Fare coppia: la scelta del proprio partner


La coppia, è il legame intimo per eccellenza;  è uno stato mutevole che comincia con la passione dell'innamoramento tra due persone, passa attraverso il conoscersi, lo scoprirsi, e culmina nella creazione di una unione profonda in grado di rinnovarsi nella scelta reciproca, più è più volte, nel corso di tutta la vita. Tale legame non poggia sull'abilità di riuscire a trovare il compagno o la compagna perfetta o ideale, ma sul continuo lavoro di costruzione di una relazione adulta, sana ed edificante.

La coppia non è quindi una prigione, nè un luogo dove impigliarsi, rimanere intrappolati, piuttosto è un percorso di sviluppo a due che non è esente dal rischio di rimanere feriti, traditi e delusi.

Per fare coppia è necessario il treppiedi dell'intimità: amore, attrazione e fiducia (vedi articolo precedente sull’intimità):

  • l'amore: implica genuino interesse per il benessere dell'altro;
  • L'attrazione: data dalla capacità di mettere assieme e valorizzare il modo di essere del partner e i propri desideri (sè-altro); 
  • La fiducia: centrata sulla possibilità di non condividere alcuni aspetti di sè e dall'assenza di menzogne.

 

Vi sono diverse teorie che spiegano il modo in cui una persona sceglie il proprio partner:

 

  1. la teoria della conservazione della specie: mutuata dalla biologia, sostiene che gli uomini si sentano naturalmente attratti da donne giovani con caratteristiche fisiche attraenti, indice di salute, al fine di scegliere una partner in grado di garantire, con la procreazione, la trasmissione dei propri geni lungo le diverse generazioni. Le donne invece ci direbbero secondo altri criteri. La giovinezza la salute non solo sarebbero essenziali per la prevenzione riproduttiva maschile per cui sarebbe orientata alla ricerca di uomini assertivi, Dominanti E una con la grande resistenza emotiva: garanzia di sopravvivenza e sostentamento del gruppo familiare.
  2. La teoria del riconoscimento: sostiene che la scelta del partner sarebbe all’individuare una persona capace di accrescere il nostro valore, in grado di farci sentire desiderati; ovvero che accarezzi il bisogno narcisistico di piacere. Secondo Lacan, psicanalista, l’obiettivo ultimo è incontrare qualcuno che somigli alla figura di materna per ri-sperimentare il legame di accudimento.
  3. La teoria dell'arricchimento spirituale: sostiene invece che le persone andrebbero alla ricerca di  qualcuno con la quale condividere la sensazione di essere incompleto. L’obiettivo è trovare una persona capace di integrarci, completarci, e formarci risorse e capacità di cui siamo carenti per completarci e crescere attraverso la fusione. Questo tipo di partner ci permetterebbe aiutare l’altro e sentirci migliori attraverso lo scambio: in tal modo i due partner avrebbero l’opportunità di proseguire la crescita individuale, ma assieme, spalleggiandosi reciprocamente.
  4. La teoria dell’ 1 + 1 = 3: sostiene che l'incontro tra i due soggetti di una coppia implichi la rinuncia all'isolamento delle singole personalità come obiettivo di raggiungere un “noi“, ovvero un io superiore, più elevato, e potente.
  5. La teoria della complementarietà: sostiene che la ricerca del partner viene indirizzata verso le persone più capaci di sostenere le nostre nevrosi: Vi sarebbe la tendenza ad orientarci verso persone capaci di agire in modo simile ai personaggi della nostra infanzia, i genitori o le figure educative significative. Il concetto alla base di questa teoria è che ciascuno di noi durante l’infanzia svilupperebbe un registro di danni ricevuti dagli adulti (violenze, disprezzo, odio, maltrattamenti) archiviato in una struttura chiamata “il bambino interiore“. Tale bambino, il fanciullo che siamo stati, sofferenze, cercherebbe di sanare le ferite ricevute da solo o, qualora non vi riuscisse, mediante la scelta di un partner in grado si assumersi la responsabilità di curarle.

 

A tutte queste teorie indubbiamente manca un elemento sostanziale: il fattore “magia“ o “alchimia“; l’unico elemento che ci permette di spiegare come mai una persona perda la testa per un'altra, provi emozioni violente e razionali durante la fase dell'innamoramento. Essere innamorati significa fare i conti con emozioni sfrenate, forti, avvolgenti, intensi e fugaci, capaci di produrre un'esaltazione d'animo e un’alterazione della consapevolezza.  Tutto questo caos emotivo di breve durata (da pochi minuti a 3 mesi al massimo) rappresenta una sorta di “follia transitoria“ in cui l’uno si vive in funzione dell'altro, fuso con l’altro. L’innamoramento/magia avviene solo se siamo disposti a lasciarci andare, lasciarci trascinare dalla passione, e perdere il controllo.

Successivamente lo stato iniziale di “sana follia“ lascia il posto all’amore, il quale non ha la stessa intensità della passione ma ha la caratteristica di essere più profondo e duraturo rispetto all'innamoramento. L'amore porta con sé la stabilità al prezzo della scomparsa della magia, e dell’euforico incanto.

Non bisogna dimenticare che non si sceglie un compagno o una compagna per la passione del momento, ma per amore.

La maggior parte della società poggia su strutture sociali monogame e l'infedeltà è uno dei rischi più importanti in una coppia. Infedele non è colui che cerca di soddisfare un bisogno, non necessariamente fisico ma spesso emotivo, al di fuori del legame di coppia poiché non crede di poter trovare ciò che sta cercando all'’interno del rapporto attuale. Egli non è infedele all'altro, ma al suo legame di coppia. Sia l'uomo che la donna vanno dunque a cercare fuori dalla coppia ciò che credono di non poter trovare nel legame in essere (passione, romanticismo, avventura, pericolo, novità, gioco). Non sempre questo bisogno è così chiaro e definito da poterlo esplicitare al partner ma più spesso vi è il timore di chiedere e confrontarsi liberamente nel rapporto attuale.

La fedeltà in amore è una decisione presa liberamente e senza di essa non può esserci legame amoroso. La gelosia quindi ha come motore principale le sicurezze della persona e non l'amore. Se si ha fiducia nel fatto che ci si sente innamorati del proprio partner e ci si sente corrisposti, non si dovrebbe avere paura di essere traditi. Nessuno può obbligare qualcun altro a stare in un rapporto che non vuole o provare sentimenti che non prova tanto meno con gelosia, minacce, imposizioni e coercizione. Le persone che vogliono fare coppia lo fanno per libera scelta: quelle che vogliono andare e non se ne vanno, restano perché non sono disposte a pagarne il prezzo.

  

Dr. Maurizio Sgambati

Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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