazioni ed accuse reciproche. 

Il ciclo del tradimento può essere interrotto e l’analisi di coppia può essere un’occasione preziosa per rivedere le basi del rapporto al fine di un riconsolidamento. Il ciclo di guarigione avviene in questi termini:


La persona A: Mente.

La persona B: scopre o le viene riferito di essere stata tradita e si sente terribilmente ferita, triste e arrabbiata ma è disponibile ed aperta a parlarne.


La persona A: si sente in colpa, si scusa sinceramente e si assume la responsabilità per essere uscita dal rapporto senza invece affrontare in modo diretto i problemi con il partner.

La persona B: ascolta, esprime la propria rabbia ma guarda anche alle proprie mancanze e responsabilità. E’ in grado di valutare il ruolo giocato nello “spingere” indirettamente l’altro nelle braccia altrui.


La persona A: ascolta il dolore e la rabbia (senza giustificare o negare) e rassicura il partner ferito.

La persona B: lavora per perdonare ed andare avanti.


La persona A: lavora per dimostrare di essere degno di perdono e si attiva per cominciare di più ed in modo aperto.

La persona B: lavora per recuperar fiducia nell’altro e comunicare di più.



Entrambi i membri della coppia in questo caso sono disponibili a salvare il rapporto, a reinvestire nel progetto a due, attraverso l’elaborazione dell’evento doloro che li coinvolge entrambi in egual misura. Rivisitano il loro contratto coppia e decidono se ristabilire le medesime regole e gli stessi ruoli oppure modificare qualcosa alla luce di ciò che è accaduto. Si elabora un patto esplicito dei bisogni e ruoli di ciascuno.

Le coppie che si impegnano a salvare il loro rapporto dopo una relazione extraconiugale per sanare la frattura imparano una dura lezione sulle conseguenze di tradire la fiducia di qualcuno e sull'importanza di una migliore comunicazione di coppia.

La guarigione richiede che per amore entrambi siano disponibili ad affrontare i problemi sotterranei di cui i passato hanno parlato poco o per nulla. Entrambi i partner hanno bisogno di trovare un modo per perdonare ed essere ancora aperti gli uni agli altri. Il risultato può essere la creazione di un rapporto più profondo e più forte che mai.


Dott. Maurizio Sgambati, Psicologo Psicoterapeuta

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