L'assertività: saper dire "NO


E’ molto importante saper dire “NO” al momento giusto. Non riuscire a negare qualcosa , quando desideriamo farlo, significa dare maggiore importanza ai bisogni delle altre persone, invece che ai nostri.

Dire “No” quando è quello che si sente, diventa una forma di rispetto e di onestà oltre che verso noi stessi anche verso gli altri.

Le fondamenta del saper dire “No” risiedono nella capacità di essere assertivi. Quando una persona “asserisce” qualcosa, la afferma con convinzione e tenacia, pienamente convinta di ciò che sostiene e con la completa assunzione della responsabilità di quel comportamento e di quella affermazione.

La persona assertiva non è accondiscendente né oppositiva, bensì onesta e sincera nell’affermare ciò che è disposta a fare o non are avendo ben chiare le sue priorità, le sue esigenze e la sua disponibilità.

Tuttavia, dire “No” rappresenta un problema per la maggior parte delle persone, poiché la parola è legata emotivamente al rifiuto personale. Inoltre ci sono anche i molti condizionamenti educativi che portano ad associare la parola “No” con un comportamento egoistico, cattivo, presuntuoso, duro.

Proviamo a vedere quello che ci blocca, quando dobbiamo negare qualcosa a qualcuno e non lo facciamo; se dico “NO”:

 

  • l’altro potrebbe sentirsi rifiutato e ferito: rifiutare una particolare richiesta non vuol dire respingere una persona nel suo insieme.
  • Non mi accetteranno piu: vogliamo avere amici che non rispettano il nostro diritto a dire “No”?
  • Non mi chiederanno più nulla”: è possibile ma affrontiamo una situazione alla volta!
  • Voglio dire “No” ma faccio il contrario e mi sento sotto pressione, arrabbiato con me e risentito con l'altro.

 

Ci sono quattro trappole psicologiche che ci spingono a dire “SI” quando vorremmo dire “NO”:

 

  1. Voler essere gentili
  2. Voler essere amati, rispettati, accettati
  3. La paura di perdere familiari, amici, lavoro, posizione sociale, successo, denaro
  4. La sensazione di non avere diritto di dire “No”

 

 

Spesso non sappiamo dire di no perché temiamo di perdere l’affetto dell’altro; ciò è comprensibile, ma non dobbiamo dimenticare che è sempre nostro dovere continuare a credere in noi stessi anche quando gli altri non ci approvano o ci rifiutano e che un no, detto al momento opportuno, può aiutarci ad uscire dalla trappola di chi crede di potersi accettare solo in cuna condizione di sudditanza e compiacenza.

Molte persone (e tra queste ci sono senz’altro io…) non riescono a dire “No” a causa di una eccessiva compiacenza nei confronti degli altri. Fanno delle cose per gli altri senza porsi dei limiti, mettono gli altri al primo posto non curandosi delle proprie necessità.

Molto probabilmente sono stati bambini molto ubbidienti, remissivi, che non creavano problemi, ritenendo così di evitare di essere rifiutati. Bambini a cui non è mai stato insegnato a delimitare e proteggere il loro territorio.

In alcuni momenti essere compiacente, rischiando di far tacere le proprie esigenze, può essere utile per il buon proseguimento di una relazione o se ci si accorge che l’altro ha veramente bisogno di aiuto e ci si sente di volerglielo dare. Il problema nasce quando ci si considera e ci si comporta come se si fosse uno zerbino da poter calpestare ogni qual volta qualcuno lo desidera.

Se si vuole essere disponibili e gentili con tutti, a prescindere da come ci trattano, significa che non si hanno limiti; in tal modo ci si espone ad abusi e sfruttamento anche da parte di persone a cui vogliamo bene. Inoltre non difendendo i propri spazi rischiamo di essere travolti dalle aspettative e dalle richieste degli altri, ostacolando così ogni nostra affermazione e iniziativa.

Essere incapaci a dire “No” vuol dire perdere il contatto con noi stessi, anestetizzare le nostre sensazioni, bloccare sul nascere ogni “figura” che emerge dallo sfondo.

A questo punto chi legge potrebbe dire:” Si…. Ok…. Ho capito tutto e a livello razionale sono assolutamente d’accordo… la pratica e tutt’altra cosa….”

Ecco alcuni suggerimenti che potrebbero agevolare la conquista del “No”:

 

  • Inizia a rispondere con un chiaro, fermo udibile “No” a partire dalle piccole cose.
  • Non ti scusare o giustificare fornisci solo le tue ragioni.
  • RICORDA CHE HAI IL DIRITTO DI DIRE “NO!”

 

Se devi ancora decidere cosa rispondere, chiedi maggiori informazioni al riguardo:

 

  • Riconosci quando sei insicuro e hai bisogno di tempo per rispondere
  • Riconosci a te stesso il diritto di chiedere tempo per pensare, prima di concordare, di non concordare o di prendere decisioni
  • Riconosci a te stesso il diritto di riflettere e di cambiare idea.
  • Sii chiaro e specifico, ad esempio: “Non sono sicuro. Mi piacerebbe rifletterci. Ti chiamerò più tardi per farti sapere”.

 

 

E per finire un piccolo esercizio:

Pensa ad una situazione della tua vita in cui dici (oppure hai detto, o pensi che dirai) “Si” quando vorresti dire “No”….

Ora chiediti perché stai dicendo “Si”?……

Cosa potrebbe succedere se facessi valere la tua liberà di scelta e dicessi “No!”?…

 

 

 

Dr. Sgambati - Psicologo Psicoterapeuta Pordenone

Riproduzione vietata: non è consentita la ripubblicazione, 

anche in forma parziale, senza autorizzazione.