Quale Psicoterapia?


Un percorso di psicoterapia è utile per capire che cosa stia succedendo in un momento particolare delle propria vita ed caratterizzata dalla relazione che si instaura tra due persone: paziente e terapeuta. Due soggetti che lavorano assieme focalizzando la loro attenzione sul processo di crescita e cambiamento di una delle due parti: il cliente. Una psicoterapia non necessariamente si prefigge di curare qualcuno ma fa sì che la persona impari a curarsi da sola a mano a mano che diviene consapevole dei propri processi di funzionamento, ed in particolare di quelle modalità disfunzionali che sono causa del suo malessere. 

Una psicoterapia agisce da catalizzatore ovvero accelera un processo e si sarebbe potuto verificare comunque, presto tardi, con o senza terapeuta..

Ci sono tre grandi correnti terapeutiche:

 

1. La corrente psicanalitica (freud, jung): si focalizza sul passato per recuperare tutti i ricordi della storia passata del paziente fino a trovare le situazioni che danno origine alle sue nevrosi. Il focus quindi è PERCHE’, sui motivi, che hanno portato a far emergere un sintomo partendo dal presupposto che se la persona si rende consapevole a livello conscio di ciò che fa allora tutto il meccanismo inizia a lavorare correttamente. Il vantaggio è che è un modello terapeutico che offre una conoscenza profonda dei propri processi interiori mentre lo svantaggio è che si tratta di una psicoterapia molto lunga. 

 

2. All'estremo opposto vi sono le psicoterapie brevi (cognitivo-comportamentale, terapia strategica, ipnosi) che si concentrano sul futuro. Il lavoro non consiste nello scoprire perché succede quello che sta succedendo ma si focalizza sulla meta da raggiungere attraverso la messa in pratica di comportamenti nuovi che vengono indicati dal terapeuta in modo piuttosto direttivo al di la dell’esperienza e dei vissuti soggettivi del paziente. E’ un orientamento che non guarda al passato ma indica comportamenti più adeguati da adottare in un processo di ristrutturazione personale. La domanda quindi non è PERCHE’ ma è COME raggiungere l'obiettivo prefissato. Il vantaggio è che è una terapia efficace e rapida. Lo svantaggio è che si tratta di un trattamento superficiale, che non agevola nel cliente il contatto con se stesso, non lo aiuta a conoscersi. 

 

3. Le terapie umanistico esistenziali (Gestalt, Analisi Transazionale, Terapia Rogersiana, i moderni approcci integrati) pongono l'attenzione sul presente ovvero su ciò che sta accadendo alla persona in terapia e sul perché si trova in tale situazione. Sono modelli centrati sulla persona, sull'esperienza soggettiva e sul vissuto unico del cliente del quale analizzano il funzionamento allo stato presente. Aiutano a far diventare consapevole la persona di quanto le sue modalità di sentire, pensare e agire, apprese nel passato non siano utili per gestire le situazioni nel qui-e-ora ma anzi siano spesso causa di situazioni cicliche e dolorose.

Non si tratta forme terapia lunghe come la psicanalisi e neppure brevi come la cognitivo comportamentale. Pur non possedendo la profondità della psicanalisi consentono però di arrivare ad una buona conoscenza di sé, di imparare a gestire a sufficienza le difficoltà con le proprie risorse stimolando il contatto con il se attuale.

 

 

Dr. Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

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